La vita di Anne Lister

In copertina: ritratto postumo di Anne Lister fatto da Joshua Horner e custodito presso Shibden Hall.

Anne Lister nasce il 3 aprile del 1791 ad Halifax, seconda dei sei figli di Jeremy Lister e Rebecca Battle.

In realtà solamente Anne e la sorella minore Marian (1797- 1882) sono sopravvissute a lungo, mentre degli altri – tutti maschi solamente di Samuel di due anni più giovane si sa effettivamente qualcosa (era l’unico con cui lei pareva avere una qualche condivisione, di cui ci è rimasta testimonianza nelle lettere).

La vita di Anne Lister

Nel 1793 la famiglia si trasferisce nella proprietà di Skelfler House a Market Weighton. In questi anni riceve la prima istruzione, presso la Chettle’s Girls School di Ripon.

Nel 1805, incapaci di contenere l’irruenza di Anne, i genitori la mandano a studiare alla Manor House School, un collegio di York la cui retta venne pagata dalla zia Anne Lister (sorella del padre). Qui incontra Eliza Raine, il suo primo amore, figlia di un medico della Compagnia delle Indie Orientali e di madre indiana.

Il suo nome sarà, anni dopo, la prima parola che Anne scriverà nei suoi diari, l’11 agosto 1806: “Eliza left us. Allora si trattava ancora di appunti sparsi, una raccolta della loro corrispondenza; sarà solo una decina d’anni più tardi che Anne Lister darà una forma più regolare e propriamente diaristica alla sua scrittura. Intanto, proprio per proteggere l’intimità della sua corrispondenza con Eliza, nel 1806 Anne crea il codice criptato che la accompagnerà per tutta la vita.

Nello stesso anno Anne Lister viene espulsa dalla Manor House School, in seguito alla scoperta di quell’amore proibito.

La famiglia di Anne torna a vivere ad Halifax nel 1808 e si stabilisce a Ellen Royd, che faceva parte della tenuta di Shibden Hall, nel cui edificio principale invece vivevano Anne Lister (la zia) e James (lo zio), due familiari che avranno una grandissima importanza nella sua vita.

Nel 1810 Anne incontra Isabella Norcliffe (soprannominata Tib) di 6 anni più grande e figlia di una famiglia ben introdotta nella buona società di York. Isabella ed Anne subiscono un’attrazione reciproca che sfocia ben presto in una relazione amorosa. Rimarranno sempre amiche, ma l’amore tra Anne e Tib finisce quando quest’ultima le presenta Mariana Percy Belcombe, nel 1812. Comincia proprio così la travolgente storia di Anne e Mariana, che tra alti e bassi durerà oltre vent’anni.

Nel 1813 muore l’unico fratello di Anne ancora in vita, Samuel, che annega in Irlanda. Questo evento, oltre ad essere una profonda ferita per lei, segna decisamente il suo futuro: scomparso l’unico discendente maschio di questo ramo della famiglia Lister, lo zio James designerà Anne quale erede di Shibden Hall.

Anne Lister si trasferisce in maniera permanente a Shibden Hall nel 1815, dove già vivevano la zia Anne Lister e lo zio James Lister. In loro Anne trova maggiore comprensione e sostegno, comincia ad interessarsi alla gestione delle proprietà e si dedica alla propria formazione ed istruzione. Soprattutto, comincia a viaggiare. Parigi, per la prima volta con la zia Anne nel 1819, sarà la sua città totem, quella dove tornerà più volte (vi risiederà addirittura per un paio d'anni tra il 1824 e il 1826) e dove nel 1829 riuscirà ad approfondire i suoi studi in maniera autonoma procurandosi libri, strumenti medici e persino porzioni anatomiche.

A partire dagli anni ’20, alle trasferte parigine Anne alterna tantissimi viaggi un po' ovunque: Galles e Lake District, Londra, Irlanda, Francia, Svizzera e Italia, Belgio, Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Norvegia... Il suo sogno è quello di raggiungere la Persia, passando attraverso la Russia, ma sarà proprio durante questo viaggio che Anne contrarrà una febbre che le sarà letale.

La gestione delle sue proprietà ed i viaggi occuperanno gran parte della vita adulta di Anne, e non smetterà mai di coltivare un’autentica passione per la letteratura e gli studi (da quelli umanistici a quelli scientifici). Prima di concludere il suo viaggio in questo mondo, Anne Lister riesce anche a coronare anche il suo desiderio di trovare una moglie con cui condividere i suoi viaggi e la sua vita quotidiana: nel 1834 si unisce ad Ann Walker in quello che considera a tutti gli effetti un matrimonio consacrato, e con lei attraverserà ancora l’Europa, aprirà miniere e vivrà sino alla fine dei suoi giorni.

