Going to Italy

In copertina: travel journal di Anne Lister in cui è riportato il suo viaggio in Italia, @WYAS

Tra il luglio e l’agosto del 1827 Anne Lister giunge in Italia, insieme a Maria e Jane Barlow. Il suo viaggio comincia entrando dallo Spluga, e si concentra nel Nord/Nord-Est del paese, fermandosi anche diversi giorni a Padova, Verona, Venezia e Milano, fino a raggiungere il Sempione, da cui uscirà dal paese.

Accanto al racconto giornaliero del viaggio di Anne Lister in Italia (che trovate a seguire), abbiamo realizzato una travelmap interattiva, che riporta tutte le località toccate facendole raccontare direttamente a lei, attraverso estratti dei suoi travel journals.

Dal quaderno di viaggio

Giovedì 12 luglio 1827 - da Spluga a Chiavenna.

Anne entra in Italia attraverso il passo dello Spluga. Nella salita, a volte, cammina accanto o davanti alla carrozza e, come fa spesso, usa il suo ombrello come unità di misura per descrivere le dimensioni di quel che vede. Qui la strada è fra i 3 e i 4 ombrelli e al bordo c’è ancora della neve che Anne assaggia mentre ammira il paesaggio. Alle 8.40 sono in cima al Passo - 5 o 10 minuti più tardi di quel che aveva previsto, ma si erano anche fermate per controllare la carrozza e prendere appunti - e comincia la discesa alquanto pericolosa, dato che descrive parapetti e le ringhiere rotti e rovinati. Alle 9 arrivano alla dogana Austriaca, per far controllare passaporti e bagagli (il Congresso di Vienna aveva istituito il Regno Lombardo Veneto come stato dipendente dall’Impero austriaco): “molto cortesi, hanno solo aperto un baule e non hanno fatto questioni”. Scendendo, Anne vede tantissime mucche, dei piccoli borghi di casette in pietra e cascatelle che scendono come rivoli bianchi dalle montagne innevate. Ammira il Maira guardando nello spaventoso precipizio al lato della strada. Per sporgersi dalla carrozza, non si accorge che la porta non è ben chiusa e quasi casca fuori, ma per fortuna perde solo un bottone degli stivali e si fa un livido alla gamba. ‘Magnificent’, splendido è l’aggettivo più frequente che accompagna la descrizione di questo ingresso in Italia, e Mrs. Barlow con lei definisce ‘delightful‘ il paesaggio punteggiato di valli e poi vigneti che le accompagna fino a Chiavenna, dove sosteranno la notte, dopo il loro primo pasto italiano; la locandiera le avvisa che hanno - Anne scrive letteralmente - “molto poco”: zuppa di riso, con parmigiano grattugiato, salsiccia Bologna “very good” (forse salame?) tagliata sottile, poi un po’ di piccione e manzo bollito, trota salmonata fredda e patate arrosto, poi un po’ di cacciagione arrosto e degli involtini di vitello con fagioli e, per dessert, ciliegie, uvaspina, delle perine, fichi e albicocche e dei dolcetti e biscotti savoiardi; ottimo il pane e il vino rosso, un po’ meno il vino bianco. Tutto sommato un “Very fine day”.

"At 11 10/60 stopt at Campo (Campo Dolcino) [Campodolcino] to bait the horses - neat church – delightful balmy air - irregular little poorish stone-built village, finely situated - quite Italian faces and countenances - all speaking Italian."

[SH:7/ML/TR/1/0037]

“Alle 11 10/60 sosta a Campo (Campo Dolcino) [Campodolcino] per ristorare i cavalli - una chiesa ben tenuta - aria deliziosa e mite - un villaggio semplice costruito in pietra, bella posizione- facce e portamento alquanto italiani - parlano tutti italiano.”

[SH:7/ML/TR/1/0037]

“(spoke Italian at the Austrian frontier)”

“(ho parlato Italiano alla frontiera austriaca)”

[SH:7/ML/TR/1/0037]

Venerdì 13 luglio 1827 - Piuro e Cascate dell’Acquafraggia.

A Chiavenna Anne conosce Giuseppe Tini, oste del Cavallo Bianco che ha vissuto 8 anni in Inghilterra e parla un buon inglese, il quale si offre di far loro da guida alle cascate dell’Acquafraggia e alle rovine di Piuro, cercando anche - invano - il disegno che mostrava come fosse il luogo prima della catastrofe del 1618. L’uomo, che Anne dice essere molto cortese, arriva persino a far loro dono di un po’ di amianto (!!!) che si estrae da quelle parti, e declina ogni offerta di denaro per i suoi servizi, eccetto - dopo le insistenze di Anne- giusto le spese per il cavallo. La sera si chiude con i tuoni e lampi di un forte temporale. Un altro “Very fine day”.

“At the fine cascade of acqua Fraggia [Acquafraggia] in 20 minutes (drove unusually fast) 250 ft. of fall from the very top of the mountain (about, nearly ½ way down the mountain of Savogno) the water there falls rapidly down the rest of the mountain into broadish foaming the Maira which we had all the way close on our right in going – 1 principal fall - one small thin line of fall on each side the great one - falls over the sort stone from which they get the amianthus – about ¼ hour at this fall.”

[SH:7/ML/TR/1/0038]

“Alla bella cascata dell'Acquafraggia in 20 minuti (viaggiato insolitamente veloci) 250 piedi di caduta dalla cima del monte (circa a metà del monte di Savogno) l'acqua lì cade rapida giù per il resto del monte in una pozza formando il Maira, che abbiamo avuto alla nostra destra in tutto il nostro tragitto di andata - 1 cascata principale - una sottile cascatella su ciascuno dei lati di quella più grande - cade su della pietra del tipo da cui estraggono l'amianto - circa ¼ d'ora a questa cascata.”

[SH:7/ML/TR/1/0038]

"(...)just opposite stood the ancient town of Plurs, or Piuro, overwhelmed by the fall of the mountain 25 August 1618 and the lake from above – a wooden foot-bridge over the Maira just over this end of the old town completely buried - not a trace to be seen now - completely with rock and earth - walked forwards along a very narrow path - the brink of the river to the skeleton of the only house-spared by the catastrophe - a largeish house."

[SH:7/ML/TR/1/0038]

"(...)esattamente di fronte c'era l'antica città di Plurs, o Piuro, distrutta dal crollo della montagna il 25 agosto 1618 e del lago soprastante - un ponte pedonale di legno sul Maira appena a questa estremità della vecchia città interamente sepolto - ora non se ne vede traccia - completamente con rocce e terra - abbiamo camminato un po' avanti lungo un sentiero strettissimo - dalla sponda del fiume alla rovina dell'unica casa risparmiata dalla catastrofe - un edificio abbastanza grande."

[SH:7/ML/TR/1/0038]

Immagine: Rappresentazione della città di Piuro, nei Grigioni, prima e dopo la catastrofe del 1618.

Sabato 14 luglio 1827 - da Chiavenna a Riva, Domaso, Colico, fino a Morbegno.

Arrivate al lago di Como, si trovano a Riva, che Anne descrive come il posto più malsano del lago, dove ci si potrebbe ammalare facilmente per la “Mal aria”, scrive. Lungo la strada conoscono un gentiluomo - Monsieur Tornaghi - che parla Francese e racconta loro che la Valtellina frutta all’Imperatore quasi un milione di Franchi l’anno, di cui la metà viene reinvestita sul territorio per mantenere le strade etc. Una ricchezza che deriva dalla produzione di vino (che è “very good”) e, in effetti, le strade sono tenute meglio che allo Spluga, e le conferma che la gente qui è molto più contenta di stare sotto gli austriaci che non sotto gli svizzeri. Tornaghi sa bene tutto ciò: vive a Morbegno, dove è ispettore capo della provincia austriaca della Valtellina, e si offre anche di occuparsi per Anne e le sue compagne delle poste e delle soste. Questo le permette di godersi e annotare tutta la navigazione sul lago, che le porta da Riva a Gera fino a Domaso, dove sostano per il pranzo e altri racconti di Tornaghi, per riprendere l’imbarco e attraversare in ½ ora il lago sino a Colico, dove recuperano la carrozza e il cocchiere - che erano a bordo di un’altra barca - e si avviano verso Morbegno, dove arrivano a La Posta alle 9 di sera: Anne tratta il prezzo del loro pernottamento, riuscendo a pagare la metà di quel che le avevano chiesto, e conclude scrivendo le ultime 11 righe di diario in una stanza molto calda. Ancora un “Very fine day - very fine evening” e l’aria del lago è semplicemente “delightful”, incantevole!

"The scenery all along the lake beautiful - the mountains not very high, but high enough for fine scenery – dark rock - sufficiently wooded - the lake not board, but broad enough to be very beautiful - vineyards all along the mountain sides - cottages - villages - hauled to for a minute or 2 at Gerra [Gera Lario] to take in 2 more rowers (3 before) – surprised at the 2 different colours of the water - the sandy column we were just leaving and the sea-green we just coming to - the latter the lake of Como - the former lake of Maira, or I suppose, of Chiavenna - the lake beginning to fill - would be very full by and by and then the other boat with the carriage could not get along - for the more the water the less smooth and the wind more strongly contrary."

[SH:7/ML/TR/1/0039]

“Il panorama tutto intorno al lago bello - Le montagne non troppo alte, ma abbastanza per un bel paesaggio - roccia scura, sufficientemente boschivo - Il lago non è grande, ma abbastanza ampio da essere molto bello - vigneti lungo tutti i fianchi dei monti - case - villaggi - abbiamo fatto tappa per uno o 2 minuti a Gera per prendere a bordo altri 2 vogatori (3 come prima) - Sorprese dalle 2 diverse colorazioni dell'acqua - Le sponde sabbiose che stavamo lasciando e quelle verde-mare a cui stavamo giungendo - quest'ultima del lago di Como - La precedente del lago di Maira o, credo, di Chiavenna - Il lago comincia a riempirsi - Piano piano sarà molto pieno, e allora l'altra barca che porta la carrozza non potrà farcela - perché più acqua c'è e meno calma è, e il vento più forte e contrario.”

[SH:7/ML/TR/1/0039]

“NB. whenever you and your carriage are in separate boats always take with you all the luggage you are likely to want immediately.”

“NB. Ogni volta che si viaggia in una barca diversa da quella su cui è imbarcata la carrozza, portare sempre con sè il bagaglio che potrebbe servire nell'immediato.”

[SH:7/ML/TR/1/0039]

Domenica 15 luglio 1827 - da Morbegno a Sondrio, Tirano fino a Bormio.

Lasciano Morbegno alle 5 di mattina, e il viaggio che Anne descrive è veramente piacevole. Sostano a Sondrio alla Posta e Anne va ovunque a caccia di una mappa dell’Italia, ma invano, quindi si mette a scrivere e a chiacchierare. Annota anche di aver ricevuto una lettera di raccomandazione da Tornaghi per la gente di Bormio, affinché le diano -senza raddoppiare il prezzo- una coppia di cavalli in più per arrivare in cima al monte Braulio: 10/. sono più che sufficienti! Riprendendo la via, passano da Tirano dove incontrano anche un cocchiere che, in Tedesco, spiega che sono solamente a metà strada per Bormio, dove in effetti arriveranno solo alle 10.05 di sera. Trovano delle stanze “very dirty” -molto sporche- ma nonostante tutto è ancora un “Very fine day”.

"Our companion gave us a good deal of information - this road all along the Valteline (pronounced Walteline) and over Monte Brauglio [Braulio] projected by Napoleon and completed by him as far as Bormio (Worms in German), but the rest, over the mountain, only just done by the Emperor of Germany - fine, rich vale - a perpetual vineyard almost to the very top of the hill all along on our left - villages here and there at the foot of the mountains, and cottages (of stone) the colour of the rocks and scarcely distinguishable, everywhere among the woods and vineyards - no vines right - but much wooded - the Adda a broad, muddy rapid, foaming stream - crossed it once or twice."

[SH:7/ML/TR/1/0040]

"Il nostro amico ci ha dato un sacco di informazioni - Questa strada lungo tutta la Valtellina (si pronuncia Walteline) e per il Monte Brauglio [Braulio] è stata progettata da Napoleone e da lui completata sino a Bormio (Worms in Tedesco), ma il resto, oltre la montagna, solo recentemente completato dall'Imperatore di Germania - Vallata bella e ricca - Un vigneto continuo quasi fino alla cima della collina lungo la nostra sinistra - Paesi sparsi qui e là ai piedi delle montagne, e case (di pietra) il colore delle rocce si fa fatica a distinguere, ovunque tra i boschi e i vigneti - sulla destra niente rampicanti, ma molto bosco - L'Adda è un torrente largo e schiumoso, fangoso e rapido - l'abbiamo attraversato una o due volte."

[SH:7/ML/TR/1/0040]

"Alight at La Poste at Bormio at 10 5/60 - gave the hostess the letter M. Tornaghi had written – 2 ladies in the house for the benefit of taking the baths - 1 spoke French fluently and very kindly interpreted for us when we were at a loss all speaking Italian."

[SH:7/ML/TR/1/0040]

"Arrivate a La posta di Bormio alle 10 5/60 - consegnato alla locandiera la lettera che aveva scritto il Signor Tornaghi - Nell'edificio 2 signore per i bagni - 1 parlava fluentemente francese e molto cortesemente ci ha fatto da interprete, giacchè eravamo disorientate poiché tutti parlavano italiano."

[SH:7/ML/TR/1/0040]

Immagine: Mountain View at Bormio, John Singer Sargent (1869). © www.metmuseum.org

Lunedì 16 luglio 1827 - salita al Monte Braulio.

Al momento di lasciare Bormio, Anne ha una discussione sul costo dei cavalli: nonostante la lettera di Tornaghi, le vogliono far pagare il doppio della tariffa, o almeno 16/. Dopo una lunga trattativa, anche aiutata dalle signore che le avevano fatto da interpreti in Francese il giorno prima, Anne dice al gestore della Posta che, se non gli sta bene quel che lei vuol pagare, può anche staccare i suoi due cavalli in più. Ed è esattamente quel che l’uomo fa, lasciandole alla salita con una sola coppia di cavalli. Lungo la strada si fermano a visitare la chiesa dei SS. Giovanni e Protasio, e Anne continua ad osservare e misurare le strade i ponti e le gallerie che passano. Per un tratto anche Mrs. B- scende dalla carrozza e procede a piedi insieme ad Anne, e a tratti lo fa anche Jane. Le scarpate qui non sono così spaventose come allo Spluga, per fortuna! Il paesaggio resta abbastanza verde, ma con sempre meno alberi e tanto pascolo a disposizione di cavalli e mucche che vede sparsi qui e là salendo verso la 4a stazione, dove arrivano in sosta appena in tempo per evitare un acquazzone mentre mangiano qualcosa. Arrivano sino alla 5a stazione, dove devono nuovamente mostrare i passaporti e, dal momento che si è scatenato un altro forte temporale e ormai si è fatto troppo buio per procedere in sicurezza, decidono di passare lì la notte.

"At 1 ¼ on looking back saw Jane walking up the hill - the carriage empty and the horses taken off - returned immediately found our cocher had stopt to bait a little at the 2nd station-house - Mrs. and Miss B- [Barlow] would take nothing - had just had bread and wine and water in the carriage - I was very thirsty – went upstairs at 1 ½ and had a little bread and some warm wine and water - attempted to write a little but too sleepy - slept about an ¾ hour."

[SH:7/ML/TR/1/0041]

"All 1 e ¼ girandomi ho visto Jane che risaliva la collina a piedi - la carrozza vuota e i cavalli staccati - son tornata indietro immediatamente e ho scoperto che il nostro cocchiere aveva fatto una sosta alla seconda stazione - Mrs. e Miss B- non han preso niente - avevano appena mangiato del pane e vino e acqua in carrozza - Io avevo molta sete - sono salita all'1 e ½ e ho preso un po' di pane e di vino caldo con acqua - ho provato a scrivere un po', ma ero troppo assonnata - dormito per circa ¾ d'ora."

[SH:7/ML/TR/1/0041]

"All sat down to dinner - the best the place could afford - no eggs - a little hung beef (they called it salam) parmesan and gruyère cheese, excellent butter made today and bread, and common red wine - enjoyed our meal."

[SH:7/ML/TR/1/0041]

"Tutti seduti a mangiare - il meglio che il posto potesse offrire - niente uova - del manzo stagionato (loro lo chiamano salame) del Parmigiano e del Groviera, dell'ottimo burro fresco di giornata e pane, e vino sfuso - ci siamo godute il pasto."

[SH:7/ML/TR/1/0041]

"no eggs - a little hung beef (they called it salam)"

niente uova - del manzo stagionato (loro lo chiamano salame)"

[SH:7/ML/TR/1/0041]

Martedì 17 luglio 1827 - in cima al Monte Braulio, poi a Pradt (Prato allo Stelvio) fino a Merano.

La giornata comincia malissimo per Anne, che trova il suo termometro rotto! Alle 5 riprendono la salita verso la cima del Monte Braulio e Anne finalmente vede che sono già pronti qui e là i mucchi di materiale per riparare le balaustre, rotte ovunque dalla neve. La strada è talmente malconcia che il cocchiere chiede a tutte e tre di scendere, e gli strapiombi sono così spaventosi che Anne è ancora una volta contenta di non essere andata avanti la notte prima. Passa dalle descrizioni dei crepacci nel ghiaccio allo splendido panorama sul gruppo dell’Ortles, mentre procedono nella discesa attraversando più volte ponti di legno e altri di pietra. Si ricominciano a vedere degli abitati qui e là, una chiesetta imbiancata (la prima di tante) in cima a una collina fra pascoli e campi di grano. Dopo una sosta di ristoro a Pradt (Prato allo Stelvio) borghi e paesi si fanno più frequenti e visibili, Anne ne conta 10 o 11, riportando l’impressione che nella vallata sia in pieno corso il tempo del raccolto. Attraversano l’Adige (che Anne annota con il nome atesino di Etsch) sull’ennesimo ponte di legno e, dopo una sosta per chiudere bene la carrozza per via della pioggia, proseguono fino a Merano, dove arrivano alle 7.20: una città dall’aspetto insolito, la descrive, fortificata e con un’ampia strada principale al cui centro scorre un canale; alcune case costruite sui portici di una strada più stretta e un sacco di chiese. Alle 7.30 arrivano alla Posta, dove si fermeranno per la notte. Prima di cena Anne scrive ancora l’ultima pagina del quaderno di viaggio della giornata e dopo mangiato è troppo stanca per far altro (persino per scrivere!).

