Stagione 1

Episodio 8:
Stai ancora parlando?


Gentleman Jack nei diari di Anne Lister

In copertina: screenshot dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Ritroviamo Anne Lister già dopo la sosta parigina, mentre la sua carrozza attraversa il paesaggio tedesco in direzione di Copenhagen. In mano uno dei fedeli quaderni di viaggio e la penna. Ma non è da sola!

Avviso
Per restare fedeli ai diari, nella traduzione delle trascrizioni possono essere presenti trigger emotivi ed espliciti riferimenti sessuali.

Al momento di questa stesura, Gentleman Jack non era ancora andato in onda in Italia, per cui sono possibili divergenze rispetto ai dialoghi italiani, che qui riportiamo nella nostra traduzione, fedele agli script originali degli episodi della versione integrale, andata in onda su BBC.

Cliccando sulle date e sui riferimenti SH:7/ML/E/- è possibile aprire le pagine originali dei diari di Anne Lister sul sito WYAS.

Sophie Ferrall

Insieme ad Anne c’è Sophie Ferrall, nipote della sua amica Madame de Bourke che, quando Anne è andata a trovarla in Rue de Faubourg-Saint-Honoré, l’ha pregata di portarla via con sé in Danimarca, dalla sorella: la giovane aveva appena rifiutato di sposare un russo di vent’anni più grande e lei, ora, non sapeva che farne. Il viaggio in sua compagnia si prospetta interessante.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

A proposito di quel che l’aspettava, il 29 luglio 1833 Anne scriveva in una lettera a Lady Stuart “questo viaggio solitario potrebbe farmi bene. Mi farà capire quanto affidamento io possa davvero fare sulle risorse della mia mente. Dal momento in cui dovessero tradirmi, o minacciare di farlo, vedrò di fissare il mio rientro”.

Madame De Bourke era un’amica a cui Anne teneva molto, e a cui non mancava mai di far visita quando era a Parigi. Il suo nome da nubile era Maria Assunta Leonida Butini, ed era l'italianissima - di origini senesi - vedova del diplomatico danese Edmund De Bourke; il suo era uno dei salotti parigini che contavano e in cui era solita accogliere intellettuali e politici di livello internazionale. Il 30 luglio 1833 Anne aveva sentito da Madame De Bourke:

"Tutto riguardo il fatto che [Sophie] aveva rifiutato un russo con circa 2000 Sterline all’anno ma più vecchio di lei di 20 anni. La giovane ne ha 24. Madame de Bourke ha deciso di liberarsene. Le ho promesso che non avrei mai detto ciò che mi aveva raccontato, né lei ne avrebbe fatto parola con la ragazza stessa. Quando infine ho cercato di evitarlo, mi ha detto che sarebbe stata una cortesia, un favore, ed ho acconsentito. È incredibile, ho pensato. Beh ora, ad ogni modo, non sarò da sola."

Dal diario di Anne Lister, 30 luglio 1833, traduzione.

"Heard all the story of her refusing a Russian with with thousand sterling a year but 20 years older than herself the young lady twenty four Madame de B- [Bourke] determined to get rid of her I promised never to tell all she had told me and she not to say the girl herself she had told me when at last I rather fought off she said it would be a kindness a charity and I agreed how extraordinary thought I well I am at any rate companioned." Dal diario di Anne Lister, 30 luglio 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0089]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Qualche giorno dopo, Madame de Bourke accompagnò Sophie a incontrare Anne prima della partenza:

"Madame de Bourke e Madamoiselle Ferrall, una ragazza gentile e di bell’aspetto, sono venute alle 8 e ¼ e sono rimaste sino alle 8 ¾. La povera Madame de Bourke ½ morta per salire le scale semplicemente per vedermi e ringraziarmi di aver accettato la ragazza. Mi domando come andremo d’accordo e se sia un bene o meno che io l’abbia con me."

Dal diario di Anne Lister, 2 agosto 1833, traduzione.

"Madame de Bourke and Mademoiselle Ferrall, a nice pretty looking girl came at 8 ¼ and staid till 8 ¾ - poor Madame de Bourke ½ dead with coming upstairs merely to see and thank me for taking the girl I wonder how we shall get on together and whether it is for good or not that I shall have her." Dal diario di Anne Lister, 2 agosto 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0091]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Il giorno dopo, Anne venne invitata in Rue de Faubourg da Madame de Bourke e, al termine di una cena in cui la padrona di casa l’aveva veramente deliziata tra champagne e vini pregiati, concluse “Mademoiselle Ferrall mi è piaciuta. Una ragazza abbastanza carina. I suoi bagagli verranno mandati a Le Havre e spediti via mare a Copenhagen."

La compagnia di Sophie si rivelò in effetti un piacevole diversivo durante il viaggio per Anne, che già Il 23 agosto 1833 scriveva: "Miss Ferrall ed io andiamo molto d’accordo, ed è abbastanza chiaro che io le piaccia. Stasera ho detto scherzando se mi avrebbe aiutata ad arredare una casa: lo farebbe per me. Verrebbe ovunque e in qualunque posto. Sembra che lei e Madame De Bourke non vadano molto d’accordo e lei, Miss F- , non ha intenzione di tornare indietro" (cosa che invece fece qualche anno dopo, anzi: per la storia italiana Sophie diventò un personaggio molto interessante. Qui vi raccontiamo qualcosa in più su di lei).

Il 6 settembre 1833 Anne annota:

"Giocando con Miss Ferrall, ora siamo diventate molto amiche. Si è seduta sulle mie ginocchia stasera e mi ha baciata queste tre notti, ma io mi comporto in maniera assolutamente appropriata."

Dal diario di Anne Lister, 6 settembre 1833, traduzione.

"Playing with Miss Ferrall very good friends now she sat on my knee tonight and has kissed me these three nights but I do it all very properly." Dal diario di Anne Lister, 6 settembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0105]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Ancora l’11 settembre 1833, Anne era “seduta accanto al suo letto fino alle otto, e poi parlando e baciandola ogni tanto molto delicatamente e a modo, senza che lei facesse alcuna resistenza”. Non ci volle molto, però, perché le differenze tra le due e l’impazienza di Sophie – che aveva ormai premura di raggiungere la Danimarca – stancassero Anne, la quale alla fine non vedeva l’ora di affidarla alla sorella a Copenhagen!