La vita di Anne Lister è decisamente una grande avventura, sempre vissuta in prima linea con un’energia e un’attitudine propositiva incontenibili. Dai viaggi agli amori, tutto è assaporato e riferito con un’intensità tale da rendere ancora ogni volta incredibile il suo risollevarsi davanti agli affronti che costantemente deve subire, soprattutto per il suo essere donna, in un mondo fatto da e per gli uomini.

Anne Lister muore a 49 anni il 22 settembre 1840 nell'odierna Koutaisi, in Georgia. Sua moglie Ann Walker, che viaggia insieme a lei, ne farà comporre i resti e farà sì che, dopo un viaggio di quasi 8 mesi, le sue spoglie vengano sepolte nell'Halifax Minster il 29 aprile 1841.

Anne Lister e il suo tempo

Anne Lister è vissuta in un periodo storico cruciale, basti pensare alla rivoluzione industriale in piena partenza, al Reform Act, a un continente europeo ancora in tumulto dopo la lunga coda della Rivoluzione Francese ed il periodo napoleonico.

Gli scritti di Anne Lister ci forniscono lo sguardo e le considerazioni di una donna istruita e sempre ben informata, di una Tory convinta prima e soprattutto dopo il Reform Act del 1832. Nelle righe che dedica alle sue riflessioni politiche troviamo considerazioni spesso ruvide e poco compassionevoli, che non simpatizzano affatto per le istanze rivoluzionarie né del Regno Unito né del resto dell’Europa. Era il punto di vista ben poco empatico di chi in quel momento vedeva messo in pericolo il proprio potere e la propria posizione sociale.

Nei diari e nelle lettere di Anne Lister ritroviamo lo spaccato della società del tempo, che nelle comunità di Halifax e York oscillava tra il pettegolezzo da salotto e le pressioni politiche, tra formalità e retroscena a volte poco ortodossi.

Può risultare a tratti difficile pensare come una donna così conservatrice sia stata al contempo una pioniera dell’emancipazione femminile nel suo reclamare, in contrasto coi tempi, la libertà di studiare, di viaggiare e di vivere la propria omosessualità. Eppure proprio quest’apparente contraddittorietà ci aiuta a completare il ritratto di una persona acuta e umanissima, che ha avuto l’opportunità di vivere un tempo altrettanto straordinariamente vivo e importante.

Anne Lister imprenditrice e proprietaria terriera

Nel 1826, alla morte di suo zio James Lister, Anne ereditò la tenuta di Shibden Hall. Tuttavia ne doveva ancora dividere i proventi con il resto della famiglia, a cui il testamento dello zio aveva lasciato dei diritti vitalizi sugli introiti. Non si trattava una ricchezza che le consentiva di vivere nell'agio cui in realtà Anne ambiva, ma tanto le bastò per assecondare il suo desiderio di viaggiare attraverso l’Europa mentre si occupava della conduzione della tenuta.

Al momento dell’eredità, i possedimenti erano divisi tra pertinenze dirette della casa e terreni affittati ai mezzadri. Gli affitti degli immobili e dei terreni coltivabili rappresentavano la base delle entrate di Shibden, a cui si sommavano i ricavi dello sfruttamento di cave di pietra e miniere di carbone, nonché i diritti di transito su strade e canali, che erano abbastanza redditizi in quanto le vie d'acqua erano molto usate per il trasporto merci, dato che ancora non si poteva contare su una grande rete ferroviaria.

Anne aveva già cominciato ad interessarsi della gestione affiancando lo zio James dal 1815, quando si era trasferita in pianta stabile a Shibden Hall, e una volta divenutane completamente responsabile ne prende ancora più a cuore le sorti; aveva nel frattempo avuto modo di approfondire gli studi di Geologia e i suoi interessi per le nuove tecnologie, (che le sarebbero tornati utili nello sfruttamento delle risorse carbonifere), e di sviluppare quel senso degli affari che la rese un'avversaria temibile nelle negoziazioni di un'economia che stava cambiando profondamente, con il processo di industrializzazione ormai ben più che avviato.

A tal proposito, Anne stessa - menzionando uno dei suoi principali avversari nel mondo del carbone - annotava che "Mr. Rawson ha detto che nessuno, specialmente una donna, l'aveva mai battuto, e che io l'avevo battuto. La mia solenne risposta 'E' la nostra componente intellettuale a condurre gli affari, e quella non è definita dal genere o non dovrebbe esserlo'" (“Mr Rawson said he was never beaten but by ladies & I had beaten him. Said I gravely, ‘It is the intellectual part of us that makes a bargain & that has no sex, or ought to have none.’” - 24 dicembre 1832)

La mancanza di una discendenza diretta non impedì ad Anne di agire sulla proprietà con l'intento di migliorarla, espandendola con nuove acquisizioni e costruzioni.