"At 8 ¼ down the 42 traverses of Monte Brauglio [Braulio] - in several places, the road only just practicable on account of stuff fallen from the mountain - a frightful pass – in one place just before getting into the carriage again (at 7 20/60) the road only 10 ft. wide."

[SH:7/ML/TR/1/0042]

"Alle 8 e ¼ scese le 42 traverse del Monte Braulio - in alcuni punti la strada era a stento praticabile per via dei detriti caduti dalla montagna - un passaggio spaventoso - in un punto, appena prima di rientrare in carrozza (alle 7 e 20/60) la strada era larga solo 10 piedi."

[SH:7/ML/TR/1/0042]

"Found my thermometer broken this morning I know not how - very cold - surrounded with snow-covered mountain tops - the snow hard frozen walls on each side of us in 20 minutes from setting off - the road only just passable in 2 or 3 places - I think at the top of the mountain F must have been not much above 32°. "

[SH:7/ML/TR/1/0042]

"Stamattina ho trovato il mio termometro rotto, non so come mai - Molto freddo - circondate da cime di montagne innevate - Delle pareti di neve ghiacciata e dura da entrambi i lati 20 minuti dopo la partenza - la strada a malapena passabile in 2 o 3 punti - Penso che in cima alla montagna non ci siano stati molto più di 32°F."

[SH:7/ML/TR/1/0042]

"Found my thermometer broken this morning I know not how -"

Stamattina ho trovato il mio termometro rotto, non so come mai -

[SH:7/ML/TR/1/0042]

Mercoledì 18 luglio 1827 - da Merano a Bolzano, fino a Neumarkt (Egna).

Anne e le sue compagne di viaggio ripartono con calma alle 12.25, dopo una colazione a base di fragole. Prima di pagare il pedaggio in uscita da Merano, Anne ammira ancora il castello Trautsmandorff che sovrasta la città, poi si lascia incantare dal paesaggio: l’Adige in questa zona è largo e le accompagna tra colline splendidamente boschive. Tante chiesette imbiancate carine, a volte vicine a piccoli borghi pittoreschi di poche case che le danno un’impressione di ordine, e poi tanti alberi da frutta, carichi di mele e pere, come aveva già notato il giorno prima. Nella calura estiva quel luglio inoltrato le cavallette (più probabilmente cicale) sono incredibilmente rumorose, e sono la presenza animale più incisiva insieme alle mucche (poche pecore, nota Anne, giusto appena fuori Bormio: forse non ne ha viste altre da quando sono arrivate in Svizzera). Attraversano vallate fertili e ricche di frutta matura (riesce persino ad assaggiare delle noci fresche, ottime da aprire con un coltello e mangiare con un pizzico di sale!) in un paesaggio bucolico perfetto che le accompagna sino a Bolzano, dove sostano per un giro in città e per la cena (il proprietario della Posta, molto cortese, dà ad Anne anche una cartolina di locanda, che lei conserverà nel quaderno di viaggio) per poi ripartire alla volta di Neumarkt (Egna), dove arrivano alle 10.20 di sera: non sono nemmeno le 11 quando cadono nel letto, stanche dopo un altro “Very fine day”.

"Very nice town - water very rapid current in a square wooden channel (perhaps about 1 ½ ft. square) runs down almost all the streets covered with wooden doors that seem to lift up at pleasure - women washing clothes along those channels having their tables standing by them (all on one side their right) to put the linen on when done - women too washing tubs pots window frames etc in this stream, as if it were a common washing up place - the rapidity of stream keeps it clean the houses of several streets built on arcades - walked up and down the principal street (a large one) of arcades – very good shops there - a book-binder, but no regular bookseller."

[SH:7/ML/TR/1/0044]

"Città molto carina [Bolzano] - un rivolo d'acqua corrente scorre in una canalatura di legno lungo quasi tutte le strade, coperto da tavole di legno che pare si possano sollevare a necessità - le donne lavano i panni lungo questi canali, con le tavole accanto a sé (tutte sullo stesso lato, a destra) per appoggiarvi i panni quando hanno fatto - Le donne lavano in questo torrente anche i catini, vasi, i telai delle finestre, come se fosse un lavatoio pubblico - É la rapidità del corso d’acqua a mantenerlo pulito - Le case in diverse strade sono costruite su portici - Passeggiato su e giù lungo la strada principale dei portici (una grande) - C'erano dei negozi molto belli - Un rilegatore di libri, ma nessuna libreria."

[SH:7/ML/TR/1/0044]

Immagine: Veduta di Bolzano e gruppo del Catinaccio sullo sfondo.

"plenty of excellent strawberries at breakfast - the best flavoured I have tasted during the journey"

“abbondanza di ottime fragole a colazione - le più saporite che abbia assaggiato durante il viaggio”

[SH:7/ML/TR/1/0043]

Giovedì 19 luglio 1827 - da Neumarkt (Egna) a Trento, fino a Rovereto.

La giornata comincia con una levataccia (alle 5 e ¼) e una pessima colazione: il pane è cattivo (Anne non riesce a trovarne senza semi di cumino), il latte bollito talmente cattivo che né Maria né Jane riescono a berlo, niente frutta e i letti erano stati a malapena comodi. Meglio partire subito! Per fortuna a Lavis Anne riesce a fermarsi quel tanto che basta per dare una sbirciata nella chiesa e comprare 2 libbre (circa 1 Kg) di ciliegie e, finalmente, arrivare alla locanda Europa di Trento dove si riconcilia con un ottimo pasto (anche se quello di ieri era migliore). Ma la cosa più entusiasmante per Anne è che con 6 Svanziche riesce a comprare da uno dei camerieri una mappa stradale di Tirolo e Voralberg pubblicata quest’anno. Dopo mangiato, Anne e le sue compagne di viaggio assumono uno dei camerieri per far loro da guida in città, visitando la chiesa di S. Maria -che descrive accuratamente - in cui si era tenuto il Concilio di Trento a metà del XVI secolo, avvenimento celebrato da un dipinto nella chiesa che però non impressiona particolarmente Anne. Proseguendo il loro giro in città, si imbattono in una rivendita di bozzoli. Val la pena ricordare che il commercio di bozzoli e bachi da seta era molto fiorente nel Nord-Nord-Est dell’Italia del tempo. Lasciando Trento, Anne è assolutamente deliziata dal paesaggio, che ripete essere un ‘giardino perfetto’ di colline verdi punteggiate di borghi e paeselli. Alle 7.40 arrivano al Cavallo Bianco di Rovereto, un edificio abbastanza grande che Anne descrive come la locanda più elegante che abbiano visto da quando hanno lasciato Parigi (e se lo dice lei..:!). Questo “very fine day” lo conclude dopo aver riportato la giornata sul diario di viaggio e aver annotato i conti di ieri ed oggi.

"Stand for a moment at a cocoon-shop – several women at a large table assorting them, and a man ready to weight them out when assorted - the smell oppressive - something the smell of the yelk of an egg strengthened to a very unpleasant degrees - some of the cocoons quite white - the greater part yellow more or less."

[SH:7/ML/TR/1/0044]

"Fermate per una momento in un negozio di bozzoli [bachi da seta] alcune donne li raggruppano attorno a una grande tavola, e un uomo è pronto a pesarli una volta messi assieme - una puzza insopportabile - qualcosa come l'odore del tuorlo d'uovo ma talmente forte da risultare sgradevole - alcuni bozzoli abbastanza bianchi - la maggior parte più o meno gialli."

[SH:7/ML/TR/1/0044]

Immagine: La raccolta dei bozzoli, Giovanni Segantini (1882). © Wikimedia Commons User: Sailko / CC BY 3.0

"3 Italians at table besides ourselves, who kept up a continual clack -"

“3 italiani al tavolo, oltre a noi, che chiacchieravano continuamente -”

[SH:7/ML/TR/1/0044]

Venerdì 20 luglio 1827 - da Rovereto a Verona.

L’albergo di Rovereto sarà anche molto bello, ma durante la notte Anne è stata punta dalle cimici dei letti, per la prima volta da quando ha lasciato casa. Ripartendo sono ancora immerse in quel giardino perfetto che ha descritto ieri. Passano per Ala e Vo’, e a Borghetto devono sostare per i cavalli. Anne decide di fare due passi e, oltre all’immancabile occhiata alla chiesa del luogo, si ferma ad osservare delle donne che filano la seta e preparano i bozzoli dei bachi per la lavorazione. Durante buona parte di questo viaggio, Anne segna la presenza di tantissimi gelsi, le cui foglie sono il principale nutrimento di questi insetti. Fa molto caldo, ma l’aria è buona e non opprimente, e Anne dorme molto durante il viaggio. Passato Ceraino, il paesaggio pian piano cambia e le colline lasciano il posto ad un’ampia vallata. Sostano a Sant’Ambrogio di Valpolicella per dar da mangiare ai cavalli: non trovano fieno alla locanda, ma per fortuna il cocchiere ne ha una scorta con sé. Anne ne approfitta per aggiornare le sue note di viaggio e registrare che qui il suolo e le rocce hanno un colore rossiccio e i rilievi sono alquanto distanti. Pochi i paesi in vista - non ne ha contati più di 3 - e la campagna sembra poco popolosa. Le strade in questo tratto, specie dopo Parona, sono belle e ampie (forse 42 piedi, circa 12,5 mt), quasi come quelle inglesi. Mano a mano che si avvicinano a Verona, Anne comincia a notare le persone e il loro abbigliamento, restando colpita dal fatto che nessuno indossi le calze! Alle 6.40 arrivano all’ingresso di Verona, dove fanno controllare i passaporti e viene chiesto al cocchiere di pagare una tassa per la scorta di fieno che aveva con sé per i cavalli (e fortuna che i gendarmi non hanno trovato l’avena sotto i loro sedili). Verona appare subito particolare agli occhi di Anne, che rimane colpita da quel che riesce a vedere già adesso delle piazze, nell’arrivare all’hotel Gran Parigi. Dopo aver concordato il prezzo del loro soggiorno e dei pasti, Anne si siede a scrivere le note di viaggio. Ancora una “very good dinner”, ottima cena alle 8, per chiudere questo “very fine day”.

"At 6 40/60 stop for 5 minutes at the gate of Verona to have our passports examined (...) - walled town - soldiers about in brown Holland coloured linen cloth coats, and in white ditto ditto - singular looking town - singular square seeming to be the market place - narrow streets - alight the hotel ‘Grand Paris’ at 7."

[SH:7/ML/TR/1/0046]

"Alle 6 e 40/60 ferme per 5 minuti all'ingresso di Verona per fare controllare i nostri passaporti (...) - Città fortificata - In giro soldati in dei soprabiti cerati marroni, e idem idem bianchi - Una città dall'aspetto insolito - Una piazza insolita che pare essere il mercato - Strade strette - Scese all'hotel ‘Gran Parigi’ alle 7."

[SH:7/ML/TR/1/0046]

Immagine: Vedute di Verona, Dionigi Valesio & Giovanni Antonio Urbani (1747).

"- everywhere yesterday and today men women and children without shoes and stockings - at all rates, no stockings (the Tirolese have a sort of half stocking without feet)"

"- ieri e oggi, dovunque, uomini donne e bambini senza scarpe e calze - O comunque niente calze (i Tirolesi hanno una specie di mezze calze senza i piedi)"

[SH:7/ML/TR/1/0046]

Venerdì 21 luglio 1827 - in giro per Verona.

Anne si sveglia poco dopo le 6 e rimane a scrivere sino alle 9.25, quando si unisce a Maria e Jane in colazione e poi uscire. La prima tappa è la Basilica di S. Anastasia, poi al Duomo (S. Maria Assunta) e da lì al palazzo del Vescovado. Scrive anche delle note sui passaggi sotterranei che collegano varie parti della città, descrivendone i pavimenti mosaicati vicini alla chiesa di Sant’Elena. Da lì raggiungono la chiesa di S. Giorgio in Braida (la migliore, in quanto a pittura) e poi arrivano al Palazzo della Ragione dove, salendo in cima alla torre (dei Lamberti), Anne descrive un bel panorama sulla città e una vista sulla pianura sconfinata a Sud e Sud-Est, mentre a Ovest e a Nord il M.te Baldo e le montagne tirolesi, e vede le rovine di Castel San Pietro (che era stato distrutto dai francesi). Tornando indietro passa dalle Arche Scaligere fuori dalla chiesa di S. Maria Antica e attraversa Piazza delle Erbe. Anne è entusiasta di Verona (e anche dell’hotel, che definisce “capital”, eccezionale). Dopo cena Anne va in una libreria a comprare una guida e poi va all’Arena, che la lascia ammirata (“è ancora adesso un edificio magnifico”) e poi al teatro Filarmonico, per vedere la collezione Maffeiana. A quel punto Anne realizza che per recarsi l’indomani sul lago di Garda occorrerà un permesso di polizia, dal momento che i loro passaporti sono validi per dirigersi a Venezia (in direzione opposta, dunque): è Mrs. Barlow ad occuparsene in serata, insieme alla loro guida, mentre Anne resta a scrivere le ultime righe del diario di questo “very fine day”, anche se comincia ad essere “very warm”, molto caldo!

Immagine: Piazza Erbe, Verona (1883).

"Then thro’ the marché des herbes (fruit and vegetable market) a singular looking square - the exchange on one side of it, a very singular looking painted outside building - several of the better and old houses painted outside - on one a very good copy of Leonardo da Vinci celebrated picture of the last supper - altogether much pleased with Verona - good town - capital Inn."

[SH:7/ML/TR/1/0047]

"Poi al mercato delle erbe (il mercato di frutta e verdura), una piazza dall'aspetto insolito - Lo scambio solo da un lato, un edificio il cui esterno è dipinto in maniera insolita - Parecchie delle case più belle e più vecchie sono dipinte sull'esterno - Su di una, un'ottima riproduzione del tanto celebrato dipinto di Leonardo da Vinci sull'ultima cena - Nell'insieme, molto contente di Verona - Bella città - Locanda straordinaria."

[SH:7/ML/TR/1/0047]

"all the churches very dark - of course to keep the sun out, and keep them cool."

"tutte le chiese sono molto buie - sicuramente per tenere fuori il sole e mantenerle fresche."

[SH:7/ML/TR/1/0047]

Domenica 22 luglio 1827 - Peschiera del Garda, Sirmione e rientro a Verona.

Anne dorme pochino: prima viene svegliata dalle serenate, poi si alza alle 3.20 per andare sul Garda. Mrs. Barlow sta poco bene tutto il giorno, ma la accompagna ugualmente (sul diario personale Anne scrive che probabilmente ha mangiato qualcosa che le ha fatto male). Prima tappa a Peschiera del Garda, passando sia in entrata che in uscita i ponti levatoi della città e il ponte sul Mincio: Anne voleva lasciare qui la carrozza e raggiungere Sirmione e Desenzano in barca, ma le acque di un colore blu profondo e bellissime sono troppo mosse e fa appena in tempo a comprare la prima uva che mangia quest’anno (ottima, anche se ancora non abbastanza matura; Mrs. B- non la tocca per non star peggio). Arrivano a Sirmione alle 9.35, quando il lago si è calmato, ma Mrs. B- ancora non sta bene e resta con Jane alla carrozza mentre Anne va a visitare le grotte di Catullo e la villa, godendo appieno il panorama e l’atmosfera. Sulla via del rientro a Verona, Anne annota che una cosa buona dell’Italia (mai vista in Francia o Svizzera) è che i nomi di paesi, province e comuni sono scritti solitamente sulla prima e sull’ultima casa dell’abitato. Un’altra curiosità italiana per Anne sono i calessini scoperti a un posto (un po’ come delle poltrone di legno su 4 ruote). Di ritorno a Verona si fermano a visitare S. Zeno e la tomba (ormai vuota) del figlio di Carlo Magno, Pipino. Tornando verso l’hotel Anne vuol ammirare le campate del ponte di Castelvecchio (che però non è accessibile e ci sono soldati a guardia), poi passano lungo il corso e attraversano Porta Borsari: Anne la trova un’insolita maniera per chiudere una strada, ma la apprezza. Non appena rincasano - l’hotel Gran Parigi non è distante dalla Porta - Mrs. B- va a letto ancora preda del malore che l’ha accompagnata tutto il giorno. L’ultima annotazione della giornata la dedica alle case in Piazza delle Erbe, che sono costruite su dei portici, mentre poche altre lo sono. È diventato “very hot”, davvero molto caldo, ma l’aria è piacevole ed è un’altro “very fine day”.

"Passed an oblong deep place said to have been the bath of Catullus - in 2 or 3 minutes more at the ruins of the villa - very considerable remain of high arches evidently Roman from the manner of building - finely situated on a little point jutting into the lake - staid sauntering about and musing ¾ hour - what a delightful situation for a villa! Fine views along the lake – Domenzano [Desenzano], Tosculano [Tosconlano], Garda Salo [Salò] Bandolino [Bardolino] etc plenty of villages scattered round - lake 35 by 14 miles."

[SH:7/ML/TR/1/0048]

"Siamo passate per uno spazio allungato e profondo che si dice sia stata la vasca di Catullo - in altri 2 o 3 minuti eravamo alle rovine della villa - Notevoli resti di ampi porticati chiaramente romani a giudicare dalla tecnica di costruzione - elegantemente situati su un istmo che sporge sul lago - Ci siamo fermate a passeggiare e a meditare per ¾ d'ora - che posto meraviglioso per una villa! Bei panorami lungo il lago - Domenzano [Desenzano], Tosculano [Toscolano], Garda Salo [Salò] Bandolino [Bardolino] etc. tantissimi paesi sparsi nei paraggi - Il lago 35 miglia per 14."