Il viaggio

Le tappe del viaggio vengono lette da una zia Anne assolutamente rapita dalla lettera della nipote. Partiti da Parigi, via Meaux fino a Epernay, quindi attraversando il Lussemburgo e poi, passata la Mosella, l’ingresso in territorio prussiano. E, ancora, da Wittlich a Koblenz, attraverso il Lahn e poi a Marburgo, dove ha dovuto dormire vestita, per via del letto umidiccio. A Kassel è andata con Miss Ferral a visitare il Palazzo dell’Ercole: impressionante, sebbene le cascate fossero alquanto deludenti.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Il ritmo di viaggio di Anne fu davvero impressionante, e nonostante tutto riuscì a vedere moltissimo delle città che attraversarono – un dettagliato racconto di questo viaggio, fino a Copenhagen e ritorno, si può trovare nel libro “In the footsteps of Anne Lister”, pubblicato da Adeline Lim nel 2021 e qualche nota su questo periodo la trovate anche nel nostro speciale sulla lettera di Edward O'Ferrall. Alcuni passaggi possono rendere l’idea di come Anne annotasse tutto anche negli spostamenti:

"Un bel viaggio fino a Meaux, alle 7.40 all’Hotel de la Siréne, già hotel Du Place Royal. ¼ d’ora a trattare alla stazione di posta. Mademoiselle Ferrall ed io andiamo molto d’accordo."

Dal diario di Anne Lister, 18 agosto 1833, traduzione.

"Epernay ha una posizione molto bella, ai piedi di una ripida gola che attraversa una bianca collina calcarea. Arrivati alle 6.5 all’Ecu. Dall’esterno non promette meglio che a Meaux, ma pulito."

Dal diario di Anne Lister, 19 agosto 1833, traduzione.

"Entrati dalla prima porta del Lussemburgo all'1.36 e arrivati all’hotel de Cologne. La proprietaria una donna in carne e gioviale. Passeggiato in città. La Piazza d’armi. Visitato una libreria abbastanza buona (Scheids’) nella strada principale. Nulla di notevole in città eccetto la fortezza, ma diverse cose interessanti nei dintorni. Non c’è una guida del Lussemburgo."

Dal diario di Anne Lister, 22 agosto 1833, traduzione.

"Arrivati alla piccola locanda a Wittlich alle 7.5. Ho trattato per avere cena, colazione e letti per tutti noi (vino incluso) a 4 Talleri. Cena dalle 8 alle 9 e ½ . Scritto quanto sopra su oggi. Miss Ferrall ed io condivideremo la stanza per la prima volta."

Dal diario di Anne Lister, 24 agosto 1833, traduzione.

Dopo Koblenz, il 27 agosto si fermarono a Marburgo e poi il giorno dopo a Kassel, dove Anne scrisse “le gambe mi han fatto male tutto il giorno e mi sono presa un raffreddore così brutto (forse il mio letto era umido ieri notte?) che non sono riuscita a cenare” (28 agosto 1833).

Peccato per lei che il 29 agosto 1833, di nuovo, “il letto era alquanto umidiccio, ma ho dormito nel mio cappotto etc. ho passato una buona nottata e per quello mi sento meglio stamattina, anche se il raffreddore mi dà ancora fastidio”.

A Kassel:

"Il Palazzo d’Ercole, castello dell’acqua o comunque lo chiamino, è il grande edificio irregolare sormontato da una gigantesca statua di bronzo, che si vede da qualunque direzione si arrivi a Kassel. Le famose cascate partono ai piedi dell’edificio, ma sono state fuori uso a lungo, e la costruzione stessa è puntellata dal retro […] Salita alla fine per 3 o 4 scale all’interno della statue di Ercole. Magnifico panorama dal balcone dell’edificio che circonda la torre in cima alla quale c’è l’Ercole. Una bella vista su Cassel [sic] – come se il palazzo fosse ai nostri piedi, e poco lontano sulla destra, circondato da un faggeto, il vecchio castello di Löwenburg. Tutto incantevole, ma purtroppo stanca di aspettare le insulse cascate, di sotto, alle 4.25; se fossero state continue sarebbe stato un bello spettacolo, ma il pensiero che ci fosse tanta gente ad attendere una semplice esibizione di pochi minuti due volte a settimana (la domenica e il giovedì) l’ha reso alquanto infantile. Ad ogni modo, la fontana era molto carina per i dieci minuti in cui ha funzionato."

Dal diario di Anne Lister, 29 agosto 1833, traduzione.

"The palace d’Hercule chateau d’eau or whatever they call it, is the huge rough building surmounted by a gigantic bronze statue, that one sees from all directions approaching Cassel [Kassel] - the famous water works commence the fall from the ft of the building - but all has been long out of order, and the great building itself is propped from behind [...] went up last by 3 or 4 ladders into the very body of the Hercule - magnificent prospect from the platform of the building round the foot of the steeple on the top of which is places the Hercule - fine view over Cassel [Kassel] - the palace almost as it were at our ft - and at a little distance right embossed in beech woods the old castle of Löuvenburg (Lionbourg) [Löwenburg] - all charming but sadly tired of waiting for the insignificant cascades below at 4 25/.. - had they been constant, the scenery would have been very pretty." Dal diario di Anne Lister, 29 agosto 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0102]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Ancora oggi, la recensione di Anne Lister ha una sua ragion d'essere, perché lo spettacolo delle cascate all’Ercole di Kassel si svolge sempre con le tempistiche di allora.

Tre pagine di buoni consigli

Durante il viaggio, Anne scrive alla zia di aver ricevuto notizie dalla Scozia tramite una lettera di Elizabeth Sutherland, che zia Anne le ha inoltrato ancora a Parigi. Pare che Ann Walker non stia meglio ed Anne le ha subito risposto, mandando a Mrs. Sutherland una lettera di ben tre pagine, piene di buoni consigli. Spera di averne notizie una volta a Copenhagen.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Anne era ancora a Parigi l’8 agosto 1833 quando ricevette, tramite la zia, la lettera di Elizabeth Sutherland:

"Mrs. S- [Sutherland] è preoccupata per sua sorella. La salute fisica è migliorata, almeno è un po’ più in carne, ma ancora (pare?) lo stato d’animo non è migliorato. ‘Da quanto mia sorella ha più volte ripetuto, sono consapevole che non esista altra persona dalla quale si farebbe influenzare così tanto, e il mio solo conforto è che attraverso il vostro intervento e il vostro ascendente lei potrebbe essere incoraggiata a fare ciò che può giovare alla sua felicità. Al momento non è sicuramente in grado di prendere decisioni da sé. Attendo con ansia di sentire vostre notizie e di sapere dove posso indirizzarvi le mie lettere con la certezza che le arrivino. Sinceramente vostra, vi saluto, mia cara Miss Lister.’ Che cose straordinarie accadono!"