Dopo la sua unione con Ann Walker (1834), Anne potè contare anche sulle notevoli ricchezze della compagna per raggiungere i suoi obiettivi, scavando ben due nuove miniere di carbone (ad oggi è ancora visibile il camino di areazione della Walker Pit) e modificando anche il corpo principale di Shibden Hall (la torre che ospita la biblioteca fu l'ultimo dei lavori eseguiti, che purtroppo poté godersi ben poco, perché completata appena prima della sua partenza per la Russia). Gran parte del paesaggio circostante la tenuta come lo vediamo oggi è, comunque, frutto della mente, del gusto e del lavoro di Anne, che ha effettivamente lasciato ai posteri una proprietà splendida.

Anne Lister e la sua identità

"Conosco il mio cuore, e comprendo i miei simili. Ma io sono fatta diversamente da chiunque abbia mai incontrato. Oserei dire che non v'è alcuno al mondo come me.“ (20 agosto 1823)

"I know my own heart and understand my fellow man. But I am made unlike anyone I have ever met. I dare to say I am like no one in the whole world.”

Anne Lister, citando Rousseau, affidava questo pensiero al suo diario. Carisma, carattere e contingenze hanno fatto sì che Anne Lister sia riuscita ad attraversare la gioventù mantenendo intatta e indomata la propria natura, senza indulgere in compromessi di circostanza.

Una rara (per quel tempo e non solo!) accettazione della sua identità sessuale da parte della sua cerchia familiare più stretta le hanno consentito di indagare, esplorare e ricercare la quadratura di una fisicità e di una sensibilità che non corrispondevano a quello che era il senso comune del tempo. La sua innata curiosità la portò ad approfondire gli studi di anatomia, anche per comprendere quanto di fisico potesse esserci nella sua attrazione verso il gentil sesso, una natura che ha sempre e comunque riconosciuto come la sua vera, autentica, da cui considerava peccato (proprio nel senso religioso del termine) deviare, perché avrebbe rappresentato un tradimento del progetto divino che proprio così l’aveva creata.

"Quando ci discostiamo dalla natura abbandoniamo la nostra unica guida certa, e da quel momento in avanti entriamo in disaccordo con noi stessi.” (10 luglio 1824)

“When we leave nature, we leave our only steady guide, and from that moment become inconsistent with ourselves.”

In questi termini, incredibilmente razionali e moderni, Anne Lister ha coniugato la propria omosessualità anche con la propria ferrea fede anglicana.

In aggiunta a questa elaborazione interiore, Anne doveva anche confrontarsi con il riflesso della sua identità sul suo aspetto esteriore. Riferisce ella stessa come i suoi comportamenti e il suo abbigliamento troppo mascolini in gioventù le fossero stati rimproverati da Mariana (Belcombe, uno dei suoi grandi amori), né le sono mai stati risparmiati gli affronti e le provocazioni: “al mio passare, la gente spesso osserva come io sembri un uomo. Mi è parso che stasera ciò sia accaduto più del solito. In cima a Cunnery Lane, al mio passaggio, tre uomini come al solito ‘quello è un uomo’ e uno ha chiesto ‘ti si rizza l’uccello?’ Non so come mai, ma stasera mi sento giù” (28 giugno 1818). Di tutto questo poteva sfogarsi solo confidandosi con sua zia Anne “dopo che mio zio era andato a letto, mi sono fermata con mia zia per ¾ d’ora accanto al camino della cucina, a parlare di quel che la gente dice di me, del mio sembrare un uomo, e dei loro insulti” (16 gennaio 1820) .

Con il tempo e con la maturità, Anne Lister si era creata un proprio stile: da lei sappiamo che era alta circa m1,66 (quindi ben al di sopra della media femminile del tempo, che era di circa m 1,55), e che pesava attorno ai 53,5 Kg , il che ci rende una figura che oggi definiremmo "in forma". Ma a completare il ritratto possiamo immaginare che sin dal 1817 Anne aveva cominciato a vestirsi completamente e solamente di nero, una decisione annotata programmaticamente nel diario.

“Mi sono vestita con una seta nera, la prima volta per una visita serale. Ho cominciato a dare corso al mio intento di vestirmi sempre di nero.” (2 settembre 1817)

“Went in black silk, the 1st time to an evening visit. I have entered upon my plan of always wearing black.”

Si stagliava così per le strade una figura che spiccava sicuramente rispetto alle dame dell’epoca, ma forse anche abbastanza austera da poter incutere soggezione a chiunque.

I diari di Anne Lister, specie nelle parti scritte in codice, ripercorrono tutta questa esplorazione condensandola talvolta in considerazioni incredibilmente chiare e lineari.

“Amo solo e soltanto il gentil sesso, e ne sono a loro volta ricambiata, il mio cuore si ribella davanti ad un amore diverso dal loro.” (29 gennaio 1821).

"I love, & only love, the fairer sex & thus beloved by them in turn, my heart revolts from any other love than theirs.”

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