[SH:7/ML/TR/1/0048]

Immagine: le Grotte di Catullo, Sirmione.

"Awaked last night between 1 and 2 by some of the gentlemen of the town serenading their loves"

"Stanotte ci siamo svegliate fra l'1 e le 2 per via di alcuni galantuomini locali che cantavano serenate alle loro innamorate"

[SH:7/ML/TR/1/0048]

Lunedì 23 luglio 1827 - Verona.

Giornata di lettere, conti e diario per Anne. Piove sin dalla mattina, prima in maniera lieve e poi un bel temporale. Mrs. B- sta meglio, ma ancora poco bene e Anne ha comunque il suo da fare, mettendo in ordine le annotazioni sui conti di viaggio, aggiornando il diario personale e scrivendo qualche lettera, a sua zia Anne e a Mariana, per raccontare del viaggio. Poi cerca di andare a spedirle, ma l’ufficio postale è ormai chiuso, dal momento che non è giornata di posta da fuori città. intanto Anne comincia a fare i bagagli per la partenza dell’indomani.

"From 10 to 1 ½ wrote the last 4 ½ lines 1st end, the 2nd end, and much under the seal, and finished my letter very small and close to M- (dated Monday 2 July, Friday 6th Tuesday 10th Saturday 21st and this morning Monday 23rd July) then copied to my aunt all I wrote to M- this morning respecting the journey - my aunt’s letter dated exactly the same as that to M- the ends and under the seal, and 2 or 3 lines at the top of the p.1 being very small and close."

[SH:7/ML/E/10/0199]

"Dalle 10 all'1 e ½ ho scritto le ultime 4 righe e ½ di una lettera molto piccola e fitta a M- [Mariana] (datata lunedì 2 luglio, venerdì 6, martedì 10, sabato 21 e stamattina, lunedì 23 luglio) poi ho ricopiato a mia zia quanto scritto a M- riguardo il viaggio - la lettera a mia zia datata esattamente come quella a M- con gli estremi e sotto il sigillo, e 2 o 3 righe in cima alla prima pagina molto piccoli e fitti."

[SH:7/ML/E/10/0199]

Immagine: Piazza dei Signori, Verona (1855 - 1885).

"Went to the post-office thro’ the place des herbes and place Signori - shut - not a foreign post day or it would have been open till 5 or 6."

[SH:7/ML/TR/1/0049]

"Andata all'ufficio postale attraversando la piazza delle erbe e piazza dei Signori - Chiuse - Non è giornata di posta forestiera, altrimenti sarebbe stato aperto sino alle 5 o alle 6."

[SH:7/ML/TR/1/0049]

Martedì 24 luglio 1827 - da Verona a Vicenza, fino a Padova.

Anne lascia Verona davanti al triste spettacolo dei soldati austriaci che requisiscono frutta e cibi ai contadini in arrivo in città. Per la prima volta devono chiudere la carrozza per proteggersi dal sole. Sparse nel paesaggio, delle rocche e qualche castelletto. A Vicenza, mentre Mr. B- e Jane si riposano alla Stella d’Oro, Anne ingaggia una guida locale per fare il giro della città. Va subito a vedere l’Arco delle Scalette e poi al porticato palladiano fino alla Madonna del Monte. Da lì si sposta ai giardini del Conte Valmarana (Giardini Salvi), che conosce come i più belli d’Italia, all’Inglese. La tappa successiva è la villa del Marchese Capra, nota già allora come La Rotonda: una splendida villa palladiana in quel momento disabitata, che Anne descrive con precisione, ammirandola nonostante il bisogno di qualche restauro, e fantasticando che, di tutti i posti visti sino ad ora, è quella che prenderebbe a modello se dovesse costruire una casa per sé! Rientra a Vicenza con un gran caldo, apprezzando l’ombra dei portici e di buon passo come sempre. Prima di recuperare le sue compagne di viaggio fa ancora un salto alla Basilica Palladiana, poi al Teatro Olimpico che è in restauro (sulla strada si imbatte nella casa del palladio), fino ad arrivare alla ex-cattedrale: un tempo era la chiesa di S. Lorenzo, ma Napoleone l’aveva requisita e trasformata in un magazzino per il foraggio. Anne non si dà pace, per lei è molto più bella questa dell’attuale cattedrale: come mai Napoleone non ha scelto l’altra come magazzino? Ad ogni modo, decide di non darsi più pena per altre chiese (qui come a Padova chiudono fra le 12 e le 5 di pomeriggio) e raggiunge Maria e Jane per una pessima cena (per dessert solo 6 perine e del parmigiano). Si toglie lo sfizio di dare un’occhiata al Cappello Rosso: è lì che sarebbero dovute andare, come fanno tutti gli Inglesi (stando alla sua guida)! Sfilando via, passano davanti al Teatro e alla casa di Palladio per mostrarli a Maria e via verso Padova, dove arrivano alle 7.50 alla Stella d’Oro. Un altro “very fine day”, molto caldo: giusto una limonata da bere e poi a letto.

Immagine: Basilica della Madonna di Monte Berico, Vicenza (1911).

"My guide very devoutly took me to the balcony # # very fine view from this balcony over the rich plain to the South Padua in the distance - could quite well distinguish its towers (apparently the 3rd story from the ground) adjoining the Church whence a man threw himself down but invoking the Madonna was not all hurt - I merely asked if it was quite true - oh! yes! quite true - there were people living who could remember it."

[SH:7/ML/TR/1/0049]

"La mia guida mi ha assai fedelmente portata sino al balcone # # Bellissima vista da questo punto terrazzo sulla fertile pianura verso Sud, con Padova in lontananza - si possono distinguere abbastanza bene le sue torri (apparentemente 3 piani da terra) accanto alla chiesa, dalle quali un uomo che si era lanciato di sotto invocando la Madonna e ne uscì indenne - Ho semplicemente chiesto se fosse vero - Oh sì! decisamente vero - C'erano persone ancora in vita che se lo ricordavano."

[SH:7/ML/TR/1/0049]

"On passing the gate of Verona the country people coming in with fruit etc etc the Austrian soldiers on guard put their hands into their baskets, and took what they chose from each, to eat, and put into their pockets, without the poor Italians daring to say a word - they slipped as if delighted to get past."

[SH:7/ML/TR/1/0049]

"Mentre varcavamo la porta di Verona la gente arrivava dalla campagna con frutta etc etc I soldati austriaci mettevano mano nelle loro ceste, e prendevano quel che gli pareva da ciascuno, da mangiare, e se lo mettevano in tasca, senza che i poveri italiani osassero dire una parola - Sfilavano come se gli piacesse essere perquisiti."

[SH:7/ML/TR/1/0049]

Mercoledì 25 luglio 1827 - in giro per Padova.

Anne spedisce un po’ di lettere e poi in visita alla città. Passa dai portici dell’Università e arriva quasi fino alla Basilica del Santo e poi indietro al Palazzo della Ragione, dove entra giusto nel salone ad ammirare i busti di Tito Livio e Lucrezia de Dondis (le pareti affrescate non le dicono granché, ma ammette di non essere un’intenditrice), e poi decide di tornare alla Basilica di S. Antonio e visitarla (“sicuramente una chiesa molto bella”) insieme alla Scuola di Tiziano (la Scoletta del Santo, forse detta di Tiziano per alcuni degli affreschi). Da lì entra in Prato della Valle, che al tempo ospitava le corse dei cavalli, appena in tempo per guardare due gare coi carri (in stile romano) e poi raggiunge l’Orto Botanico lì vicino (fra le tante piante, resta ammirata dalla grande magnolia del 1786, tutt’ora splendida). Da qui, attraversa il centro per recarsi all’anfiteatro, ridotto a un muro perimetrale rotondo, il cui interno è usato come pascolo. Dal lato opposto dell’anfiteatro ci sono 2 o 3 case e una chiesa, che Anne descrive come “affrescata da non ricordo chi, ma un pittore abbastanza bravo” (è la Cappella degli Scrovegni, affrescata da Giotto). Prima di tornare in hotel compra un po’ di pesche (“passabili”) e alle 8.10 rincasano, Mrs. B- non si sente molto bene. Alle 10 Anne dedica una mezz’ora al diario della giornata, ancora un “very fine day”.

"Thence at 6 ½ to the race-course quite near - the races began immediately - only staid to see 3 - there was to be one more - a gun was fired to give notice of starting - a regular chariot race in imitation of the antique – everything correct, chariot (auriga) (while Roman dress- border 1st red then yellow then blue) all but the yoking of the 2 sorry horses to a pole as we do in these days – 3 chariots started at once each take course and went twice round (or perhaps 3 times) in about 6 minutes - large concourse of people - on temporary raised woodwork – a few carriages standing near us."

[SH:7/ML/TR/1/0051]

"Da lì alle 6 e ½ alle corse dei cavalli, abbastanza vicino - La corsa è partita subito - ci siamo fermate a vederne solo 3 - ce ne doveva essere un'altra - Uno sparo veniva usato come segnale di partenza - Una normale corsa di carri, come quelle antiche - Tutto ben fatto, i carri (auriga) (mentre gli abiti romani - bordati prima di rosso, poi di giallo e poi blu), tutto tranne l'accoppiamento dei 2 poveri cavalli con un bastone, come facciamo oggi 3 carri partivano contemporaneamente, e ciascuno deve correre intorno due volte (o forse 3 volte) in circa 6 minuti - Si è radunata una grande folla - su degli spalti di legno provvisori - vicino a noi alcuni carri fermi."

[SH:7/ML/TR/1/0051]

Immagine: interno della Cappella degli Scrovegni. Affreschi di Giotto, XIV secolo.

"The paintings all round the sides of the room, not much worth to me who am no connoisseur." [Palazzo della Ragione]

"I dipinti su tutte le pareti del salone non sono granché per me, che non sono un'intenditrice." [Palazzo della Ragione]

[SH:7/ML/TR/1/0051]

"At the farther part [of the amphiteatre] 2 or 3 houses (and a church painted in fresco by I forgot whom but a goodish painter) " [Cappella degli Scrovegni]

"All'estremità opposta [dell'anfiteatro] 2 o 3 case (e una chiesa affrescata da non ricordo chi, ma un pittore abbastanza bravo)" [Cappella degli Scrovegni]

[SH:7/ML/TR/1/0051]

Giovedì 26 luglio 1827 - Battaglia Terme, Arquà e ritorno a Padova.

Prima della loro gita Anne vuol far vedere S. Antonio a Maria, che oggi sta meglio: si fermano ¼ d’ora alla Basilica e, già che ci sono, vanno a vedere anche la vicina chiesa di S. Giustina: Mrs. B- ci resta poco, mentre Anne se la studia bene e riflette che, rispetto alla Basilica del Santo “non è piena di addobbi come l’altra, la preferisco di gran lunga”; lì riesce a vedere anche la Madonna Costantinopolitana originale, scampata all’incendio e custodita nell’abbazia adiacente. Nonostante riesca a godersi molto questa visita, Anne lamenta di non aver ingaggiato una guida locale per la giornata. Ad ogni modo, ripartono alla volta di Arquà Petrarca, dove arrivano alle 12, trovandola un paesello abbastanza povero, e visitano la casa del Petrarca che già allora era meta di turismo culturale. La trovano occupata da un contadino che tiene i suoi 9 buoi nella stalla vicina, ma è ancora un edificio abbastanza bello, “doveva essere stata molto comoda ai tempi”, e Anne apprezza le stanze affrescate con le figure di Petrarca e Laura, al piano superiore, e la tomba del poeta. Andando a vedere la Fontana del Petrarca (un rivolo d’acqua che pare usato come pozzo del villaggio) non riescono a liberarsi di un gruppetto di bambini del posto che le segue ovunque vadano. Non c’è una locanda e vengono ristorate con semplicità in una casa per pochi soldi. Tornando a Padova ripassano da “Bagniola”(Battaglia Terme), dove si fermano a mangiare in una mensa: c’è tanta gente e persino un duo musicale che canta arie d’opera, ma Anne fa fatica ad abituarsi al volume degli italiani! Approfittano per vedere le terme (sorgenti molto più calde di quelle tedesche) e fanno anche un salto al Castello del Catajo, che avevano visto già da lontano. L’oste locale, uno svizzero, consiglia ad Anne di soggiornare all’hotel Europa -vicino a piazza S. Marco- quando saranno a Venezia, e di fermarsi poi alle terme invece che nuovamente a Padova. Rientrando a Padova in serata viaggiano lungo un canale (forse il Bacchiglione?) che Anne descrive come “il più bello che abbia mai visto”. “Very fine day”.

"Arqua [Arquà Petrarca] a poor little village - Petrarch’s house now occupied by a farmer who had 9 oxen in his stable and was thrashing corn in what must have been the poet’s porte cochère - still a goodish house - must have been very comfortable in its day - lovely view from it of the Euganean mountains and the rich plain towards Este and Padua – the garden of the house and of the whole village full of vines, pomegranates etc olives too as we had come along - olive trees look just like willows, and the pomegranate bushes very like privet, but a brighter green – the rooms in Petrarch’s house still bedaubed round the tops of the walls with fresco paintings of himself and Laura, meeting parting etc Laura living and dead in one of these daubings - his tomb outside on the north close to the neat small church – just below is what is called his fountain, now the common fountain or well of the village - pested to death with children clustering about us and the carriage - could not stir without them."

[SH:7/ML/TR/1/0051, SH:7/ML/TR/1/0052]

"Arqua [Arquà Petrarca] un piccolo paesello. La casa del Petrarca ora è occupata da un contadino che aveva 9 buoi nella sua stalla e stava macinando del grano in quel che doveva esser stato il portale del poeta - ancora una casa abbastanza bella - dev'essere stata molto confortevole a quei tempi - delizioso che il giardino della casa e di tutto il villaggio siano pieni di rampicanti, melograni etc. anche ulivi mano a mano che siamo andate avanti - gli ulivi sembrano quasi dei salici, e gli arbusti di melograno come i ligustri, ma di un verde più brillante - Le stanze nella casa del Petrarca ancora dipinte attorno in cima ai muri con affreschi raffiguranti lui e Laura, che si incontrano e che si separano etc Laura in vita e morta in uno di questi dipinti - La sua tomba all'esterno a Nord, vicino alla chiesetta ben tenuta - Appena sotto c'è quella che è chiamata la sua fontana, [che è] ora la fontana comune o pozzo del paese - Infestato a morte di bambini che si ammassavano intorno a noi e alla carrozza - Non riuscivamo a girare senza di loro."

[SH:7/ML/TR/1/0051, SH:7/ML/TR/1/0052]

Immagine: Petrarca e Laura in un affresco nella casa del Petrarca.

"At 1 ¾ and alighted at the baths at Bagniola [Battaglia Terme] at 2 ¾ - went immediately to the table d’hôte at 3 swanziker which begins daily at 2 ½ - not over till 4 40/60 - 40 people - not many ladies - 2 singers - man and woman, but only the former sang accompanying himself on a mandolin – while the woman went about collecting twice - each person seemed to give a sol each time - the man sang bravura songs ‘Figaro Figaro’ and the people were very noisy."

[SH:7/ML/TR/1/0052]

"All'1 e ¾ e arrivate ai bagni a Bagniola [Battaglia Terme] alle 2 e ¾ - andate subito alla mensa per 3 Svanziche, che serve ogni giorno dalle 2 e ½ fino a non prima delle 4 e 40/60 - 40 persone - non molte signore - 2 cantanti - un uomo e una donna, ma solo il primo ha cantato accompagnandosi con un mandolino - mentre la donna faceva due giri raccogliendo le offerte - ognuno sembrava dare un soldo ogni volta - l'uomo ha cantato dei pezzi di bravura 'Figaro Figaro' e la gente era molto rumorosa."

[SH:7/ML/TR/1/0052]

Venerdì 27 luglio 1827 - da Padova a Venezia.

Il congedo con Padova non è dei migliori: stanno tutte e tre poco bene, forse hanno bevuto acqua cattiva a cena (sembra banale per noi oggi, ma l’acqua potabile non era un bene così scontato!). Attraversano Stra e Dolo, e alle 12.30 appare Venezia in lontananza, dieci minuti dopo riescono a vedere anche il mare Adriatico quando arrivano a Fusina: è semplicemente un posto di polizia con la dogana, ma qui Anne e le sue compagne di viaggio lasciano la carrozza ed il cocchiere, dandogli appuntamento a Mestre qualche giorno dopo. Il doganiere guarda i passaporti, non controlla i bagagli, e procura loro una gondola per raggiungere Venezia. Tanto gentile lui quanto poco invece è il gondoliere, che durante il tragitto cerca di estorcere ad Anne più del pattuito per il servizio (invano, ovviamente), ma nonostante la minaccia di riportarle a terra alla fine desiste e le lascia all’hotel Europa: “la prima vista di Venezia, avvicinandosi, è impressionante”. L’hotel promette bene, Anne lo descrive come non particolarmente appariscente, ma con ottime stanze e posizione (e personale molto cortese). Un buon servizio paga, dato che oggi è ancora lì: è il St.Regis, ex ‘Europa e Regina’. Dopo un’ottima cena, Anne ingaggia una guida locale e dalle 7 alle 9.10 comincia a farsi un’idea del posto andando prima in Piazza San Marco, poi al ponte di Rialto e da lì fino ai Giardini (oggi i Giardini della Biennale). “Che città unica!”, fa molto caldo, ma certamente è un altro “very fine day”.