Dal diario di Anne Lister, 8 agosto 1833, traduzione.

"Mrs S- [Sutherland] perplexed about her sister - better in bodily health, at least fatter, but still (it seems?) no better in spirits - ‘I am aware, from what my sister has repeatedly stated, that there is no individual living by whom she would be so much influenced, and my only consolation is that thro’ your kind interference and influence she may be directed to do that which will promote her happiness - as at present she is certainly unable to judge for herself anxiously expecting to hear from you and where I can address you with a certainty of my letter reaching you I am my dear Miss Lister very sincerely yours - how extraordinary things happen!." Dal diario di Anne Lister, 8 agosto 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0092]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Questa è la lettera di tre pagine piene di buoni consigli che il 9 agosto 1833 Anne Lister si affrettò a scrivere alla sorella di Ann Walker:

"Mia cara Mrs. Sutherland, ho ricevuto la vostra lettera ieri, e non ho indugiato nel rispondervi e nell’esprimervi il mio più sincero rammarico perché la salute di vostra sorella non si è ancora del tutto ristabilita. Spero che quanto avete omesso di scrivermi non sia importante, poiché ho riflettuto un po’ su quanto possa essere accaduto al punto che forse ho compreso abbastanza, almeno quanto voi volete. Quando vostra sorella lasciò casa, ero consapevole del fatto che sarebbe stato necessario qualcosa di più di una semplice visita da voi, e che presto o tardi l’avreste scoperto. Ero altresì consapevole del fatto che Lidgate non fosse il luogo ove ella potesse essere lasciata da sola, e lei stessa ricorderà con quanta sincerità io gliel’abbia più volte fatto presente. Vi prego di mostrarle questa lettera e dirle, se il mio ascendente è ancora saldo, che io sono certa che se lei seguirà il mio consiglio –con la vostra approvazione e sotto la vostra supervisione- io mi esprimerò in tal senso senza riserve, con tutti i mezzi che ho, per provare quanto io veramente tenga a lei. Innanzitutto è necessario verificare le reali condizioni di disagio patologico di cui la mente sta soffrendo. Non ho fatto parola con alcuno della mia opinione personale sull’argomento, ad eccezione di vostra zia Miss Walker, appena prima della mia partenza, e del Dr. Belcombe, per la cui discrezione e parola nutro il medesimo rispetto che ho verso la sua esperienza e capacità di trattare questa particolare branca della medicina. Vi raccomando caldamente di scrivergli per porre vostra sorella sotto le sue cure, e che le sia affiancata una persona adeguata ed in una sistemazione con ogni agio che possa arrecarle buon umore. Non dovete temere, potrete lasciare tranquillamente tutto nelle sue mani. Egli ben conosce questo tipo di situazioni e farà di tutto, per il proprio interesse così come per il mio, dal momento che ben sa quanto io mi senta coinvolta. Dovrete far presente il vostro desiderio che la cosa non venga resa nota. Vostra sorella potrà assumere qualunque nome desideri, in quel periodo, e voi nel frattempo potrete gestire sia le amicizie che gli affari per lei, senza che alcuno sappia che lei non è più lì con voi. Io le ho sempre detto tutto chiaramente, senza mai nasconderle nulla. In qualche modo, le avevo anche già suggerito questo piano in precedenza. Trasmettetele il mio affetto e ditele che, se solo lei acconsentirà a seguire i miei accorati consigli, sono convinta che poco alla volta sarà più felice e starà meglio. Lunedì partirò da qui per Copenhagen. Qualunque corrispondenza indirizzata là a Madame Lister presso Messrs. Kortwright - Banchiere, sarà al sicuro e mi sarà recapitata al mio arrivo, fra circa tre settimane. Distinti saluti al Capitano Sutherland e un pensiero al recupero di vostra sorella. Credetemi, mia cara Mrs. Sutherland, sinceramente vostra, Anne Lister […] Non posso chiudere questa mia lettera senza pregarvi ancora una volta di portare il mio affetto a vostra sorella, con la rassicurazione che può star certa che io farò tutto ciò che è in mio potere per lei e che, pur avendomi ella troppo spesso impedito di farlo, non mi dissuaderà dal tentare qualunque cosa mi sia ancora possibile. Ditele di ponderare quanto ho caldeggiato, e di non respingere l’idea troppo avventatamente. Il trasferimento e un esperto trattamento medico sono, innanzitutto, assolutamente e urgentemente necessari. Le mezze misure non servono, e quelle deboli di rado funzionano."

Dal diario di Anne Lister, 9 agosto 1833, traduzione.

La parte finale della lettera in cui si legge: "I cannot close my letter without again begging you to give my love to your sister, with a repetition of the assurance, that she may count upon my doing all I can for her, and that her having too often prevented my doing the best I could, will never deter me from whatever may remain in my power - tell her to consider what I have urged and not reject it too hastily - Removal and skilful [skillful] medical treatment are, in the 1st instance absolutely and immediately necessary - Half measures never answer and feeble ones but seldom." Dal diario di Anne Lister, 9 agosto 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0093]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

L'ha persino disegnata

In Scozia, nel frattempo, la preoccupazione per lo stato mentale di Ann è una costante per sua sorella Elizabeth, mentre il cognato ha un approccio decisamente più noncurante e patriarcale. Elizabeth sospetta che egli abbia bruciato proprio l’ultima lettera giuntale da Anne (quella dei consigli, contenente anche i suoi recapiti danesi), per interrompere i contatti con lei, che giudica un’autentica ossessione: Ann è arrivata persino a disegnarla nelle pagine del proprio quaderno!

Dall'episodio "Why've You Brought That?", Gentleman Jack S01E07, © BBC/HBO/Lookout Point.

Il ritratto che viene mostrato sullo schermo (già nell’episodio 7 si vedeva Ann tracciarlo) si rifà a una delle pochissime immagini di Anne Lister che ci sono arrivate. Il 21 novembre 1822 Anne scrive riguardo al ritratto:

"Poi da Mrs. Taylor, sono tornata da lei in un’ora dopo essere stata a Northgate nel frattempo. Ho posato per circa un’ora, durante la quale lei ha chiuso la bocca ed estremamente migliorato il ritratto, rendendo una somiglianza incredibile […] La somiglianza mi è parsa così forte che non ho potuto che ridere. È arrivata mia zia e ha riso anche lei, concordando sulla grande somiglianza. Stessa cosa mio zio. Siamo tutti molto soddisfatti, gli altri dicano quel che vogliono."