"Alighted à L’Europe a Venise at 2 ½ after a pleasant row across the water - dirty-coloured - no freshness and waves as at sea - more like a large lake - the gondola very comfortable - one of our men would have a franc paid in advance before we started - about 2/3 the way over put in to a little boatway at a church on a little island (but not a soul to be seen) wanting us to pay 2/. more in advance - I would not - said I would pay all at the Europe and noth...ha minacciato di tornare indietro - ho detto che se voleva poteva farlo, e ho dato un'occhiata al mio orologio con molta calma - Alché egli ha pensato fosse meglio proseguire - All'arrivo ha preteso ben più di 2/ - Ho detto che non avrei pagato di più - Era quanto il poliziotto mi aveva detto di pagare ed ero determinata.ing more before – the man said he would turn back - said he might if he chose, and very coolly looked at my watch - on this he thought proper to go forwards - on arriving he wanted much more than 2/. - said I would pay no more - it was what the police officer had told me to pay and I was determined."

[SH:7/ML/TR/1/0053]

"Scese all'Europa a Venezia alle 2 e ½ dopo una piacevole traversata a remi attraverso l'acqua - di colorazione sporca - non ci sono brezza o onde come al mare - Più come un grande lago - La gondola è molto comoda - uno dei nostri uomini voleva ricevere il pagamento di un franco in anticipo prima che partissimo - a circa 2/3 del tragitto si è fermato in un piccolo corso d'acqua a una chiesa su un'isolotto (ma non si vedeva un'anima) volendo che pagassimo altri 2/ in anticipo - Mi sono rifiutata. Ho detto che avremmo pagato all'Europa, e nient'altro prima - L'uomo ha minacciato di tornare indietro - ho detto che se voleva poteva farlo, e ho dato un'occhiata al mio orologio con molta calma - Alché egli ha pensato fosse meglio proseguire - All'arrivo ha preteso ben più di 2/ - Ho detto che non avrei pagato di più - Era quanto il poliziotto mi aveva detto di pagare ed ero determinata."

[SH:7/ML/TR/1/0053]

"Had a laquais de place, and went out from 7 to 9 10/60 round the place de St Marc - to the Rialto, then almost to the public garden - what a singular town! - according to our guide 64 churches – about (very nearly) 300 bridges, and 47 islands four of them of recent formation - there used to be 43. In the time of the republic 200 thousands inhabitants under the French 150,000 - at present 100,015 - many obliged to leave city - cannot live here, imposts so enormous - nothing English or French allowed - all German manufactures - nothing else allowed - the people were happy under the French - to speak of the French was, as it were, to speak of God."

[SH:7/ML/TR/1/0053]

"Abbiamo preso una guida locale, e siamo uscite dalle 7 alle 9 e 10/60 giro in piazza San Marco - fino a Rialto, poi quasi fino ai giardini pubblici - Che città particolare! - Secondo la nostra guida 64 chiese - circa (con buona approssimazione) 33 ponti e 47 isole, quattro delle quali di recente formazione - Una volta erano 43. Ai tempi dell Repubblica c'erano 200 mila abitanti, sotto i Francesi 150,000 - Attualmente 100,015 - molti costretti a lasciare la città - non potevano vivere qui, talmente pesanti le tasse - Nulla di inglese o di francese è consentito - Tutti prodotti tedeschi - Non è consentito altro - La gente stava bene sotto i Francesi - Parlare dei Francesi era, pare, come parlare di Dio."

[SH:7/ML/TR/1/0053]

Sabato 28 luglio 1827 - Venezia.

L’entusiasmo di Anne per Venezia si placa col caldo umido: “non vivrei qui per nulla al mondo!” Le sembra di stare in una sauna, ma ciò nonostante affitta una gondola per la giornata e comincia ad esplorare la città, di cui vedrà davvero tantissimo. La prima tappa del giorno è all’Arsenale, che allora aveva la funzione cantieristica originaria, e poi alle corderie lì accanto (le attribuisce erroneamente a Palladio, mentre sono di Da Ponte, lo stesso che progettò Rialto); è molto incuriosita e passa molto tempo osservando il fermento di attività che c’è in questi posti e ragionando su quanto guadagnino i lavoratori di questi cantieri. Tra le altre cose, ammira e descrive anche uno splendido modello del Bucintoro, verosimilmente lo stesso che oggi è custodito nel vicino Museo Navale). Da lì va alla Basilica di S. Maria de’ Frari, dove s’incanta davanti alla Vergine con Bambino del Bellini e al monumento funebre del Canova, senza disdegnare anche la tomba di Tiziano, naturalmente. Poi visita la Scuola Grande di San Rocco, con le sue magnifiche sale e la Crocefissione di Tintoretto, che capolavoro: 300 figure completamente diverse fra loro! Finalmente fanno tutte anche un po’ di shopping in zona, in un’oreficeria: è qui che compra le spille a forma di gondola! E, a proposito di questa imbarcazione, Anne si lamenta che con un solo gondoliere non vanno molto veloci: forse appena quanto lo sarebbero Mrs. e Miss B- andando a piedi. Dopo cena risalgono a bordo e si concedono un bel giro dei canali principali: il canale della Giudecca (lo annota come canal Giudaico), passano sotto il ponte dei Sospiri e sotto quello di Rialto, che lascia Anne ammirata, perché ci si accorge che è un ponte solo da sotto: i negozi e le costruzioni, sopra, lo fanno sembrare una strada normale. Rientrano in hotel alle 9 e di corsa a letto, esauste per le tante novità veneziane di questo “very fine day”.

"Lay on the bed for about an hour - would not live here for the world - the heat is so damp one might as well be in a hot-house - everything looks and feels damp - the marble-like plaster-floors unctuous as one goes along - not in a regular drip, but a sort of subdued perspiration - on this account the heat very relaxing - In the house or out of it, sheltered from sun or not, our is in a never ceasing clammy perspiration - Singular as is the situation of this fallen mistress of commerce of the world, perhaps the most striking feature is the silence - no rattling carriages - nothing but the silent gondola - no noise - no dust - no anything like all the other cities that one sees ."

[SH:7/ML/TR/1/0053]

"Sdraiata nel letto per circa un'ora - Non vivrei qui per niente al mondo - Il caldo è così umido che sembra di essere in una serra riscaldata - tutto sembra ed è umido - i pavimenti marmorei sembrano unti quando ci si passa - Non di un bagnato normale, ma una specie di traspirazione sotterranea - Da questo punto di vista il caldo è molto rilassante - All'interno degli edifici o fuori, al riparo dal sole o meno, la nostra è una continua sudata appiccicaticcia - è singolare la condizione di questa decaduta signora del commercio mondiale, forse la sua caratteristica più impressionante è il silenzio - nessun rumore di carrozze - Nulla se non le silenziose gondole - non v'è rumore - non v'è polvere - nulla di simile che si possa vedere in altre città."

[SH:7/ML/TR/1/0053]

Immagine: Veduta del Palazzo Ducale, Canaletto (c. 1730).

"Got home at 9 - hurried into bed - the mind being fatigued by so much novelty."

"Rincasate alle 9 - a letto di corsa - la mente così stanca per le tante novità."

[SH:7/ML/TR/1/0054]

Domenica 29 luglio 1827 - Venezia.

Già in gondola alle 9 e ¼ per andare a visitare S.Maria della Salute, che sta sul Canal Grande quasi di fronte al loro hotel: Anne è impressionata dai superbi pezzi d’altare e dai dipinti. Da lì vanno al Redentore dove, nonostante la chiesa le piaccia molto, ad attrarre l’attenzione di Anne sono più gli abiti sporchi dei monaci e gli aneddoti sulle opere d’arte salvate dal sacco dei francesi. Sull’isoletta accanto le attende la Basilica di San Giorgio Maggiore: Anne sottolinea che, nel transetto Sud, Pio VII incoronò Napoleone. La chiesa è imponente e splendida, anche la guida dice che è la più ammirata di Venezia, ma l’umidità è tale che tutti i quadri sono rovinati e, ora che tira Scirocco, i pavimenti sono ovunque così scivolosi che si fa fatica a camminarci sopra. Da un S. Giorgio all’altro, alla chiesa ortodossa di S. Giorgio dei Greci, e poi poco più avanti a S. Lorenzo, con la sua facciata di mattoni. Anne e le sue compagne proseguono alla volta di SS. Giovanni e Paolo, che è la più antica e nota come la chiesa dei re per i sovrani che vi sono sepolti. Ad Anne non piace molto - troppo carica di decorazioni per i suoi gusti- ma si sofferma alla Vetrata Vivarini, l’unica che abbiano visto sin ora, e tra le tante opere descrive anche i dipinti della Vergine con Bambino del Bellini e il Martirio di S. Pietro di Tiziano (distrutti nell’incendio del 1867). Da qui si muovono verso Palazzo Ducale, di cui visitano le imponenti sale (Gran Consiglio, Scrutini, Bussola etc. ).Subito accanto, visitano la Basilica di S. Marco e poi rincasano per la cena. Dopo mangiato nuovamente in gondola, vedono anche una delle 2 fregate turche in costruzione qui, mentre si avviano ai Giardini, passeggiando sulla via Eugenia (oggi Rio Terà Garibaldi). La serata si conclude al Teatro S. Benedetto, per assistere a una commedia di Goldoni (forse il Geloso Avaro, dalla trama che descrive) di cui Anne dice di aver capito un po’, più di quanto si aspettasse. tornano in hotel ed è più caldo che mai, Anne lo soffre molto la notte, ma è ancora un “very fine day”.

"Returned per gondola to St Mark’s place sauntered there a little to hear the music (2 bands not military) and see the people - the cafés full - very good society - but all the ladies with their cavaliers servantes."

[SH:7/ML/TR/1/0056]

"Tornate in gondola a Piazza S. Marco, passeggiato un po' lì per ascoltare la musica (2 bande non militari) e osservare la gente - I cafè pieni - Una frequentazione molto bella - Ma tutte le signore con i loro cavalier serventi."

[SH:7/ML/TR/1/0056]

Immagine: Piazza San Marco, Canaletto (1723-1724).

"Next to the Église du Rédempteur, chef d’oeuvre de Palladio - several capucine monks at prayers - what a shabby, dirty-looking, brown dress! In the sacristie, John Bellino’s [Bellini] celebrated picture virgin and child and 2 little angels each playing on a guitar - when the French came, they immediately examined this church in search of this picture - the concierge daubed it over with dirt, that it was not discovered for the moment - in the night he cleaned it put it safe in a box and hid it at the bottom of the cistern and thus it escaped."

[SH:7/ML/TR/1/0054, SH:7/ML/TR/1/0055]

"Poi alla chiesa del Redentore, capolavoro del Palladio - Diversi monaci cappuccini in preghiera - che sciatte quelle vesti marroni dall'aspetto sporco! Nella sagrestia il famoso quadro di Giovanni Bellini della Vergine con bambino e 2 piccoli angeli, ciascuno che suona la chitarra - Quando sono arrivati i Francesi, hanno subito perquisito questa chiesa in cerca di questo dipinto - Il guardiano l'aveva coperto con della sporcizia, perché non lo scoprissero lì per lì - nella notte l'ha ripulito e messo in salvo in una cassa e nascosto in fondo alla cisterna, e così si è salvato."

[SH:7/ML/TR/1/0054, SH:7/ML/TR/1/0055]

Lunedì 30 luglio 1827 - Venezia.

Anne, Maria e Jane cominciano la giornata al palazzo del Marchese Manfrin (Palazzo Manfrin) che ha una bella collezione di opere d’arte: tra le tante annota Tiziano, Bellini, Carlo Dolci (che sappiamo essere uno dei suoi preferiti), un cartone preparatorio di Raffaello ed una terracotta di Michelangelo. Dalle stelle dell’Arte finiscono ai Piombi: le famigerate carceri dell’Inquisizione (“già il nome è terrificante”) all’interno di Palazzo Ducale. Anne descrive l’accesso spaventoso, degno del sangue che vede ancora sulle pareti; misura personalmente le strette celle, le dotazioni e le aperture, restandone impressionata: da queste celle persino passare nell’angusto ponte dei Sospiri dà sollievo! La sua guida locale ci ha spesso accompagnato Lord Byron (noi seguiamo i passi di Anne, ma anche lei seguiva quelli di qualcun altro!). Mentre Mrs. B- cerca di incontrare il proprio banchiere, vanno ancora in oreficeria e poi alla Chiesa degli Scalzi (S.Maria di Nazareth, oggi attaccata alla stazione), dove si fermano per 10 minuti. Da lì, poi, si dirigono all’Accademia di Belle Arti (le Gallerie dell’Accademia) dove, oltre ai lavori di Tiziano, sono i pavimenti ad incantare Anne, che oltre a descriverli accuratamente (sono simili in tutta la città, anche nel loro hotel) ne riporta il processo di costruzione. Dall’Accademia raggiungono Palazzo S. Stefano e nell’omonimo campo Anne trova una Farmacia Galvani in cui va a chiedere se conoscano M.me Galvani (la sua insegnante di Italiano a Parigi), ma resta delusa che nessuno sappia darle informazioni sulla donna. Proseguono sino al Teatro La Fenice, che era allora poco usato se non per il Carnevale o altre feste: Anne lo trova acusticamente ottimo, ma molto sporco. Anne lascia poi Maria e Jane in hotel, ad aspettare il banchiere, e con la guida sale in cima alla torre dell’orologio di Piazza S. Marco. Al suo ritorno, il banchiere è già passato da Mrs. B- e Anne chiude con delle considerazioni legate ai cambi di valuta questo “very fine day”.

Immagine: Torre dell’Orologio, Piazza San Marco, Venezia.

"Took our laquais and went to the top of the clocher of St Mark - ascended by 46 inclined planes, and a step or 2 at the end of the few last of them, and 15 steps after the 46 inclined planes - 5 minutes mounting – 17 minutes at the top - well repaired - very fine view of the town and islands. "

[SH:7/ML/TR/1/0058]

"Preso la nostra guida e andate fino a in cima all'orologio di Piazza S. Marco - Salita per 46 pianelle inclinate e un gradino o 2 in fondo, e 15 gradini dopo le 46 pianelle inclinate - 5 minuti per salire - 17 minuti in cima - ben al riparo - bellissima vista della città e delle isole."

[SH:7/ML/TR/1/0058]

"According to our laquais de place the canals cleaned once every 10 years."

"Secondo la nostra guida, i canali vengono puliti una volta ogni 10 anni."

[SH:7/ML/TR/1/0058]

Martedì 31 luglio 1827 - Venezia.

La mattinata è particolarmente calda e Anne indugia sonnecchiando un po’ appoggiata al letto. L’ultimo giorno a Venezia comincia con la visita a S. Marco per andare a vedere i 4 cavalli, ora riportati da Parigi: belle sculture, meritano tutte le lodi ricevute. Uno sguardo ancora alla chiesa della Salute e poi cercano di incontrare il Console britannico, Mr. Money, ma invano. Riprendono la gondola e si inoltrano fino all’isola di S. Servolo, dove Anne apprezza la farmacia ed il laboratorio dell’ l’ospedale per i malati di mente. Vedono anche qualche paziente, almeno le donne, le cui condizioni qui trovano più che decorose. Di fronte si trova S.Lazzaro degli Armeni, dove Anne si intrattiene amichevolmente con l’abate del monastero -già maestro di Lord Byron - che fa loro da guida in un buon inglese. Nel vedere che Jane sta scrivendo l’uomo la prega di non riportare nulla di quel che dice, temendo ripercussioni politiche, come già successo in passato a causa di Lady Morgan. Dopo averlo rassicurato, lasciano un obolo e ripartono verso il Lido: è qui che la bella società va in spiaggia e Anne osserva come la gente faccia il bagno in maniera sempre molto composta. Camminano un po’ in riva, tra le conchiglie e le seppie che abbondano anche nell’acqua, e vedono il capanno che usava Lord Byron quando veniva qui ogni pomeriggio. Dal Lido passano intorno a Forte S. Andrea e tornano verso città, dove assistono alla creazione delle perle di vetro, ricavate tagliando le lunghe canne di vetro colorato prodotte nella vicina isola di Murano. Sono nella zona delle odierne Fondamente Nove, e quindi vedono anche la chiesa dei Gesuiti, che Anne descrive come molto bella ed accogliente, ancora addobbata con drappi a festa. Rientrando in centro, passano più volte con la gondola sotto il ponte di Rialto, e poi salgono anche sopra, misurandolo attentamente. Al ritorno in hotel si scatena un temporale: i lampi illuminano tutto ed Anne lo trova bellissimo, restando ad osservare lo spettacolo per quasi un’ora. Nonostante la pioggia finale, è stato proprio un “remarkably fine day”.

"At 12 25/60 landed at the convent of the Armenians - the principal a very handsome man and very intelligent, speaking English very fairly - shewed us all over - nice, neat, good church, handsome enough - the Imprimerie very interesting - shewed us several of their works - among the rest the book of prayers in 24 languages - surprised and delighted to find that I could read (for he would try me) the Latin and Greek - thought I could learn the Armenian in a few weeks well enough for anything I could want."

[SH:7/ML/TR/1/0059]

"Alle 12 e 25/60 approdati al monastero degli Armeni [S. Lazzaro degli Armeni] - Il priore un uomo molto gradevole e molto intelligente, parlava Inglese abbastanza bene - Ci ha fatto vedere un po' tutto il posto - Una chiesa bella, ben tenuta, e abbastanza di bell'aspetto - La stamperia è molto interessante - Ci ha mostrato diversi loro lavori - Tra l'altro il libro di preghiere in 24 lingue - Sorpreso e compiaciuto nello scoprire che io sapevo leggere Latino e Greco (perché mi ha messa alla prova) - Ho pensato che in poche settimane potrei imparare l'Armeno almeno abbastanza per quel che mi potrebbe essere utile."

[SH:7/ML/TR/1/0059]

Immagine: San Lazzaro degli Armeni, fot. Walter Mittelholzer (1934).

"Feel the heat particularly in bed - very much relaxed in a morning - after being up ¼ hour this morning, stood leaning against my bed and dozing for about ½ hour – ‘tis a hot damp - and we have had a little sirocco (yesterday and Sunday)."