Dal diario di Anne Lister, 21 novembre 1822, traduzione.

"From the bank went to Mrs. Taylor – returned to her in an hour (having been at Northgate in the meantime) sat nearly an hour during which she closed the mouth improved the picture exceedingly, and made it an admirable likeness […] the likeness struck me as so strong, I could not help laughing – my aunt came up, and laughed too, agreeing that the likeness was capital Ditto my uncle – we are all satisfied let others say what they may." Dal diario di Anne Lister, 21 novembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/6/0070]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Del ritratto custodito oggi a Shibden Hall, invece, sappiamo che si tratta di un’opera di Joshua Horner che Anne stessa aveva in certo qual modo suggerito ad Ann nel 1839: “Vorrei che A- [Ann Walker, anzi Adny (talora Adney), come Anne Lister scrisse in una lettera alla zia il 13 giugno 1834 “Miss Walker, che in futuro chiamerò Adney, sta abbastanza bene”] chiedesse al figlio di Horner di farle un ritratto ad olio, e anche il mio, se è abbastanza talentuoso da ritrarci in maniera soddisfacente” (7 febbraio 1839).

Anne Lister, ritratto (presumibilmente risalente al 1822), modello per il ritratto riprodotto in Gentleman Jack.

Anne Lister in un ritratto di Joshua Horner (1843).

Purtroppo questo quadro fu realizzato solo nel 1843, postumo alla morte di Anne, e non è dato ad oggi sapere se quello di Ann sia mai stato realizzato. Il padre di Joshua, John Horner, era invece un paesaggista ben noto ad Anne Lister.

Copenhagen

Un tipico meteo nordico vede Anne sbarcare a Copenhagen. La sua carrozza sta per essere sbarcata sotto il diluvio e, subito, incontra i de Hagemann che la accompagnano all’Hotel Royale. Mentre controlla che tutto nella sua suite sia come vuole, Anne riceve da Mr. de Hagemann un plico di lettere indirizzate a lei. Ma, purtroppo, la lettera che più avrebbe desiderato ricevere non è tra quelle: nessuna risposta dalla Scozia.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Il 18 settembre 1833 Anne Arrivò a Copenhagen:

"M. de Hagemann mi ha raggiunta sulla nave a bordo di una scialuppa - dato istruzioni per la carrozza etc., sbarcati alle 12 e ¾ - mi ha portata a casa sua, dove mi sono trattenuta qualche minuto con Lady Harriet (mentre lui accompagnava Miss Ferral a casa, dalla Contessa Blucher), dopodiché Lady Harriet mi ha accompagnata all’Hotel Royale, dove siamo arrivate all’1 e 25 – si è fermata 25 minuti- ha visto che il mio letto era pronto e tutto era a posto, poi è andata a casa e i loro cavalli hanno portato dalla dogana la mia carrozza, su cui nulla è stato toccato – i miei bauli, le casse etc. non sono nemmeno state aperti – niente di più gentile dei de Hagemann."

Dal diario di Anne Lister, 18 settembre 1833, traduzione.

"M. de Hagemann came off in a little boat to me on the streamer - ordered about the carriage etc. landed at 12 ¾ - took me to his house where I sat a few minutes with lady Harriet (while he took Miss Ferral home to Comtesse Blucher’s) and then Lady Harriet brought me to the Hotel Royal where we alighted at 1 25/.. - she staid 25 minutes - saw my bed made and all comfortable then went home and their horses brought my carriage from the custom house where nothing was disturbed - my imperials and boxes etc not even opened - nothing can be kinder than the de Hagemanns." Dal diario di Anne Lister, 18 settembre 1832, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0114]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Erano arrivate alcune lettere per lei presso di loro che le diedero subito, ma fu il giorno dopo che “Mr. De Hagemann mi ha dato una lettera di 3 pagine e un po’ da M- [Mariana] Leamington del 21 agosto e 7 settembre […] Nessuna lettera per me da Mrs. Sutherland – forse non ha gradito la mia ultima. Beh, io sono tranquilla. Tutto quello che voglio è farmi bastare le mie entrate.” (19 settembre 1833).

Vita di società

I contatti di Anne la coinvolgono subito in cene fra nobili e dignitari, ed è ancora una sua lettera, letta a tutta la famiglia da Marian, a descrivere le giornate a Copenhagen, tra lunghe camminate quotidiane, visite e shopping con le sue amiche danesi. Presto potrà anche lasciare l’hotel e sistemarsi finalmente in un appartamento per conto proprio, per fermarsi almeno sino alla primavera.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Come sempre, le giornate di Anne erano piene e ben organizzate. Prese lezioni di Tedesco: “ricevuto Mr. Christiani alle 12 circa per quasi un’ora, verrà domani fra le 9 e ¾ e le 10 per cominciare le mie lezioni” (24 settembre 1833), e da quel novembre anche con Mr. Sartman. La sua vita sociale era costellata dalla compagnia della Contessa Blücher (sorella di Sophie Ferrall), dei de Hagemann e dei Browne, e faceva quasi quotidianamente lunghe camminate sulla strada per Roskilde (verso Fredricksberg) e sulla Langelinie (dal lato opposto, dove oggi si trova la statua della Sirenetta).

Il 17 novembre 1833 ad Anne vennero anche finalmente “consegnate le chiavi del mio nuovo appartamento, al 158 di Amaliagade [Amaliegade]”, una strada prestigiosissima nei pressi del palazzo reale.

Vi vestite sempre di nero?

Durante una cena, la Contessa Blücher dice ad Anne che deve essere assolutamente presentata alla regina: non è possibile avere una vita sociale degna di tale nome a Copenhagen senza essere introdotta ufficialmente a corte. Mr. de Hagemann penserà a tutto e, se farà presto, Anne potrebbe persino essere invitata al ballo per il compleanno della Regina! Al suo debutto a corte Anne commette un errore, di cui riderà con le amiche: scambia una delle dame di corte per la Regina. Questo equivoco, però, non le impedisce una breve quanto interessante (e franca) conversazione con la sovrana, che le chiede incuriosita se lei vesta sempre in nero. Se verrà al suo ballo, come sua maestà spera, Anne dovrà adattarsi al bianco.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

"Mr. B- [Browne] molto cortese ed educato […] gli ho chiesto dell’introduzione a corte. Ho fatto presente che non ero mai stata presentata a corte in patria. Sarà lieto di presentarmi. Non è indispensabile, ma ho capito che non potrei avere accesso alla [buona] società senza essere stata a corte. Ho detto che ci avrei pensato e gli avrei fatto sapere."

Dal diario di Anne Lister, 7 ottobre 1833, traduzione.

"Mr. B- [Browne] very civil and obliging […] asked him about going to court - mentioned my not having been presented at home - will be happy to present me - not necessarily but owned I could not get into the society without going to court - said I would consider of it and let him know." Dal diario di Anne Lister, 7 ottobre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0120]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Difatti, il qualche settimana più tardi Anne Lister debuttò alla corte di Danimarca, venendo presentata alla Regina Maria Sofia Federica d’Assia-Kassel, moglie di Re Federico VI. Si preparò con molta cura per l’evento il 23 ottobre 1833:

"[Ho indossato] l’abito di seta nera, nulla attorno al collo eccetto la mia pelerina chiara, ho messo le calze di seta nere più delicate che avevo, e scarpe di seta.""

Dal diario di Anne Lister, 23 ottobre 1833, traduzione.

"[Dressed] black satin gown. nothing over my neck but black blonde pelerine, my thinnest black silk stockings and silk shoes". Dal diario di Anne Lister, 23 ottobre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0125]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

"Sfortunatamente ho scambiato la dama di compagnia per la regina (a causa del grande nastro con l’ordine e la stella), ma me la sono cavata abbastanza bene e non ci ho fatto più caso di tanto, come avrei potuto. Circa 10 minuti di udienza con la Regina, età circa 65 (?) una figura minuta e curata che pare molto in salute, ma peccato per il troppo trucco. Molto gentile e ben disposta. Poi con la Principessa Caroline, la figlia del Re che era stata ustionata - la sua gola e la parte inferiore del volto portano ancora grosse conseguenze dell’incendio. Circa 5 minuti con lei, affatto da udienza come la regina, non aveva granché da dire di suo, ma molto gentile."

Dal diario di Anne Lister, 23 ottobre 1833, traduzione.

"Unluckily took the chief maid for the queen (because of her broad red riband order and star got over it well enough and did not care so much as I might have done – about 10 minutes audience of the queen aetatis about 65?, a nice neat little figure looking very well but sadly too much rouged – very gracious and agreeable – then to Princess Caroline the King’s daughter that was burnt – her throat and lower part of her face still bearing strong traces of the fire – about 5 minutes with her – not au fait at audiences like the queen – not much to say for herself but very civil." Dal diario di Anne Lister, 23 ottobre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0125 & SH:7/ML/E/16/0126]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

In realtà il nero di Anne non doveva apparire troppo stravagante in quel momento dato che, come lei stessa scrisse sempre quel giorno, nelle corti si portava ancora il lutto per la morte del re di Spagna Ferdinando VII (scomparso il 29 settembre di quell’anno). Eppure questo ci riporta alle pagine di diario di molti anni prima, al 2 settembre 1817:

"Ho passato tutta la mattina a risistemare un vecchio paio di scarpe in camoscio nero, e preparando le mie cose per andare a prendere un tè a Cliff Hill. Appena vestita sono andata a prendere un tè con le Miss Walker di Cliff Hill [zie di Ann Walker]. Sono andata vestita in seta nera. Per la prima volta (a una visita serale) Ho cominciato a dare corso al mio intento di vestirmi sempre di nero."

Dal diario di Anne Lister, 2 settembre 1817, traduzione.

"Spent the whole of the morning in vamping up a pair of old black chamois shoes and getting my things ready to go and drink tea at Cliff Hill - as soon as I was dressed went to drink tea with the Miss Walkers of Cliff Hill - went in black silk - the 1st time (to our evening visit) I have entered upon my plan of always wearing black." Dal diario di Anne Lister, 2 settembre 1817, trascrizione, [SH:7/ML/E/1/0036]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

In realtà, nei diari Anne non scrisse esplicitamente di un collegamento tra questa decisione e il matrimonio di Mariana con Charles Lawton, avvenuto l’anno prima.

Ad ogni modo, una settimana dopo il suo incontro con la regina, Anne si preparava al gran ballo della sera il 30 ottobre 1833 “il parrucchiere francese è venuto alle 3 e ½ e mi ha sistemato i capelli – ci ha messo 2 [piume di] uccelli del paradiso” e la sera durante il ricevimento “la Principessa Christian ha ammirato la mia acconciatura. Ho detto che mi aveva causato uno spavento. Si era guastata e Mrs. Brown l’aveva sistemata. Una delle dame di corte della regina ha osservato la mia splendida mise chiara e ha chiesto ‘non è forse di Parigi?’ [ho risposto] Sì, ma l’ho presa qui. Ero in nero e non avevo nulla di bianco con me.”


Curiosità: la musica usata nel'episodio, su cui Anne e Sophie danzano insieme al ballo della Regina, è "Les Cyclopes" del compositore e clavicembalista Jean-Philippe Rameau.

Notizie da casa

Nel suo luminoso appartamento danese, Anne legge con preoccupazione una lettera giuntale da Halifax: il Dr. Kenny le comunica un rapporto dettagliato sulla salute di sua zia. Il linguaggio medico, sollecitato da Marian, le è chiarissimo: la situazione sta peggiorando visibilmente e, per quanto incerta nell’evoluzione, la malattia potrebbe portarla via prima che Anne possa tornare dal suo viaggio. L’idea di non vedere più sua zia è impensabile, la decisione di tornare a Shibden di corsa è presa all’istante: Eugénie!

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Anne aveva avuto davvero poco tempo per sistemarsi nel suo nuovo appartamento in Amaliegade 158, quando il 19 novembre 1833 scrisse:

"Appena prima ho ricevuto una lettera, le prime due pagine del Dr. Kenny e la terza e la chiusura di Marian: mia zia, dice il Dr. Kenny, ‘ versa attualmente in uno stato di salute estremamente precario. Entrambe le gambe sono alquanto edematose da un po’ di tempo, ma una lo è stata in modo particolare nelle ultime settimane, e la piccola ulcera che vi si era formata recentemente ha assunto un aspetto poco rassicurante: sicuramente negli ultimi giorni si è espansa rapidamente per via di una cancrena della pelle e delle membrane cellulari circostanti. Al momento ha ancora dei margini ben definiti, ma la pelle non si è ancora del tutto aperta - nelle delicate condizioni di salute in cui versa vostra zia attualmente, è impossibile dire se [...] La cancrena potrebbe in qualunque momento ricominciare ad espandersi, e distruggere la vita molto prima che voi possiate rientrare in patria."