[SH:7/ML/TR/1/0059]

"Il caldo si sente particolarmente a letto - La mattina molto rilassata - Stamattina dopo ¼ d'ora che mi ero alzata sono rimasta appoggiata al letto e ho sonnecchiato per circa ½ ora - è un caldo umido – E abbiamo avuto un po' di Scirocco (ieri e domenica)."

[SH:7/ML/TR/1/0059]

Mercoledì 1 agosto 1827 - via da Venezia, Padova e Battaglia Terme.

Anne, Maria e Jane lasciano Venezia di prima mattina, approdando a Forte Marghera. La giornata comincia ad andare storta, perché qui deve pagare il pedaggio di 1 Svanzica che sarebbe toccata al gondoliere. Poco dopo raggiungono il loro cocchiere a Mestre, ma lui era rimasto troppo a Fusina e si è preso una febbre malarica che ancora lo affligge. Anne - come il migliore dottore - si informa su quali medicine gli abbiano dato e paga le sue cure, dopodiché, ripartono. Sostano a Dolo, Anne sempre un occhio alla salute del suo uomo, e arrivano nuovamente a Padova. Fa molto caldo e sostano alla Stella d’Oro dove non ricevono un trattamento particolarmente accurato, forse perché non si fermeranno la notte. Approfittano per fare un giro alla corte dell’università e poi per visitare la cattedrale di S. Maria Assunta, dove la sola cosa degna di nota è un busto del Petrarca (che era stato canonico lì). Arrivano fino a Piazza dei Signori, dove al n. 47 trovano una pasticceria di cui Anne è entusiasta, e poi tornano alla carrozza: come deciso all’andata, si fermeranno a dormire a Battaglia Terme. Quando giungono lì, la loro stanza non è ancora pronta e vengono fatte accomodare in quella di un uomo ferrarese malato (!). Una lauta cena le ricompensa della lunga giornata: “2 minestre - di verdure e riso e minestra di pasta - bistecche e arrosto di manzo e patate fritte - poi fettine di carne, pollo arrosto, delle grosse quaglie buonissime e un ottimo dolce ricoperto con una crema (buonissima) di tuorli d'uovo sbattuti con il vino - buonissimo dessert di cocomero, pesche, pere e parmigiano”. Anne reputa che, comunque, non sia un posto dove ci si dovrebbe fermare: le stanze sono abbastanza malmesse, l’albergo pieno di ammalati e sembra di stare sopra delle sorgenti calde (e in effetti…), ma ormai sono lì ed è stato ugualmente un “very f ine day”.

"From the cathedral sauntered to the piazza dei Signori (good part of the town hereabouts - Padua a very good town) chanced to ask the name and price of some little gateaux in a little shop-window - de la crême - ready to fry - waited ¼ to have some done - very good made of farina de riz (ground rice) cream, yelk [yolk] of egg and sugar – our friend (André Montagnari piazza dei Signori n°47) seemed a very nice little man - was beating almonds for paste - a little confectioner – or what the Italians would call ‘Fabricator di pasti dolce d’ongni [ogni] sorte’ (written over the door of a confectioner’s shop) - Surely he was honest - only charged us 0/35 for our 4 crêmes, frying and all, plates, clean napkin for table cloth, and a large glass of cold water."

[SH:7/ML/TR/1/0060, SH:7/ML/TR/1/0061]

"Passeggiato fino a Piazza dei Signori (una buona parte della città sta qua attorno - Padova una città molto bella) - ho provato a chiedere il nome e il costo di alcune tortine di crema che erano in una piccola vetrina - pronte per essere fritte - abbiamo atteso ¼ d'ora perché ce ne venissero preparate alcune - molto buone, fatte con farina di riso, riso macinato, panna, tuorlo d'uovo e zucchero - il nostro amico (André Montagnari Piazza dei Signori n°47) ci è parso un'omino molto simpatico - stava pestando le mandorle per una pasta - una piccolo dolcetto - O quel che gli italiani chiamerebbero "Fabricator di pasti dolce d'ogni sorte" (scritto sulla porta di un negozio di pasticceria) - Di certo era onesto - ci ha chiesto 0/35 per le nostre creme, fritto e tutto, piatti tovaglioli puliti per la tovaglia, ed un bicchierone di acqua fresca."

[SH:7/ML/TR/1/0060, SH:7/ML/TR/1/0061]

"The canal in many places for a considerable distance quite dry and a great many men clearing its bed nearly full of mud."

"Per un bel tratto, il canale abbastanza secco in molti punti e molti uomini ne stavano pulendo il letto, quasi pieno di fango."

[SH:7/ML/TR/1/0060]

Immagine: Mestre, Canaletto (1750-1752).

"On landing at Mestre at 6 55/60 a longish way to walk straight forwards to the Inn (La Campagna?) - our coachman ill in bed - had arrived 3 days ago and been in bed ever since - unfortunately he had staid too long at Fusina, and got the malaria fever - made inquires about what he had had - paid for his medicines – and got the formula of what he had taken, apparently not very likely to do him much good or harm."

[SH:7/ML/TR/1/0060]

"All'approdo a Mestre alle 6 e 55/60 un pezzo lunghetto di camminata, dritti per la locanda (la Campagna?) - il nostro cocchiere a letto malato - era arrivato 3 giorni fa ed è stato a letto da allora - sfortunatamente si era fermato troppo a lungo a Fusina e si è preso la febbre malarica - Ho chiesto che cosa avesse preso - Ho pagato per le sue medicine ed ho ottenuto la ricetta di quel he aveva preso, apparentemente improbabile che gli abbia potuto far alcun bene o male."

[SH:7/ML/TR/1/0060]

Giovedì 2 agosto 1827 - da Battaglia terme a Este, fino a Montagnana.

Ripartono da Battaglia Terme e passano a Monselice: una bella fortificazione diroccata sulla collina e la chiesa di S. Paolo che vanno a visitare. Anne annota anche un’altra chiesa molto bella, in entrata da Este, verosimilmente la Pieve di S. Giustina Da Monselice in avanti la strada è brutta e ogni tanto scendono anche dalla carrozza per procedere accanto camminando. Il cocchiere però “è malato e senza coraggio, come faremo ad andare avanti?” e rifiuta le medicine inglesi, “è proprio uno stupido!”. Anne lo vede ogni tanto accasciarsi sul box di guida e quando lei gli chiede che succede lui le risponde che deve riposarsi: “Non andrà mai bene, gli ho detto che deve procedere e che, se non è in grado di guidare, lo dovrò fare io”. L’uomo si riprende un po’ e arrivano a Montagnana nel primo pomeriggio, all’Antico albergo del Paradiso: lì Anne affida il cocchiere alle cure del locandiere, che le è sembrato un uomo intelligente. A completare una giornata difficile, anche Mrs. B- non si sente bene: meglio di ieri, ma dopo cena va subito a letto, con un po’ di febbre. Anne è comunque contenta perché ha tempo di dedicarsi a completare il diario di ieri e di oggi in questo albergo che dice essere molto comodo: è comunque un “very fin e day”.

"At 11 ½ enter Este - brick cathedral and, 2 or 3 small churches – very good town partly on arcades - we somehow left the canal somewhere about Monselice - very good road as far as Este, from there began to be rather heavy, so that we seldom went out of foot’s pace - our coach man worse today than yesterday – could not perhaps attend much to his horses, every now and then leaning on his elbow on his box - heavy road, heavy carriage, sick, courageless coach man how shall we get on."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

"Alle 11 e ½ entrate ad Este - Cattedrale di mattoni e 2 o 3 chiesette - città molto bella parzialmente su arcate, abbiamo lasciato il canale da qualche parte nei pressi di Monselice - Ottima strada fino ad Este, da lì ha cominciato ad essere alquanto dura, al punto che a tratti siamo uscite a passo d'uomo - Il nostro cocchiere peggio oggi di ieri - Forse non riusciva a badare molto ai suoi cavalli, ogni tanto si appoggiava sui gomiti, sul suo sedile - Strada dura, carrozza pesante, un cocchiere malato e pavido, come faremo ad andare avanti."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

"At 2 ¾ alight at Montagnana (antico albergo del Paradiso) perhaps the only place between here and Mantua where we could be comfortable... very fair for a village auberge - by the way we have a black board up in the salle à manger commemorating in golden letters the sleeping here of their royal highness Francis and Maximilian 16 February 1825, and also of the archduke Maximilian in 1825, and again in 1826 - we had a rice soup, a little bit of boulli, and of roast veal and a salad - peaches and a bit of parmesan."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

"Alle 2 e ¾ arrivate a Montagnana (antico albergo del Paradiso) forse l'unico posto fra qui e Mantova dove potremmo stare comode… molto onesto per essere l'alloggio di un paese - Fra l'altro abbiamo una lavagna commemorativa nella sala da pranzo che riporta in lettere d'oro il ricorda di quando le altezze reali Francis e Maximilian hanno dormito qui il 16 febbraio 1825, ed anche l'arciduca Massimiliano nel 1825 e di nuovo nel 1826 - Abbiamo preso una minestra di riso, un po' di bollito e dell'arrosto di vitello e insalata - Pesche e un po' di parmigiano."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

Immagine: Piazza S. Tecla e facciata del Duomo, Este (1930).

"Breakfast at 8 ½ - wondered we had never seen the master of the house – Immediately after handing us out of the carriage seized by a pain in his ancle [ankle] and fever, and obliged to go to bed where he must still remain - long while – in getting our bill - one bill for the coffee from the still-room."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

"Colazione alle 8 e ½ - Mi domando come mai non abbiamo mai visto il proprietario - Subito dopo averci aiutate a scendere dalla carrozza [il cocchiere] è stato colto da un dolore alla caviglia e dalla febbre, e costretto ad andare a letto, dove deve ancora stare - un bel po' di tempo – nel farci fare il conto - un conto per il caffè dalla dispensa."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

"[coachman] still stupid, and cowardly - happening to say he ought to have some good strong physic, he took fright, he could not bear ‘medicine forte’ - luckily the aubergiste seems an intelligent man - gave coachy into his care, desiring him to do his best to keep him covered in bed - to get him some thé from the Doctor to make him perspire, and see that his linen was properly changed."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

"[il cocchiere] ancora sciocco e pavido - aveva detto di avere una buona e forte costituzione, si è spaventato, non può sopportare le 'medicine forte' [sic] - Fortunatamente il locandiere pare un uomo intelligente - Ho affidato il cocchiere alle sue cure, chiedendogli di fare del suo meglio per tenerlo a letto e coperto - Di fargli dare qualche infuso dal dottore per farlo sudare, e di far in modo che la sua biancheria venisse cambiata adeguatamente."

[SH:7/ML/TR/1/0061]

Venerdì 3 agosto 1827 - da Montagnana a Sanguinetto, fino a Castel d’Ario.

Dopo il brusco risveglio e l’alterco con il cocchiere che voleva decidere quando partire, Anne riprende in mano la situazione e alla fine - ovviamente - fanno tutti quel che dice lei. Non c’è nemmeno la colazione disponibile, quindi vanno via così, anche se Mrs. B- ancora non sta benissimo. Fa caldissimo, e Anne nota i cambiamenti del paesaggio: i ponti di legno in Italia non sono mai coperti, come invece sono in Svizzera, e ci sono molte coltivazioni di grano, rampicanti sugli alberi e sempre più gelsi nell’avvicinarsi a Legnago. Partendo, Anne aveva concordato i vari costi e prezzi, inclusa la “buo na manci a et tutt o” ma a Sanguinetto deve discutere di nuovo il prezzo del cambio di cavalli e ottiene un prezzo di 9/. “all be compres o”, tutto incluso. Approfitta della sosta per scrivere una pagina a Tib (Isabella Norcliffe) e mentre si prepara a ripartire ha un grosso litigio con il locandiere che le chiede una fortuna per il poco che ha dato loro. Anne minaccia di andare dalla polizia e trova anche un soldato per farsi accompagnare da un commissario, ma questo si fa spaventare dall’oste e, alla fine, tra arrabbiature e trattative, pagano un compromesso e ripartono. Arrivano alla Corona di Castel d’Ario alle 8 e ½: un piccolo albergo che accoglie la fine di questo “very fin e day”.

"One is coolest and best sitting up quietly employed."

"Si sta più freschi e meglio stando su e facendo qualcosa di tranquillo."

[SH:7/ML/E/10/0200]

"Got up the moment the aubergiste rapped at the door - brought a message from our coachman to say, he meant to be off exactly at 5 - bon gré malgré nous - downstairs I went in my dressing gown, and sent for poor cocher - he and our host soon came to my room door together - said I was not a person to be dictated to by a coachman - I had engaged man carriage and horses, but not to be gênée comme ça -I should go whatever hour I pleased, and not suffer anybody to order for me - if the coachman did not please me, I should leave him, and take carriage and horses - our host said I could not do that - I said there were magistrates hereabouts, and I should try whether I could or not - but if the coachman would beg pardon for having sent such a message I would overlook the thing, and be in future as I had been hitherto as considerate for him as possible - he began to talk - I would listen to nothing - he must beg pardon 1st - to that he seemed not at all inclined - took out my watch, said I should give him ½ hour - he might beg pardon in that time, or not just as he chose - but he would gain nothing by not doing so, and at all rates he must either go at my hours or should not go at all with me - In a minute or 2, seeing me so determined, he begged pardon and then, of course, all was right and I ordered the carriage at 6."

[SH:7/ML/TR/1/0062]

"Ci siamo svegliate quando il locandiere ha bussato alla porta - portava un messaggio del nostro cocchiere dicendo che lui intendeva partire esattamente alle 5 - che a noi piacesse o meno - Sono scesa di sotto in vestaglia, e ho mandato a chiamare il povero cocchiere - ben presto lui ed il nostro ospite si sono presentati alla porta della mia stanza insieme - Gli ho detto che non sono una persona che si fa dare ordini da un cocchiere - Ho affittato uomo, carrozza e cavalli, ma non per essere messa così in imbarazzo - Io partirò all'ora che preferisco, e non tollero che altri lo decidano per me - Se il cocchiere non mi soddisfa, lo posso licenziare e prendere carrozza e cavalli - Il nostro ospite ha detto che non potevo farlo - Ho risposto che nei paraggi ci sarebbe stato un magistrato e che avrei potuto provare se lo potevo fare o meno - Ma che, se il cocchiere si fosse scusato per aver mandato un tal messaggio, avrei lasciato correre, e mi sarei mostrata rispettosa nei suoi confronti come prima d'ora in poi - Lui ha cominciato a parlare - Io non intendevo ascoltare - Prima doveva chiedere scusa - Sembrava non averne alcuna intenzione - Ho preso il mio orologio e ho detto che gli avrei dato ½ ora - poteva chiedere scusa entro quel tempo oppure no, come gli pareva - Ma che facendo così non avrebbe ottenuto nulla, e che in ogni caso sarebbe dovuto partire ai miei orari oppure non partire con me affatto - Dopo uno o 2 minuti, vedendomi così determinata, ha chiesto scusa e naturalmente andava bene - Ed io ho ordinato la carrozza per le 6."

[SH:7/ML/TR/1/0062]

Sabato 4 agosto 1827 - Mantova.

Dopo una notte tormentata dalle zanzare, lasciando Castel d’Ario, Anne scopre curiosamente che fine facciano le tantissime rane che ha notato in questa zona. Strade un po’ strette, ma ben tenute e Mantova è presto in vista. Entrando in città alle 7.05, Anne ammira Ponte S.Giorgio e mezz’ora dopo sono all’hotel La Fenice, aperto appena 3 anni prima. Dopo colazione, Anne ingaggia una guida locale e comincia il tour della città: prima in Basilica S.Andrea, dove nota l’ammirazione di Palladio per l’architettura greca: “mai visto nulla di così perfettamente corinzio”. Da lì va a PalazzoDucale, di cui apprezza gli arredi, ma lo trova un po’ giù: la cappella non vale la pena di vederla e il teatro non le viene mostrato, meglio la CorteNuova. Lascia il palazzo e passa dal teatro della piazza Virgiliana, poi si dirige a S.Barnaba (che annota erroneamente come S.Marguerite), dove vede le Nozze di Cana del Cignani e la tomba di Giulio Romano, profanata dai Francesi. Da lì si dirige verso PalazzoTe, passando davanti alla casa di Giulio Romano e alla chiesa di S.Sebastiano (usata come polveriera). Visitando PalazzoTe ammira il grande lavoro di Giulio Romano, annota le sale di Amore e Psiche, quella dello Zodiaco, quella dei Giganti e la Loggia d’Onore. Dopo aver girato tutto il palazzo, arriva all’appartamento del Giardino Segreto, il cui pavimento di ciottoli di fiume Anne trova “molto carino, prendo spunto per qualcosa del genere a Shibden”. Lasciato PalazzoTe passa davanti al macello e dà un’occhiata alla Sinagoga ebraica, poi va al museo (Palazzo degli Studi), che trova pieno di gente e di religiosi (“i preti qui molto più agghindati di come li abbia mai visti”). Da lì arriva al ponte dei Mulini, che misura accuratamente (265 suoi passi x 9), e alla Cittadella di Porto, fino a tornare in hotel. Dopo cena, Maria e Jane prendono con sé la guida e vanno a vedere S. Andrea e Palazzo Ducale (mentre Anne girava erano evidentemente rimaste a riposarsi dopo la levataccia!): trovano delle donne che sorvegliano gli addobbi delle chiese e viene loro spiegato che l’indomani è atteso il Vicerè e si temono i furti. “Very hot”, ma un altro “Very fin e day”.