Dal diario di Anne Lister, 19 novembre 1833, traduzione.

"Just before had letter 1st 2 pages from Dr. Kenny, 3rd page and ends from Marian my aunt, says Dr. Kenny 'is at present in an exceedingly precarious state of health – both legs have been more or less oedematous for some time past, but one in particular became very much so within the last few weeks, and a small ulcer which lately formed upon it, has assumed a most unhealthy aspect: indeed within the last few days, it has increased rapidly in extent by a gangrenous state of the surrounding skin and cellular membrane. At present it has a defined margin, but the slough has not yet wholly separated – in the enfeebled state in which your aunt’s general health is found at the present day, it is impossible to say whether the gangrene may at anytime extend rapidly beyond the present limits, and lead to a fatal termination [...] Gangrene possibly may upon any day extend rapidly and destroy life long before you could possibly arrive in this country'." Dal diario di Anne Lister, 19 novembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0138]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Le righe di Marian erano meno scientifiche:

“So che non puoi tornare a casa, la zia non è a conoscenza di alcun rischio e sarebbe per lei un enorme shock […] le ho chiesto se le potrebbe far piacere che tu fossi qui, fossi in lei ti manderei a chiamare, ma lei ha detto di no, che non le potresti fare nulla. Avevo già detto qualcosa del genere in precedenza, ma lei pensava fosse una sciocchezza, sebbene se fosse in pericolo desidererebbe vederti."

Dal diario di Anne Lister, 19 novembre 1833, traduzione.

"I know you cannot come home, for my aunt has no idea of any danger, and I fear it might be a great shock to her. [...] said, if she would like to have you here, were I her, I would send for you, she said no, you could do her no good – I had before said something of the sort, but she thought it nonsense tho’ were she in danger she should wish to see you." Dal diario di Anne Lister, 19 novembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0138]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Alla luce di questa lettera, Anne aggiunse “sia Marian che il Dr. Kenny sono sempre stati due allarmisti. Ma io non so davvero che pensare."

Il 28 novembre 1833 un’altra lettera le fa prendere la decisione di partire: “Lettera congiunta da mia zia e da Marian, forse l’ultima che la mia povera zia potrà scrivere. Supponendo che il mio viaggio possa durare un mese, il Dr. Kenny pensa che forse farei in tempo a tornare per vederla. Partirò immediatamente. Dovevo essere pronta per i de Hagemann stasera prima di cena. Sono rimasta a fissare la mia lettera. […] Più tardi mi sono fermata, raccontando - il cielo sa con quanto dolore - della mia povera zia e del mio ritorno. Mr. de Hagemann mi ha raccomandato di restare calma, poiché non avrei potuto essere d’aiuto tornando. L’ha girata sui miei costi e sulla mia salute, e su ciò che la gente avrebbe pensato e detto al riguardo. A casa alle 11 e ½, bella giornata, ma ventosa”.

Il mare del nord

Anche Ann, in Scozia, ha preso la decisione di tornare ad Halifax e si fa venire a prendere dai cugini Priestley, lasciando la sorella e il cognato. I viaggi delle due donne corrono paralleli, ma non con gli stessi agi: se la cosa più dura per Ann Walker è sopportare la noiosa compagnia di William ed Eliza, tornare da Copenhagen attraverso il Mare del Nord in questo periodo dell’anno è ben più rischioso (come più avanti ringhierà Anne in faccia al Dr. Kenny), per non parlare del mal di mare.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Anne Lister lasciò Copenhagen già due giorni dopo l’ultima lettera.

"Via alle 3.55 da Copenhagen, col rimpianto di lasciarsi alle spalle una gentilezza così sincera e lusinghiera, eppure profondamente desiderosa di essere a casa in tempo per vedere la mia povera zia ancora in vita. Eugénie ed io dentro, Lord Hillsborough e Thomas dietro."

Dal diario di Anne Lister, 30 novembre 1833, traduzione.

"Off at 3 55/.. from Copenhagen, with regret to leave behind so much real and flattering kindness yet deeply anxious to be home in time to see my poor aunt alive – Eugénie and I inside – Lord Hillsborough and Thomas behind." Dal diario di Anne Lister, 30 novembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0142]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

I suoi amici a Copenhagen le avevano affiancato per il viaggio Lord Hillsboroug, un militare britannico allora distaccato in Danimarca che possedeva un passaporto da corriere diplomatico: questo avrebbe loro garantito la priorità ai cambi di cavalli nelle stazioni di posta, velocizzando molto il ritorno.

Dopo un viaggio attraverso le Belt danesi e via Amburgo, il 6 dicembre 1833 Anne e la sua compagnia giunsero a Cuxhaven, in Germania, e la sera salirono “a bordo della Columbine alle 9 (dopo un lungo passaggio a remi su una piccola scialuppa)”.

Tuttavia il tempo in quel periodo dell’anno era veramente inclemente e ancora due giorni dopo erano lì con “forti pioggia e vento tutta la notte. Per evitare il rollio, nella notte il comandante ci ha rinforzati ai frangiflutti di legno. Il vento era così forte che abbiamo rotto gli ormeggi e a mezzanotte siamo andati a fracassarci contro la banchina, rompendo il bompresso” (8 dicembre 1833). Il viaggio proseguì degnamente:

"La pioggia mi ha fatta tornare alla mia cabina e questo, insieme al mare grosso, mi hanno subito fatta star male. Mi sono buttata sulla panchetta imbottita ai piedi delle cuccette e sono stata male vomitando quasi ininterrottamente per le undici ore successive -sebbene verso le 10 di notte mi sia trascinata al buio nel bagno e sia riuscita ad avere una discreta evacuazione. Almeno qualcosa di buono per il mio mal di mare. Poco dopo aver lasciato il fiume, il vento è entrato a nostro favore. Verso sera la nave rollava così tanto che niente che non fosse ben fissato era più al suo posto. Il mio tavolo e la sedia si sono capovolti e sono scivolati giù, la mia candela dentro una bacinella incastrata nel fondo del tavolo e il candeliere traballava così tanto nella bacinella che non ho potuto trattenermi dal ridere. Meglio sulla panchetta che nella cuccetta, e anche più comodo per la nausea, così mi sono appoggiata lì nel mio cappotto e col cappello di pelliccia, con la mia valigia come cuscino."