Immagine: Basilica di Sant'Andrea, interno (Mantova). © Wikimedia Commons User: Zairon / CC BY-SA 4.0

"1st Church of St André dessin d’ Alberti but the dome added later - brick exterior - covered nave - 3 arcades of aisle on each side - dome, and the covered aisle on each side of it (forming the transepts) looking like a large deep arcade, midway each side of each transept one smallish arcade forming 4 chapels - ½ a lower dome for the high altar - the whole church ceiling and everywhere completely covered with fine painting in fresco - very striking effect - never before saw anything like it - very pretty church - my valet said all the English went to see it, and admired it exceedingly. "

[SH:7/ML/TR/1/0063]

"Prima alla chiesa di S. Andrea, progetto dell'Alberti, ma la cupola aggiunta successsivamente - Esterno in mattoni - Navata coperta - navate di 3 arcate su entrambi i lati - la cupola e le navate coperte su ciascuno dei suoi lati (che formano il transetto) sembrano un'ampia e profonda arcata, a metà di ciascuna parte dei transetti un'arcata più piccola a formare 4 cappelle - ½ cupola più bassa per l'altar maggiore - Il soffitto e tutta la chiesa completamente decorata con dei begli affreschi - Un effetto decisamente impressionante - Non ho mai visto nulla di simile - Chiesa molto carina - La mia guida ha detto che tutti gli Inglesi vanno a vederla e ne rimangono estasiati."

[SH:7/ML/TR/1/0063]

"In returning went to see the new theatre de la Fenice - opened in 1822 - performances only from October to April - 5 tiers of boxes - something like the theatre at Venice - about such another."

"Tornando, siamo passate a vedere il nuovo teatro La Fenice - inaugurato nel 1822 - spettacoli solo da ottobre ad aprile - 5 ordini di palchi - un po' come il teatro a Venezia - un altro più o meno così."

[SH:7/ML/TR/1/0065]

"Boy in the courtyard with frogs (rani) to sell skinned and strung on sticks like larks - took them for little birds of some sort, till seeing their little feet and that they were too white for birds - tomatas [tomatoes] growing in the courtyard a parasitic plant - trained upon sticks against the wall - 1st time of seeing frogs prepared for eating, or tomatoes growing - plenty of drains of still water about Castellaro [Castel D'ario] - no wonder so many frogs. "

[SH:7/ML/TR/1/0063]

"Un ragazzino nel cortile con delle rane (rani) da vendere spellate e infilzate su dei bastoni come delle allodole - Le ho scambiate per qualche tipo di uccello, fino a che non ho notato le loro zampette e che erano troppo bianche per essere uccelli - pomodori che crescono in un orto, una pianta parassitica - guidata su dei bastoni a ridosso del muro - la 1a volta che vedo rane preparate per essere mangiate o i pomodori sulla pianta - un sacco di canali con acqua stagnante sparsi per Castellaro [Castel D'ario] - non stupisce ci siano tante rane."

[SH:7/ML/TR/1/0063]

Domenica 5 agosto 1827 - da Mantova a Cremona.

Notte movimentata per Mrs. B-, ma non come lei sperava (e in questo periodo pare lamentarsene abbastanza, stando al diario personale di Anne): ha ucciso 19 zanzare e 6 mosche prima di andare a dormire. Ad ogni modo, lasciando Mantova, Anne riflette che c’è un po’ troppa acqua intorno ed è una zona un po’ paludosa, ma che la città le è piaciuta più di tutte quelle viste sino ad ora, tutto le pare più bello che altrove: le case, i passanti, i commercianti, insomma proprio tutto! Si fermano al Santuario della Madonna delle Grazie (Curtatone): in 10 minuti Anne annota il portico esterno e le decorazioni all’interno della chiesa (specie i manichini), che però descrive più volte come insolitamente grottesche. (Una nota. Può darsi che Anne fosse di cattivo umore: stranamente le sfugge il famoso coccodrillo impagliato che era -ed è- appeso al soffitto della chiesa. Forse sono un po’ i disaccordi di questi giorni con Maria e Jane, un po’ i problemi di intestino che annota nel diario personale il giorno dopo). Dopo i 35 minuti esatti di questa deviazione ripartono per Cremona. Ad Anne tutto sembra migliore da Mantova in poi, anche i pascoli lungo la strada: quelli di Castellucchio sono belli come quelli inglesi! Lungo la strada si fermano a Piadena per cenare al Pellegrin o. Quando stanno per sedersi al tavolo della mensa arriva una comitiva di italiani, ben vestiti ma troppo rumorosi: Anne chiede di cenare separatamente e la scelta si rivela buona (“Di sicuro mai sentita una cena così. Pensavamo fosse un cenone quello di Battaglia T. [dove c’erano anche i musici], ma era nulla in confronto a questo!”). Alle 7 e ¾ entrano a Cremona e arrivano all’hotel IlCappello. Per la prima volta Anne assaggia il gelato… quello al limone le piace, ma per timore decide di sciogliere quello al cioccolato in dell’acqua calda (!!!). Lampi e anche qualche tuono in chiusura di questo “very fin e day”.

"Concert close to us last night - very good music - very good flute-concerto. very finely played - kept us awake sometime."

"C'era un concerto vicino a noi ieri sera - ottima musica - un bellissimo concerto di flauto - suonato molto bene - Ci ha tenute sveglie per un po'."

[SH:7/ML/TR/1/0065]

"Got out at the chapeau il capello (a good deal to do to find it) at 8 5/60 - very civil waiter - not very spacious rooms - not such as at Mantua, but comfortable, and we are very well satisfied so far - tasted Italian ices 1st time - chocolate and lemon the latter very good - but afraid, and mixed the chocolate in hot water."

[SH:7/ML/TR/1/0066]

"Scese a 'the chapeau' Il Capello [sic] (una gran fatica per trovarlo) alle 8 e 5/60 - Cameriere molto cortese - stanze non molto spaziose - non come a Mantova, ma comodo, e fino ad ora siamo state soddisfatte - Per la prima volta ho assaggiato il gelato italiano - cioccolato e limone, quest'ultimo molto buono - ma avevo paura e quello al cioccolato l'ho mescolato con acqua calda."

[SH:7/ML/TR/1/0066]

"Mrs. B- [Barlow] often says she does not like Italy because one cannot pet make love sleep together."

"Mrs. Barlow dice spesso che non le piace l'Italia perché non ci si può coccolare, fare l'amore o dormire assieme."

[SH:7/ML/E/10/0200]

Lunedì 6 agosto 1827 - da Cremona a Lodi.

Un temporale in nottata, ma già alle 5 e ½ Anne va a vedere il Duomo di Cremona: una strana facciata (“hanno mescolato Gotico e Greco?”) con l’interno decisamente Gotico, ma non arriva a salire sul Torrazzo. Nella piazza principale si sta tenendo un mercato di frutta: la piazza è completamente ed esclusivamente coperta di cocomeri! Dopo colazione partono da Cremona, una bella città con alcune belle chiese, passando sotto un arco in stile Corinzio. Passano alcuni ponti levatoi sull’Adda, attraversano Pizzighettone, Malleo e Codogno. Sostano per cena a Casalpusterlengo, dove si accorgono che uno dei cavalli sta male e non può proseguire: sono costrette a noleggiare un’altra carrozza più leggera e molto più piccola - una specie di phaeton - su cui a malapena riescono a stare loro e i bagagli; il cocchiere le raggiungerà domani. Così, attraversando l’ultimo tratto di una campagna ordinata e ben irrigata, riescono ad arrivare a Lodi. Anne ingaggia subito una guida locale (che parla un pessimo francese) e va subito a vedere il Duomo e la chiesa dell’Incoronata (carina) dove ammira la Madonna con Bambino del Perugin o. Prima di rincasare, Anne va a vedere il Ponte di Lodi sull’Adda, oggi ponte Napoleone; quello che Anne vede e misura (300 x 9 dei suoi passi, o larghezza di circa 6 ombrelli e ¾) verrà distrutto nel 1859. Una giornata non troppo soleggiata, con qualche breve acquazzone, ma tutto sommato un “Very fin e day”.

"At 10 40/60 good town Codogni [Codogno] place - churches - many streets - quite a large sort of town - cocoons - 3 or 4 instances of goitre. "

"Alle 10 e 40/60 la bella città a Codogni [Codogno] - chiese - parecchie strade - una città abbastanza grande - bozzoli - 3 o 4 casi di gozzo."

[SH:7/ML/TR/1/0066]

Immagine: Il Torrazzo, Cremona, fot. E. Bonomi (1911).

"Longed to go to the top of the clocher 498 steps, one of the highest in Italy - but could not have seen much - rather hazy."

[SH:7/ML/TR/1/0066]

"Sarei voluta salire in cima alla torre dell'orologio 498 gradini, una delle più alte d'Italia - ma non avrei potuto vedere granché - è alquanto offuscato."

[SH:7/ML/TR/1/0066]

"Pretty approach to the town - but sitting on the little narrow seat with my back to the horses, and talking all the way, did not see much."

"L'avvicinamento alla città è carino - ma stando seduta sul piccolo sedile con la mia schiena ai cavalli, e chiacchierando tutto il tempo, non ho visto molto."

[SH:7/ML/TR/1/0067]

Martedì 7 agosto 1827 - da Lodi a Milano.

Di buon mattino, Anne ingaggia una guida e comincia la sua esplorazione di Lodi. La prima tappa del giorno è il grande caseificio del Conte Barni, dove le dicono che è arrivata tardi per assistere alla cagliata, ma in ¾ d’ora le fanno fare il giro di tutta la struttura, consentendole di annotare e descrivere minuziosamente tutte le fasi di produzione e stagionatura dei formaggi. Da lì fa una passeggiata sino al Duomo, cercando invano di trovare un po’ di frutta. Tornata in hotel, scopre che non era in ritardo per la cagliata, bensì in anticipo! Di solito cominciano verso le 11 e le viene consigliato un altro caseificio (del Sig. Stabilini). A pranzo vengono servite da un cameriere particolarmente premuroso che, tra l’altro, consiglia loro di soggiornare al Falcon a Milano, anziché al Britannia come fanno tutti gli Inglesi: è molto meno caro! Alle 3 e ¾ lasciano Lodi: Anne scrive che è il primo posto -da quando han lasciato Parigi -in cui potrebbe benissimo vivere: trova molto bella la campagna lodigiana, il verde e idem le mucche e i cavalli, e i canali a bordo strada sembrano quasi navigabili.Non le dispiacerebbe un posto così, a un paio d’ore da Milano! Sostano a Melegnano per ristorare i cavalli, dove scrive quanto il Lambro le ricordi il Calder; vede i contadini che procedono alla trebbiatura e la colpisce l’ampiezza delle aie e non ci sono mucche in giro, perché i contadini le tengono nelle stalle durante il giorno. Come nota Mrs. B-, manca solamente un cottage inglese! Arrivano a Milano, e a Porta Romana sono gentilissimi: avrebbero potuto perquisire i loro bagagli da cima a fondo, ma si sono fidati della loro parola e non li hanno toccati. Come raccomandato loro, si fermano al Falcon per vedere com’è e ne sono soddisfatte, quindi in chiusura di un altro “very fin e day”, decidono di fermarsi lì.

"Got there in ½ hour and staid about ¾ hour - too late to see the making of the curd (done an hour or 2 ago) but saw the cheese in its wooden case saw the large copper cauldron, and furnace, the dairy etc. etc. the milk kept in (13) very large circular black pot shallowish bowls - this morning’s milk (milk at 4 or 5 am and p.m.) cold, creamed over excellent - cream not thick, nor yellow."

[SH:7/ML/TR/1/0067]

"Arrivate lì in ½ ora e rimaste circa ¾ d'ora - troppo tardi per vedere la produzione del caglio (fatta un'ora o 2 fa) ma abbiamo visto il formaggio nelle cassette di legno, visto il grande calderone di rame e la caldaia, i latticini etc. il latte conservato in (13) ciotole nere rotonde molto larghe e poco profonde - Il latte di stamattina (mungitura alle 4 o alle 5 di mattina e di pomeriggio) freddo, ottima panna - la panna non troppo densa nè gialla."

[SH:7/ML/TR/1/0067]

"One wonders where the cottagers live, for, surely, if in the towns, they are too far from their work - but the population is chiefly in the towns, for there are very few scattered houses."

[SH:7/ML/TR/1/0068]

"Viene da chiedersi dove vivano i contadini, perché di certo se stanno in città sono troppo lontani dal loro lavoro - eppure la popolazione vive prevalentemente nelle città, perché ci sono davvero poche case sparse."

[SH:7/ML/TR/1/0068]

Immagine: Napoleone nella battaglia di Lodi, Louis Lejeune (1804).

"Milan at 8 ½ - take a couple of ices (sorbetti) - they surely do me good."

"A Milano alle 8 e ½ - Abbiamo preso alcuni gelati (sorbetti) - mi faranno sicuramente bene."

[SH:7/ML/E/10/0200]

Mercoledì 8 agosto 1827 - Milano.

Dopo tanti giorni di viaggio, appena giunte a Milano Anne e le sue compagne di viaggio si prendono una giornata di relax. Le han detto che ieri è stato il giorno più caldo di sempre a Lodi, eppure non le era parso così soffocante come, per esempio, a Padova. Una cosa che annota è che non riescono a trovare dell’acqua davvero buona da bere. L’unico posto dove l’hanno trovata fino ad ora è stata Venezia, ed era acqua piovana filtrata. Val la pena ricordare che l’acqua potabile era davvero un bene affatto scontato, specie in estate quando anche i pozzi rischiavano di essere asciutti.. Spessissimo la gente soffriva grossi problemi di salute proprio a causa di acqua cattiva o mal purificata. Ad ogni modo, Anne non è mai inattiva e passa la giornata aggiornando il quaderno di viaggio, i conti e scrivendo lettere: una a Mariana Belcombe e una a Isabella Norcliffe, in cui le racconta le ultime del viaggio (i malesseri del cocchiere e di Maria) e la avvisa che non riuscirà ad essere di ritorno il 20 instant (instante mense), ma più probabilmente a metà del mese prossimo (“se tutto va bene, e deo volente, dovrei sicuramente essere in inghilterra l’estate prossima”).Tutto sommato, anche senza andare in giro, oggi è un altro “very fin e day” per Anne.

"Nice cool room last night - good beds - slept comfortably - the people said all along, we should find the heat not so great at Milan - at Lodi the people said yesterday was the hottest day they had had - they were almost suffocated - I should not have guessed it - did not feel at all oppressed myself - nor did Mrs. or Miss B- make any complaint - I was oppressed at Padua than anywhere - never have good water - the best at Venice, and it was purified rainwater. "

[SH:7/ML/TR/1/0068]

"Una bella stanza fresca la scorsa notte - letti buoni - dormito comoda - La gente ci continuava a dire che non avremmo trovato il caldo così forte a Milano - Ieri la gente a Lodi diceva che era la giornata più calda che avessero mai avuto - Si sentivano quasi soffocare - Non l'avrei mai detto - Io stessa non lo trovavo opprimente né Mrs. Baarlow né Miss Barlow si sono lamentate - A Padova mi sentivo soffocare ovunque - mai trovato dell'acqua buona - quella migliore a Venezia, ed era acqua piovana filtrata."

[SH:7/ML/TR/1/0068]

Immagine: vecchia pianta di Milano del 1827, Giuseppe Pezze.

"Staid at home writing."

"Rimasta a casa a scrivere."

[SH:7/ML/TR/1/0068]

Giovedì 9 agosto 1827 - Milano.

Prima un salto all’ufficio postale per spedire le lettere scritte ieri, poi un giretto attorno al Duomo fino al palazzo arcivescovile. La fabbrica del Duomo è ancora in fermento e, secondo la guida di Anne, tra interno ed esterno, grandi e piccole, ci sono 5000 statue. Molti operai sono ancora al lavoro ed è appena stato finito il pavimento della navata centrale: restano le altre [finiranno solo nel 1906]. Il prete gioviale che mostra loro la tomba di San Carlo chiede qualcosa di più della Svanzica che Anne gli ha offerto, e idem succede con chi le ha aperto il cancello della cripta. Avidi! Dal Duomo, le nostre viaggiatrici si dedicano a un po’ di shopping, ma trovano che anche il negozio di cappelli di paglia sia caro. Dopo cena Anne riesce a comprare delle buone calze di seta, e continuano la ricerca dei cappelli di paglia, ma anche Maria concorda che qui siano troppo costosi: fra cappello, spedizione a Parigi e dazi pagherebbero il triplo di quel che vale. Proseguono allora verso la chiesa di S. Fedele, e da lì passano ad ammirare la facciata della Scala, poi a S. Stefano (“una chiesa ben tenuta, ma poca luce per vedere i quadri all’interno, che comunque non ci dicevano molto”). Una passeggiata nel bel chiostro dell’Ospedale Maggiore (“il più grande e bello che abbiamo mai visto- bisognerebbe vederlo dentro”) e poi a S. Nazaro [in Brolo] e S.ta Caterina [alla Ruota]. Poco dopo palazzo Annoni trova finalmente della frutta fresca (e fa un po’ di conti sul cambio valuta, che qui vede 1 franco di Milano valere 15 soldi francesi), e nota come siano segnate le strade cittadine. Rientrata in hotel sistema i conti, scrive le ultime 28 righe della giornata e conclude un altro “very fin e day”.

"The cathedral - Gothic - very fine - but York cathedral spoils me for Gothic but itself - the exterior all in white marble from the lago maggiore, magnificent - many workmen always at work to finish this gorgeous pile - the emperor expends cinqcent mille francs upon it per annum - several new statues put up - now according to our guide, 5000 inside and out, great and small - the pavement of the nave of the church in marble just completed - the 2 aisles on each side remain to be done - the ceiling of the nave and dome so well painted in imitation of Gothic tracery, one takes it for real at first - very good effect."

[SH:7/ML/TR/1/0068]

"Poi nella cattedrale - gotica - molto bella - Ma la cattedrale di York mi resta l'essenza del gotico - L'esterno in marmo bianco del lago Maggiore, magnifico - molti artigiani ancora al lavoro per terminare questo meraviglioso complesso- L'imperatore ci spende circa cinquecento mila franchi all'anno - Aggiunte diverse nuove statue - ora 5000 tra dentro e fuori, grandi e piccole, secondo la nostra guida - Il pavimento in marmo della navata della chiesa è appena stato completato - le 2 navate ai lati devono ancora essere fatte - il soffitto della navata e la cupola dipinte magistralmente in guisa di un motivo Gotico, che all'inizio pare vero - Bellissimo effetto."

[SH:7/ML/TR/1/0068]

"I have never anywhere found the people so exorbitant - this beats England where half a crown is enough for seeing the generality of fine houses, and five shillings quite enough anywhere in whatever style one goes."

"Non ho mai trovato altrove gente così esosa - Questo batte l'Inghilterra, dove mezza Corona è sufficiente per visitare la maggior parte delle case eleganti e cinque scellini sono abbastanza, ovunque, per vedere qualunque posto uno desideri. "

[SH:7/ML/TR/1/0068]

Immagine: Veduta della Facciata e Fianco Destro del Duomo di Milano (1816).

"Streets that we have seen generally narrow and not handsome. "

"Le strade che abbiamo visto per lo più strette e poco belle."

[SH:7/ML/TR/1/0069]

Venerdì 10 agosto 1827 - Milano.

Risveglio con tutta calma per le nostre viaggiatrici: sono in carrozza alle 11.10. Le calze acquistate ieri hanno soddisfatto Anne al punto che decide di fermarsi a comprarne altre e, già che c’è, porta anche a sistemare il suo orologio. Poi comincia il tour: prima al Castello Sforzesco, fatto demolire da Napoleone, di cui restano due torrioni e una parte del corpo d’edificio e poco più. Da lì fanno il giro a Porta Como [P.ta Garibaldi], Porta Nuova e Porta Orientale [P.ta Venezia], dove si soffermano al Lazzaretto (Anne misura il portico Sud, lungo 454 passi e largo 4, che è occupato da mercanti) “dove S.Carlo Borromeo dava l’estrema unzione agli appestati” e all’adiacente Foppone di S. Gregorio, la cui chiesa è stata sconsacrata dai francesi ed è usata come magazzino per vino e legna. Poi si dirigono verso Palazzo Reale, che Anne trova “a malapena confortevole” e, comunque, “nulla di regale”. Vanno a recuperare le chiavi che Maria aveva lasciato a Verona e son state recapitate all’hotel La Città e valutano se trasferirsi lì, ma “è molto meglio dove stiamo [...] nessuna delle stanze è comoda come quelle che abbiamo”. Passano a vedere palazzo Litta e poi vanno a S. Maria delle Grazie, nel cui refettorio trovano “la famosa Ultima Cena di Leonardo, quasi scomparsa”. Riprendono la via per S. Ambrogio che ha un bel portico, e in una delle cappelle un gruppo di dame milanesi ha appena fatto erigere un monumento al santo, ma il portale è dell’11° secolo e non può essere quello che Ambrogio chiuse in faccia a Teodosio (è pesantissimo, a quel che sente Anne spostandone un’anta!). Da lì ancora un po’ di shopping: Tornaghi aveva detto loro che a Milano avrebbero trovato dei cappelli di paglia eleganti da M.me Giannelli, ma Anne la reputa una semplice modista, più che una stilista, (“non credo che troveremo cappelli belli come vogliamo”) e se ne tornano in hotel, dove dopo cena Anne conclude anche questo “very fin e day” scrivendo.

Immagine: Il Lazzaretto visto dall’alto dei bastioni di porta Venezia (1880) con il viadotto ad arcate della linea ferroviaria, costruito nel 1861.

"Just out of it the Lazzaretto (or campo della confederazione) - the little church in the middle now warehouses - of the square of arcades the south side 454 of my paces by 4 broad - (or 3 2/3 umbrella broad) - no arcades on the west side - quite a little town -occupied by different trades - the back part of the north side out of repair just under the roof -‘was here that St. Charles Borromeo went about administering the sacrament to those dying of the plague. "

[SH:7/ML/TR/1/0069]

"Appena uscite, il Lazzaretto (o 'campo della confederazione' [sic]) - La chiesetta al centro ora è un magazzino - La piazza di portici sul lato a Sud 454 dei miei passi per 4 di larghezza - (o larga 3 ombrelli e 2/3 ) - Niente portici sul lato a Ovest - Una città abbastanza piccola - Occupata da diversi commerci - Il retro del lato Nord in restauro proprio sotto il tetto - Era qui che San Carlo Borromeo somministrava l'estrema unzione ai moribondi della peste."

[SH:7/ML/TR/1/0069]

Immagine: Palazzo Litta (1865 ca.)

"Then to the palace Litta... furniture oldish - nothing more than comfortable - stair-case, wide and handsome - but the large anteroom forlorn."

"Poi a Palazzo Litta... Arredamenti vecchiotti - Niente più che comodi - Una scalinata grande e bella - Ma la grande anticamera era misera."

[SH:7/ML/TR/1/0069]

Immagini: Palazzo Litta, interno. Partecipanti al ballo di gala, fot. Luca Comerio (1909 ca.)

"If this be a fair specimen of Italian palaces, Madame G- [Galvani] needs not talk of Italian taste or splendour in furnishing."

"Se questo è un esempio di palazzo italiano, Madame Galvani non dovrebbe parlare del gusto italiano o dello splendore degli arredi."

[SH:7/ML/TR/1/0069]

Sabato 11 agosto 1827 - Milano.

Anne si alza di buon’ora per andare a vedere i fornai al lavoro nella panetteria vicino all’hotel -”un lavoro molto duro” che descrive con cura. Maria la raggiunge e, dopo colazione, si dirigono in carrozza al caseificio del Sig. Stabilini, di cui le avevano parlato. Non ne è particolarmente impressionata: forse è meglio quello di Lodi, dove -come ripete più volte- tutto era sicuramente più pulito. Da lì vanno all’Ospedale Maggiore, e Anne trova interessante che per essere accolti basta che i malati si registrino negli uffici, così l’ospedale può vedere se sono indigenti, e vengono subito ricoverati. 36 fra medici e chirurghi e letti per 2000 pazienti. Visitano anche l’enorme archivio dell’Ospedale (con i registri dal 1460), e da lì passano alle cucine, agli uffici e al laboratorio farmaceutico, dove eseguono ogni tipo di preparazione (giusto per controllare, Anne assaggia anche un po’ di olio di ricino!). Lasciato l’Ospedale si dirigono all’Accademia e pinacoteca di Brera: alcuni dipinti davvero molto belli e in particolare le Nozze della Vergine, di Raffaello: “il gioiello, il mio quadro preferito di tutti quelli che ho visto in vita mia, non esclusa la Belle Jardiniere ai Parigi”; visitano anche le sale numismatiche, dove si intrattengono con un gentilissimo Signor Cattaneo [non sappiamo se Carlo o Gaetano], poi ½ ora all’osservatorio. Anne arriva in cima, e osserva dall’alto l’orto botanico, che da lì giudica non valer la pena di una visita. Passano a S.ta Maria della Passione, che trova la più bella che abbiano visto sino ad ora qui, e poi vanno in hotel dove lasciano Jane che aveva preso una storta alla caviglia, così Anne e Maria proseguono con una passeggiata sotto i portici di piazza Duomo, dove Anne compra delle stampe e altre calze, ma trova che gli orefici non siano granché (meglio quelli di Venezia) e che tutto è molto caro. Passano a vedere S. Sebastiano e il colonnato di S. Lorenzo, abbastanza bello, poi vanno a dare un’occhiata all’Hotel Royale e al Britannia, che però non le pare così eccezionale: stanno benissimo dove sono ora. Rientrano alle 8 per una “very fin e evening”.

"From 6 ¼ to 8 at the bread baker’s almost next door to us to see the Italian bread made - very hard work - the chief secret seems to be in the kneading - 6 masses of 120 lbs. each made up in the tub (with leaven) and then kneaded for 5 minutes (till quite hard) by 3 men with a long heavy lever fixed on an iron pin, and lifted up and down -the bread stands to rise in a little place next the oven, and kept at an intermediate heat by throwing the warm embers along the floor under the shelves - 3 faggots to heat the oven at first afterwards 2 - all dried willow-twigs, pianta dolce - nothing but the flour, a little salt, the necessary leaven, and tepid water."

[SH:7/ML/TR/1/0069]

"Dalle 6 e ¼ alle 8 al panificio, quasi la porta accanto a noi, per vedere come fanno il pane italiano - una lavorazione molto difficile - Il segreto principale sembra essere nell'impasto - 6 impasti da 120 libbre, tutti preparati nella mastella (con il lievito) e poi impastati per 5 minuti (finché diventa abbastanza compatto) da 3 uomini con un lungo braccio fissato ad un perno di ferro, e girato dal basso in alto - Il pane riposa per lievitare in un piccolo spazio accanto al forno, ed è tenuto a un calore intermedio gettando le braci ardenti sul pavimento sotto le mensole - All'inizio 3 fascine di legna da ardere per scaldare il forno, poi 2 - tutte di rami secchi di salice, 'pianta dolce' [sic] - nient'altro che farina, un po' di sale, il lievito che basta ed acqua tiepida. "

[SH:7/ML/TR/1/0069]

"There is here a board up recording in gold letters, that the Emperor Francis 1st ate cheese and drank milk here 6 March 1816."

"C'è una tavola che ricorda, in lettere dorate, di quando l'Imperatore Francesco 1° ha mangiato del formaggio e bevuto del latte qui il 6 marzo 1816."

[SH:7/ML/TR/1/0070]

Domenica 12 agosto 1827 - Milano.

A colazione studiano la guida per decidere cosa vedere oggi, e cominciano con la Biblioteca Ambrosiana: già la prima sala coperta di libri da pavimento a soffitto è una vera goduria per Anne. Le mostrano dei volumi molto antichi (una copia dei lavori di Virgilio e un manoscritto in greco antico delle Orazioni di S.Gregorio Nisseno risalente al VI secolo). I Francesi hanno portato via il Codice Atlantico di Leonardo e il manoscritto delle opere virgiliane appartenuto a Francesco Petrarca, e dei 4 Elementi di Bruegel hanno restituito solo l’Acqua e il Fuoco “gli altri 2 sono perduti o - si dice- al museo di Lione”. Vedono anche il cartone preparatorio della Scuola di Atene di Raffaello, che secondo Anne è meglio del dipinto stesso (in Vaticano). Da lì vanno alla chiesa dei SS. Giovanni e Paolo, di cui non vedono molto perché il prete stava facendo catechismo. A quel punto passano a Porta Sempione, dove vedono almeno 50 operai nei lavori in corso dell’Arco della Pace [ricominciati nel 1826]. Arrivano a S. Lorenzo, dove vengono avvicinate da tanti mendicanti, e poi vanno a vedere la meravigliosa sagrestia bramantesca di S. Satiro. Attraverso la corte del palazzo di giustizia raggiungono il teatro alla Scala, “un edificio grandissimo e magnifico [...] gli spettacoli cominceranno giovedì prossimo - Mrs. B- ed io siamo tentate di andare ai 3 laghi e tornare per giovedì sera”. Una camminata di 25 minuti e sono a S. Maria dei Miracoli presso S. Celso, tutta addobbata di pannelli in seta cremisi rifiniti in oro “ci siamo dette che è la più bella vista sino ad ora qui”. Nonostante abbiano visto tantissimo, la guida locale non le soddisfa: a fine giornata chiede anche qualcosa da bere oltre alla paga e Anne, scandalizzata, dice che è la prima volta che le succede e si rifiuta di dargli più del pattuito: non hanno mai avuto una guida peggiore, troppo vecchio e le ha fatte anche girare a vuoto perdendosi [e questo deve averla fatta davvero arrabbiare, perché non finisce con il suo consueto “very fin e day”].

Immagine: Il Virgilio Ambrosiano di Francesco Petrarca, frontespizio (1300-1326), conservato all’Ambrosiana.

"Shewed us the famous Virgil - never had a very ancient copy of Virgil (never the 1st copy of Virgil) - perhaps there was a very ancient one at Florence - Napoleon took Petrarch’s Virgil to Paris but it was rendu - (about 7 fine pictures still unreturned) - then shewed a fine manuscripts copy of Pliny natural history dated 1382 - but these in the same writing as our old papers of about the same date."

[SH:7/ML/TR/1/0071]

"Ci hanno mostrato il famoso Virgilio - non avevo mai visto un'edizione molto antica di Virgilio (mai la 1a edizione di Virgilio) - forse ce n'era una molto antica a Firenze - Napoleone aveva portato il Virgilio di Petrarca a Parigi, ma è stato restituito - (circa 7 bei dipinti ancora non restituiti) - poi ci hanno mostrato una bella copia manoscritta della Naturalis Historia di Plinio datata 1382 - ma erano nella stessa scrittura dei nostri vecchi documenti risalenti attorno a quel periodo."

[SH:7/ML/TR/1/0071]

"The famous manuscripts of da Vinci all still at Paris, but 1 which has been restored – i.e. the codice atlantico about pneumatics, hydrostatics, and such subjects -"

"I famosi manoscritti di Da Vinci ancora a Parigi, tranne uno che è stato restituito – cioè il codice atlantico di pneumatica, idrostatica e simili -"

[SH:7/ML/TR/1/0071]

Immagine: una pagina del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci restituito all’Ambrosiana nel 1815.

"Had hardly entered before 1st one, then a 2nd, and a 3rd and 4th person came to shew 1 thing or other and be paid - never before saw such indecent rapacity - all followed us - but would only pay one. "

[SH:7/ML/TR/1/0071, SH:7/ML/TR/1/0072]

"Non eravamo neanche entrate che una 1a persona, poi una 2a e una 3a e una 4a si sono avvicinate per mostrarci qualcosa e ricevere un obolo - non avevo mai visto una tale avidità - Tutte ci hanno seguite - ma ne ho elemosinata solo una. "

[SH:7/ML/TR/1/0071, SH:7/ML/TR/1/0072]

Lunedì 13 agosto 1827 - da Milano passando da Monza fino a Como.

Dopo colazione, molto soddisfatte del loro hotel, Anne e le sue compagne lasciano Milano passando da Porta Nuova. Per un po’ la strada corre lungo un canale, poi ai bordi della strada cominciano le siepi, mentre da lontano si vede il Colle di Brianza. Fanno una sosta a Monza alla Posta vecchia e ne approfittano per visitare la cattedrale e il suo tesoro, ma per vedere l’originale della corona ferrea occorre un permesso che chiedono di ottenere e, nel frattempo, vanno a vedere i giardini all’inglese di Villa Reale, con le loro serre, grottini e cascatelle. Riescono anche a dare un’occhiata all’interno della Villa, che secondo Anne avrebbe bisogno di qualche ristrutturazione, ma a quanto pare il Vicerè si interessa più delle piante del giardino (una bella collezione) che non degli arredi. Anne si meraviglia: non ha mai visto un palazzo più tranquillo, nonostante le 400 persone che ci lavorano (di cui le viene detto che già solamente i giardinieri sono ben 90). Tornano poi alla cattedrale, dove finalmente riescono a vedere la corona ferrea originale, che Anne descrive minuziosamente, e tornano alla locanda di posta dove si fermano anche a cena, ma il posto è sporco e non ci si fermerebbero mai a dormire! Ripartite, passano attraverso Cantù, che Anne trova una città abbastanza grande, ma con strade molto strette, e in un viaggio molto pittoresco e piacevole arrivano a Como, dove il cocchiere inizialmente sbaglia locanda e poi finalmente le lascia all’Angelo (che comunque secondo Anne non ha stanze molto migliori). Hanno una bella vista sul lago sottostante, e si alza un po’ di brezza mentre si chiude anche questo “very fin e day”.

"¾ hour there - saw the jewels, and the imitation iron crown - could not see the real one without a permission from the government at Milan, or one granted by the majordomo or chamberlain at the palace here - took a respectable looking old man recommended by the keeper of the church treasures and off to the palace - do not like to be troubled with granting permission - however rushed up to the top of the palace to the majordomo comte Granville and got what was wanted. "

[SH:7/ML/TR/1/0072]

"¾ d'ora lì [Cattedrale di Monza] - abbiamo visto i gioielli e l'imitazione della corona ferrea - Non abbiamo potuto vedere quella vera senza un permesso del governo di Milano, o una garanzia del maggiordomo o del ciambellano di palazzo qui - Abbiamo scelto un signore dall'aria anziana e rispettabile, raccomandatoci dal custode dei tesori della chiesa e ci siamo avviate verso il palazzo - non vuole essere disturbato per una richiesta di permesso - comunque siamo corse su fino dal maggiordomo conte Granville e abbiamo ottenuto quel che volevamo."

[SH:7/ML/TR/1/0072]

Immagine: la Corona Ferrea conservata presso il Duomo di Monza. © Wikimedia Commons User: James Steakley / CC BY-SA 3.0

"Could have no idea what to pay - asked the custode of the treasures what was customary - when one had a permission in consequence of all the trouble taken one must give 4 or 5 fr.! gladly gave a five franc piece French. "

[SH:7/ML/TR/1/0073]

"Non avevo idea di quanto pagare - Ho chiesto al custode del Tesoro quale fosse l'usanza - quando qualcuno otteneva il permesso in seguito a tutto quell'incomodo doveva lasciare almeno 4 o 5 Franchi! Ho lasciato volentieri un pezzo da cinque Franchi francesi."

[SH:7/ML/TR/1/0073]

"The only rare plant pointed out, unique in Italy, the Tinantia (t pronounced soft) stricta (that lives on air) from new Spain."

"La sola pianta rara che ho individuato, unica in Italia, la Tinantia (la t pronunciata dolce) stricta (che vive d'aria) dalla Nuova Spagna."

[SH:7/ML/TR/1/0072]

Martedì 14 agosto 1827 - da Como a Bissone, fino a Lugano.

La giornata comincia imbarcandosi alle 8 e ¼ su una bella barca, è così comoda che c’è persino un tavolo, peccato per Anne aver lasciato i diari altrimenti avrebbe potuto scrivere. Alle 9 e ¼ sono a Villa d’Este a Cernobbio, dove vengono portate a fare un giro da una persona del luogo. Anne si lascia andare al gossip: racconta del presunto affaire di Carolina di Brunswick con Bartolomeo Pergami [che Anne riporta erroneamente come Bergami]: la loro guida è figlio di uno dei testimoni a favore di Carolina, ma non ne parla. Al momento di ripartire incrociano il loro amico Sig. Tornaghi per un minuto o due e poi si imbarcano di nuovo. Sfilano davanti alla casa del Colonnello Lindsay e, quando passano Villa Tanzi, che vedranno meglio più tardi, Anne fa un po’ i conti in tasca ai proprietari. Arrivano a Torno, una cittadina carina: il lago è una tavola e Anne non potrebbe immaginare qualcosa di più delizioso di questa situazione anzi, è una giornata deliziosa nel suo insieme! Dopo aver ammirato le casse che punteggiano la riva, approdano alla Villa Pliniana, di cui però vedono solo l’esterno, poi tornano a vedere Villa Tanzi. Rientrando, Anne apprezza la bella veduta su Como dall’acqua e ne resta ammirata. la città appare incastonata in un anfiteatro naturale, tra colline boscose e Castel Baradello. Giunte a Como, va subito a vedere il Duomo, che trova una delle chiese più belle che abbia mai visto. Partono da lì alle 5 e un’ora dopo mostrano i loro passaporti a Chiasso, per un passaggio in territorio svizzero. Attraversano Mendrisio (carina, ma le strade sono molto strette) e finalmente vedono il lago di Lugano. Alle 8.50 si imbarcano a Bissone e stavolta restano persino a bordo della carrozza, tutto viene caricato così com’è: 20 minuti di traversata, per cui Anne paga 3 Svanziche (gliene avevano chieste 2, ma evidentemente era di ottimo umore), e dopo altre 4 miglia di viaggio giungono all’hotel Svizzero di Lugano. ormai è troppo buio per vedere qualcosa, ma è un altro “very fin e day”.

"Delightful air -here all is quiet, one sees not the villages and palaces - and here about ½ way up the hill I should like well enough to pass a little while - It is indeed a lovely lake."

[SH:7/ML/TR/2/0004]

"Qui è tutto così tranquillo, non si vedono i paesi e i posti - E qui, sulla salita della collina mi piacerebbe abbastanza passare un po' di tempo - è davvero un bel lago."

[SH:7/ML/TR/2/0004]

Immagine: Villa Pliniana, Johann Jakob Wetzel & Johann Hürlimann (1822).

"The villages lovely - Torno very pretty little town - the lake quite lovely - can imagine nothing more so - water smooth as glass."

"I paesi deliziosi - Torno una cittadina carinissima - il lago alquanto bello- non potrei immaginare qualcosa che lo sia altrettanto - l'acqua liscia come un vetro."

[SH:7/ML/TR/2/0004]

Mercoledì 15 agosto 1827 - da Lugano a Varese.

In tarda mattinata Anne, Maria e Jane salgono di nuovo a bordo, ma stavolta la barca non è bella come quella di ieri. La prima tappa è alle Cantine di Caprino [le Grotte di Gandria], delle grotte naturali in cui gli abitanti di lugano conservano cibi e vino, che Anne assaggia e trova “freddo come se fosse stato ghiacciato”; questo viene dalla grotta di un macellaio che conserva lì anche parecchia della sua carne. Vicino ad alcune grotte ci sono delle locande dove ci si può fermare a mangiare, e infatti c’è un via vai di barche piene di gente. Ci sono moltissime lucertole, Anne annota che in realtà questi piccoli rettili sono presenti un po’ ovunque in Italia, ma per fortuna non ci sono vipere: quelle si trovano sulle pendici del monte S. Salvatore. A Lugano c’è un uomo che le cattura, perché pare siano molto utili per ricavare delle medicazioni, ma non vuol rivelare a nessuno come le prenda senza farsi male. Le viene detto che sono molti gli inglesi che salgono il monte S. Salvatore per godere del panorama, e che c’è una chiesetta in cui si celebrano 4 festività all’anno (Pasqua, Pentecoste, Ascensione e…). Sono piacevolmente sorprese di aver trovato questo lago più gradevole di quel che pensassero: Lugano è posizionata proprio bene ed è bella da vedere dall’acqua. Raggiungono Ponte tresa, dove mostrano nuovamente i passaporti e fanno dogana entrando in territorio austriaco. Anne nota una donna che pare affetta da cretinismo: tutti, anche quella donna ed i bambini, sono pallidi e sembrano vecchi, con occhi scavati e brutti. Passata Ghirla, procedono nella vallata di Ganna in un susseguirsi di specchi d’acqua. Anne si lamenta delle tante ore di viaggio: le avevano detto che oggi ce ne sarebbero volute 3 e ½, ma ne son passate già 6. Ormai è buio per vedere ancora qualcosa e arrivano all’Angelo di Varese alle 9 e ½ . Un “very fin e day” in tutto e per tutto fino alle 8, dopodiché ha cominciato a piovere.

"Very cold."

"Molto freddo." [Cantine di Caprino]

[SH:7/ML/TR/2/0005]

"Great many English and travellers went to the top of St. Salvador for the sake of the view - 4 fêtes a year (...) at the church on the top - a young man, aetatis 24, struck by lightning in the church and killed last fête of ascension - monte Caprino opposite to Lugano - Mt. Salvador forms the south abutment as it were of the gulph of Lugano - Go to the top another time - the finest view in Switzerland - Lake fine - not so ornamented as Como - more recluse - fine hills, but not so beautifully picturesque - yet agreeably surprised to find this lake finer than we expected - Lugano beautifully situated."

[SH:7/ML/TR/2/0005]

"Tantissimi inglesi e viaggiatori sono saliti sulla cima del S. Salvador solamente per la vista - 4 feste all'anno (...) alla la chiesa in cima - Un giovanotto, di 24 anni, è stato colpito e ucciso da un fulmine nella chiesa durante l'ultima festa dell'Ascensione - Il Monte Caprino è di fronte a Lugano - il Monte Salvador forma la spalla a Sud, per così dire, del golfo di Lugano - Andrò un'altra volta sulla cima - Il panorama più bello della Svizzera - Bel lago - non così abbellito come quello di Como - più discreto - Belle colline, ma non così splendidamente pittoresche - Eppure sono rimasta sorpresa di trovare questo lago più bello di quel che ci aspettassimo - Lugano ha una bellissima posizione."

[SH:7/ML/TR/2/0005]

"Abundance of little lizards running about the walls to get out of our way - all over where we have been in Italy abundance of these little reptiles."

"Tantissime lucertole che scappano via da noi lungo i muri - Dovunque siamo state in italia abbiamo trovato molti di questi piccoli rettili."

[SH:7/ML/TR/2/0005]

Giovedì 16 agosto 1827 - Varese.

La pioggia incessante dalla sera precedente costringe a restare in hotel, mentre volevano partire presto per andare a vedere la Madonna del Monte. Anne si dedica a scrivere e a fare un po’ di conti. L’albergo è abbastanza buono, ma i letti vengono rassettati molto male e lei non riesce a dormire bene. Aggiorna i suoi conti e il quaderno di viaggio, mentre tra una cosa e l’altra insegna a Jane a fare le divisioni, con dei calcoli piuttosto facili. Scrive anche a zia Anne, riferendole che -come già scritto a Isabella Norcliffe - dovrebbero essere “di ritorno intorno al 20 del mese prossimo, ma dipenderà dalle notizie che avrò da mia zia al mio arrivo a Ginevra”, presumibilmente fra 5 giorni.

"Rained all last night, and today till between 2 and 3 - this kept us at home - or we should have gone early to the church of Madonna del Monte... and after dinner to Sesto Calende - sat at home writing - out rooms, and everything comfortable but the making of the beds."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"È piovuto tutta la scorsa notte ed oggi sino a fra le 2 e le 3 - ciò ci ha costrette in casa - o forse saremmo dovute andare presto alla chiesa della Madonna del Monte... e dopo cena a Sesto Calende - Sono rimasta a casa a scrivere - Buoni le camere e tutto il resto, eccetto il rifacimento dei letti."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"(amongst hands teaching Jane division and giving her easy sums - divisor 1 figure)"

"(fra l'altro, insegnato a Jane le divisioni e le ho dato delle cifre facili - divisore di 1 numero)"

[SH:7/ML/E/10/0201]

Venerdì 17 agosto 1827 - da Varese a Sesto Calende, fino a Stresa.

Il letto rifatto male non ha dato pace ad Anne, che non ha dormito molto. Alle 8 e ½ fanno un giro per Varese e vanno a vedere S. Vittore (semplice e piccola, ma ben tenuta) e poi ripartono, ma devono aver sbagliato strada, perché alle 11.05 sono ancora di passaggio a Gallarate! Arrivano a Somma Lombardo, dove vedono il cipresso millenario nell’angolo di un piccolo giardino adiacente la strada. Iniziano a vedere il Ticino solamente verso le 12.35 e ce l’hanno alla loro sinistra, vicino, quando entrano a Sesto Calende. la cittadina non è un granché, ma almeno Anne può spedire la lettera che ha scritto ieri alla zia (e le fanno pure pagare la spedizione, cosa che non era successa a Padova né a Milano!). Pranzano alla tavola comune insieme a 4 preti italiani e a un altro signore molto cortese e poi riprendono la via. Attraversano il fiume in 11 minuti (a bordo con loro un signore cieco che suona molto bene il violino) e poi di nuovo un passaggio di dogana per entrare nel territorio del Regno di Sardegna. Anche questi doganieri si fidano di loro e non le perquisiscono, facendole proseguire. Passano Arona, scambiandola per Dormelleto e finalmente, dopo Belgirate, “le Isole Borromee sono in vista!”. Raggiungono Domodossola sotto la pioggia, che le inseguiva dalla mattina e alle 7 e ½ si è fatta temporale, ma nel complesso è stato un “pretty fin e day”.

"At 11 5/60 find ourselves entering Gallarate, 8 miles from Sesto Calende - we must have lost ourselves, and made a great round (I should think of almost 6 miles); for they said at Varese we were only 12 miles from Sesto Calende)."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"Alle 11 e 5/60 ci siamo trovate all'ingresso di Gallarate, 8 miglia da Sesto Calende - Dobbiamo esserci perse, e aver fatto un gran giro (secondo me di quasi 6 miglia) perché ci han detto che eravamo a sole 12 miglia da Sesto Calende)."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

Immagine: statua colossale di S. Carlo Borromeo sul monte di Arona, xilografia di Barberis (1890).

"Borromean islands in view! close to us! How so? we have unaccountably passed Arona where we meant to stop to see the famous statue etc, and at 6 25/60 found ourselves à la poste at Stresa - alight at 6 25/60 - 9 miles from Arona - what we took for Dormeletto [Dormelletto] was Arona – the statue (we never saw it) on the top of that fine rock."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"Si vedono le Isole Borromee! Vicine a noi! Com'è possibile? Abbiamo passato Arona senza accorgercene, dove avevamo intenzione di fermarci a vedere la famosa statua etc. e alle 6 e 35/60 ci siamo trovate alla posta di Stresa - Partite alle 6 e 25/60 - 9 miglia da Arona - quella che avevamo scambiato per Dormelleto era Arona - La statua (non l'abbiamo mai vista) in cima a quel bel monte."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"My bed so ill-made again, could not sleep much."

" Il mio letto era stato nuovamente rassettato così male che non sono riuscita a dormire granché."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

Sabato 18 agosto 1827 - da Stresa a Vogogna.

Notte piovosa, e la mattina è ancora poco tersa, ma Anne è già indaffarata a trattare il prezzo per il passaggio in barca alle isole Borromee: le chiedono 9/, ma ottiene un 6/ più 1/ di mancia). Alle 10.40 approdano al palazzo di Isola Bella. Il palazzo e le decorazioni del giardino lasciano Anne a dir poco esterrefatta: davanti al Pegaso, la nostra non si trattiene e definisce l’insieme "grottesco, una gloriosa violazione del buon gusto". Le piante sono meglio, ma anche la serra riscaldata è “very poor”, assai misera, e giusto un bell’albero di Bignonia Catalpa [come quella che aveva visto a Padova]. Lasciata Isola Bella approdano all’Isola Madre [Isola Superiore]: un trionfo di vegetazione con cespugli di capperi in fiore (bellissimi fiori), la robinia e i fichi d’India, degli alberi di caucciù e querce, cipressi, agave e delle splendide e profumatissime rose tea - Il palazzo è disabitato da 47 anni e ormai è in rovina. Anne e le sue compagne di viaggio rientrano alla locanda alle 2 e ¾ , dove cenano e ripartono passando per Baveno e Feriolo. Di villaggio in villaggio, attraversano diversi ponti di pietra. A Premosello Anne nota una chiesetta imbiancata e tante fascine di canapa appoggiate ai muri a seccare. Dopo aver passato l’ennesimo ponte di pietra pensa che sarebbe una vallata splendida, se solo non avessero visto tanto e di meglio prima! Alle 7 e ¾ arrivano finalmente alla Posta di Vogogna, dove passeranno la notte.

"At the palace on the Isola Bella at 10 40/60 - never saw a palace I envied less - none of the pictures struck me - walked thro’ the picture gallery and all the other rooms without caring for anything save a very beautiful mosaic table lately given by the present pope Leo II, to the present Count Borromeo, ambassador from the emperor of Austria to the pope."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"Approdate al palazzo dell'Isola Bella alle 10 e 40/60 - Mai visto un posto meno invidiabile -Nessuno dei quadri mi ha impressionata - Camminato lungo la galleria dei quadri e in tutte le altre stanze senza interessarmi particolarmente a nulla, eccetto un bel tavolo mosaicato donato dal papa attuale Leone II all'attuale Conte Borromeo, ambasciatore dell'Imperratore d'Austria presso il Papa."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"On ascending to the great Pegasus amid all the formal rock-work, and terracing, could not help exclaiming it was grotesquely ugly – i.e. a gorgeus violation of good taste."

"Nel salire verso il grande Pegaso in cima alla ricostruzione di un picco roccioso, e alla terrazza, non ho potuto far a meno di esclamare che era mostruosamente brutto, cioè una spettacolare violazione del buon gusto."

[SH:7/ML/TR/2/0007]

"Napoleon dined in the salle of this mosaic (very pretty) apartment - saw the bed he slept in 2 days before the battle of Marengo - wanted to buy this island - no! said the count - you may take it by force, but cannot buy it with money - I love it too well - Napoleon did take it by force. "

[SH:7/ML/TR/2/0006]

"Napoleone ha pasteggiato nella sala di questo appartamento mosaicato (molto bello) - Ho visto il letto in cui ha dormito 2 giorni prima della battaglia di Marengo - Voleva comperare quest'isola - No! Ha risposto il Conte - Dovrete prenderla con la forza, ma non la potete comprare col danaro - Io la amo troppo - Napoleone la prese con la forza."

[SH:7/ML/TR/2/0006]

Domenica 19 agosto 1827 - da Vogogna a Domodossola, fino al Sempione.

Anne, Maria e Jane lasciano Vogogna (che albergo!) attraversando il bel ponte di legno a 6 arcate sul Toce. le montagne sono completamente nascoste dalle nubi. Passando attraverso Villadossola arrivano a Domodossola, dove il locandiere del Grand Hotel della Posta le consiglia di prendere qualcosa da mangiare per sè e dell’avena per i cavalli, poiché da lì ad Iselle non troveranno più niente. Mancano ancora 3 leghe e ½, e Sempione è dopo altre 3 leghe (poi altre 6 leghe per arrivare da lì a Brieg). Domodossola è una cittadina con una bella posizione, carina e ben costruita. Ogni sabato c’è un bel mercato che raduna la gente dei dintorni. Ottima locanda. Arrivano alla dogana di Iselle alle 11.40: mostrano nuovamente i passaporti e vengono prese come al solito in parola dai doganieri, che non le perquisiscono. Sono all’ultimo paese sul confine sardo. Anne Lister, Maria e Jane Barlow escono così dall’Italia. Anne ripensa a quando oltre un mese fa ci sono arrivate e fa un rapido confronto “come ha notato Mrs. B-, la nostra strada oggi pare una passeggiata in un giardino. Non ci sono burroni sotto di noi, nessun pericolo nulla di spaventoso, niente freddo pungente né muri di neve. La natura sembra aver creato questo passo per farne godere e non come il M.te Braulio. Le strade tornano ad essere belle e ben tenute, i muri di contenimento sono solidi e di pietre grosse, i ponti eccezionali e per segnare i bordi delle strade ci sono dei solidi blocchi di granito rosso e non le ringhiere come allo Spluga e al M.te Braulio. Ma qui non ci sono strapiombi e non ci sono detriti sulla strada come a Chiavenna. Lo Spluga è vicino, ma completamente diverso: glielo conferma anche l’oste della posta di Sempione, un francese di Lione. La locanda è molto bella ma anche cara, perché lì si devono far portare tutto da Domodossola. La pioggia le ha accompagnate quasi tutto il giorno, ma ormai è quasi sereno e si prospetta una “tolerably fin e evening”, una discreta serata che, dopo una buona cena, Anne conclude scrivendo le ultime note di questo viaggio che l’ha vista finalmente “going to Italy”.

"At 11 40/60 at Isella [Iselle] - little church, 3 or 4 cottages, auberge, and neat white-washed douane (over 5 good arcades) where we stopt to shew our passports at this last village on the Sardinian frontier - they might have searched our baggage, but (as usual) took one word and one ½ fr., and let us go on."

[SH:7/ML/TR/2/0008]

"Alle 11 e 40/60 a Iselle - Una chiesetta, 3 o 4 case, una locanda, e una dogana imbiancata ben tenuta (su 5 arcate) dove ci siamo fermate per mostrare i nostri passaporti, in quest'ultimo paese sul confine sardo - Avrebbero potuto perquisire un bagaglio, ma (come al solito) hanno preso per buona la parola e un Franco e ½ , e ci hanno lasciate andare."

[SH:7/ML/TR/2/0008]

Immagine: View of The Gallery of Issel, Rudolph Ackermann (1809).

"Domo d’ossola"

"Domodossola"

[SH:7/ML/TR/2/0009]

Altro su Anne e l'Italia