Dal diario di Anne Lister, 12 dicembre 1833, traduzione.

"Rain sent me to my cabin, and this and the rough water made me sick immediately – threw myself on the hair covered bench at the foot of the cots and sick and retching almost incessantly for the next eleven hours – tho’ somehow about ten at night crawled in the dark into the water closet and had a tolerable motion. so far a good effect of my sickness the wind was soon after getting out of the river in our favour – towards evening the vessel rolled so tremendously nothing not very fast could keep its place – my table and stool were turned upside down to slide about that way – my candle was set in a basin jammed in the table bottom the candlestick danced about so in the basin I could scarce help laughing – cooler on the bench than in the cot, and more convenient for being sick, so there I lay in my cloak and fur travelling cap with my travelling bag for a pillow". Dal diario di Anne Lister, 12 dicembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0148]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Il 15 dicembre 1833, passata Gravesend, Anne sbarcò a Londra. I diari mostrano un vuoto di quattro pagine dopo il 15 dicembre, che sicuramente contava di reintegrare in seguito, ed Anne riprese a scrivere solo il 21 dicembre 1833, quando era ormai già arrivata a Shibden Hall dopo una tappa a Lawton da Mariana (di cui sappiamo per un cenno a un libro che Anne fece più tardi, il 16 settembre 1834: “I disegni italiani di Coxe, l’edizione del 1815 è troppo datata-presa in prestito quando ero a Lawton lo scorso dicembre - devo spedirla con la corrispondenza di oggi”).

Di nuovo a Shibden

Anne arriva finalmente a Shibden Hall e si lancia sulle scale senza tanti convenevoli, ansiosa di rivedere la zia. Per fortuna le condizioni dell’anziana donna sono decisamente migliori di quel che le era stato prospettato e lo sfogo di rabbia con il Dr. Kenny, che l’aveva così allarmata nella sua lettera, evapora insieme al suo terrore di non rivederla viva.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Il diario di Anne riprende il 21 dicembre 1833 e la ritrova già in piena routine (era arrivata a Shibden due giorni prima il 19 dicembre). In una lettera scritta quel giorno a Lady Stuart:

"Ho trovato mia zia molto meglio di quel che credevo possibile, dati i resoconti estremamente preoccupanti che avevo ricevuto. È sicuramente in condizioni di salute precarie, e soffre parecchio. Ma, se dovessi far affidamento solo sulle mie impressioni personali, direi che il pericolo era meno imminente di quanto mi era stato paventato, e che potrà vivere ancora per un bel pezzo, almeno molti mesi. Non temo che non riesca a passare l’inverno, a meno che intervengano cambiamenti improvvisi che al momento non ho ragione di aspettarmi. Era felicissima di vedermi, e aveva sperato nel mio ritorno al punto che non mi pentirò mai di non aver esitato al riguardo. Resto comunque convinta che gli aggiornamenti avrebbero potuto tranquillamente essere tali da consentirmi di restare dov’ero fino alla primavera."

Dal diario di Anne Lister, 21 dicembre 1833, traduzione.

"Found my aunt a great deal better than it was possible to expect from the very alarming accounts I had received – she is certainly in a precarious state, and suffers a great deal; but, if I might venture to depend at all upon my own judgement, I should say the danger was less imminent than it had been represented, and that life might be prolonged for a considerable time, at least for many months – I have no fear of her not getting over the winter unless there should be some sudden change which I do not at present see any reason to apprehend - she was delighted to see me, and had counted upon my coming, that I shall never repent not having hesitated about it - but I feel persuaded, the account might safely have been such as to have permitted my remaining where I was till spring." Dal diario di Anne Lister, 21 dicembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0151]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Zia Anne Lister era stata per Anne la vera figura materna di riferimento sin dall’infanzia; ripensandoci ancora qualche mese dopo, in una lettera all’amica danese Lady Harriet de Hagemann, scrisse:

"La mia povera zia sta patendo un vero martirio, e potrebbe ancora sopravvivere alcuni mesi. Furono le sue braccia le prime a tenermi, il suo affetto quello di una madre. E alla sua generosità e mente aperta devo la metà degli agi della mia gioventù. La vedo scendere nella tomba lentamente, dolorosamente e a una tale velocità che nemmeno il cuore di un estraneo potrebbe restarne insensibile, né il suo animo più leggero. Mi sentirò sola, quando lei non ci sarà più."

Dal diario di Anne Lister, 9 marzo 1834, traduzione.

"My poor aunt suffers a martyrdom and may well survive some months It was her arms that first held me – hers was like a mother’s care, and to her liberal kindness, were owing half the comforts of my early life I see her sinking slowly, painfully into the grave, and at such a time the heart even of a casual bystander would not be hardest, nor his spirits lightest I shall feel lonely when she is gone". Dal diario di Anne Lister, 9 marzo 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0178 & SH:7/ML/E/16/0179]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

In tutto questo, naturalmente, qualche giorno dopo il proprio rientro Anne diede la giusta paga anche al Dr. Kenny che “è venuto all’1 e ½. Mia zia potrebbe andare avanti altri 2 o 3 anni, anche se lui non pensa che ce la farà. Gli ho detto che era stato assurdo e ingiusto richiamarmi a casa in tali circostanze. Io ero tornata mettendo a rischio la mia stessa vita e quella della mia servitù. Lui ha detto che non era colpa sua. Che sperava che Marian non mi richiamasse, ma lei l’aveva fatto per lo spavento.” (23 dicembre 1832).

Non farmi male

Nel frattempo, anche Ann Walker è tornata a Crow Nest. Quelle stanze risuonano ancora della voce di Anne e dei loro momenti insieme, e questo la rafforza nella sua decisione di andare a raggiungere la sua felicità. Si reca immediatamente a Shibden Hall per chiedere i recapiti di Anne a Copenhagen, ma scopre con sorpresa che anche Anne è appena tornata, e la raggiunge alla miniera crollata. Il loro incontro in cima alla collina è un viaggio attraverso tutti gli stati d’animo per Anne, dall’incredulità all’inevitabile cedimento quando è Ann, stavolta, a dirle che vuole sposarla, a impegnarsi davvero. “Non farmi male, non sono così forte come pensi. Cioè, lo sono ovviamente, ma a volte no…”

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

In effetti Anne Lister ed Ann Walker rientrarono ad Halifax a pochi giorni di distanza l’una dall’altra, e a reciproca insaputa. Prima che riuscissero a vedersi, però, ci fu un intenso viavai di lettere fra loro. Anne Lister, infatti, era dai Norcliffe a Langton Hall il 27 dicembre 1833, quando le venne recapitata:

"Una lettera di due pagine da Miss Walker, che era arrivata a Huddersfield martedì notte, ma non aveva avuto il cuore di tornare a casa sino al giorno dopo (Natale), quando è passata da Shibden e ha scritto la seconda pagina della lettera, lasciandola a mia zia per girarmela: ‘Finché sarai in Inghilterra, spero vorrai considerare la mia piccola casa come tua. Ho tutto lo spazio per i tuoi domestici, e due stanze tutte per te, prenditi ‘la tua casa’ [your own house] e fai esattamente quello che vuoi. E fino a quando io avrò una casa o una stanza, la metà sarà per te’. È passata nei pressi di York lungo il rientro, e avrebbe consultato il Dr. Belcombe, ma non poteva dirlo a suo zio Atkinson, che era insieme a lei. Vorrebbe incontrarmi a York al mio ritorno, e andare dal Dr. B. ‘con tutte le intenzioni di seguire alla lettera i suoi consigli’. Povera ragazza! Temo che non stia molto meglio."

Dal diario di Anne Lister, 27 dicembre 1833, traduzione.

"Letter 2 pages from Miss Walker who arrived at Huddersfield on Tuesday night, but was too sick at heart to go home till the next day (Christmas day) when she called at Shibden and wrote the 2nd page of her letter and left it with my aunt to direct and send off - ‘Whilst you are in England I hope you will consider my little cottage as your own - I have plenty of accommodation for your servants, and 2 rooms entirely at your own disposal, to keep your own house and do exactly as you like - and as long as I have a cottage or a room, the half will be for you’ - she had near passed thro’ York on her return and would have consulted Dr. Belcombe but could not without telling her uncle Atkinson, who was with her - would like to meet me in York on my return and go to Dr. B- ‘with the full intention of following his advice to the very letter’ - Poor girl! I fear she is not much better." Dal diario di Anne Lister, 27 dicembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0153]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Ma evidentemente anche Anne era allietata dalla notizia, perché le rispose immediatamente:

"‘Langton Hall – pressi di Malton, venerdì 27 dicembre 1833. Sono sorpresa e felice di saperti di nuovo a Lidgate. Da come scrivi, ad ogni modo, mi pare che tu non stia meno bene di quando ti ho vista l’ultima volta, e questo mi dà grande speranza. Sii felice, puoi stare sicura che io farò qualunque cosa al mondo per te, e se infine avrai il coraggio di seguire il mio consiglio, confido che potrai tornare all’unica cosa che renda possibile godersi la vita, una buona salute. Una volta e ancora, ti chiedo solamente di essere felice. Ti ringrazio per la tua offerta di casa-ospitalità. Ti vedrò appena mi sarà possibile. È stata la precaria salute di mia zia a farmi tornare in Inghilterra. Torna di nuovo a Shibden, non prima dell’una o più tardi delle due, se puoi, e porta il mio affetto a mia zia, e dille che ti ho mandata io a stare con lei per dieci minuti e per dirle che le scriverò nuovamente entro qualche giorno. È meglio che non pensi di incontrarmi a York. Ti vedrò prima, e poi vedrò il da farsi più opportuno per te. Fidati, posso organizzare molto bene le cose per te. Tieni alto il morale come e quanto più puoi. Sei molto generosa riguardo le stanze, ma sai bene come io non sia molto brava a stare dietro alla casa. Ti scriverò di nuovo, appena avrò deciso quando partirò da qui (il che sarà probabilmente da qui a una settimana) e poi, se avrai due letti per me, tornerò via Bristall a vedere come stai e decidere cosa farai. Scrivimi ancora, appena avrai ricevuto questa mia lettera. Indirizzala a me presso Mrs. Norcliffe, Langton Hall, Malton. Porgi il mio affetto a tua zia ed alla mia e, credimi, tua con grandissimo affetto AL’. Avevo letto male la sua lettera. Diceva ‘prenditi il tuo tempo’ [your own hours] e non ‘la tua casa’.

Dal diario di Anne Lister, 27 dicembre 1833, traduzione.

"Langton Hall- near Malton Friday 27 December 1833. I am surprised and glad to find you once more at Lidgate. I see from the style of your letter, that you are, at any rate, not less well than when I saw you last – that gives me great hope - Cheer up - you are quite sure I will do anything in the world I can for you, and, if you have at last courage to follow my advice, I am sanguine about your being restored to that which can alone make life enjoyable, sound health - again and again all I ask of you is, to cheer up - Thank you for your so kind offer of house-room - I shall see you as soon as I can - It was the so indifferent state off my aunt’s health that caused my return to England - Get over to Shibden again, not earlier than one or later than two in the day, if you can, and give my love to my aunt, and tell her I have sent you to sit with her ten minutes and to say that I shall write to her again in a few days - it will be better for you not to think of meeting me in York - I will see you 1st , and then plan for you as may seem best - Depend upon it, I can manage for you very nicely - Keep up your spirits as well as you possibly can - you are very good about the rooms - but you know I am not very clever about keeping house - I will write to you again, as soon as I have fixed the day for leaving here (which will probably be about a week hence) and then if you will have 2 beds for me, I will return by Birstall, see how you are and settle what you do - write to me again, immediately on your receipt of this letter - Direct to me Mrs Norcliffe, Langton Hall, Malton, give my love to your aunt and my own, and believe me, affectionately and faithfully yours AL.I read her letter wrong - it was ‘keep your own hours’ not keep house.[...] How extraordinarily my return and hers too so close and unexpected on each other!" Dal diario di Anne Lister, 27 dicembre 1833, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0153]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Quest’ultima annotazione del diario ci può dare il segno della sorpresa con cui Anne deve aver letto la lettera di Ann, e lo stesso giorno scrisse ancora “Che cosa straordinaria, che il mio rientro ed il suo siano così vicini e inattesi!"

Qualche giorno dopo un’altra “lettera di 2 pagine e 2 righe da Miss Walker: conterà ogni giorno ed ora fino al mio arrivo, non può essermi abbastanza riconoscente”, a cui fece subito eco “la mia lettera, tutto sommato gentile. Lei dovrebbe essere felice, ora, perché ha tutti i motivi per sperare tutto il bene che vuole. Farò tutto ciò che posso per lei, e che giammai pensi a come ripagarmi. Quando si sarà ristabilita, la sua salute e la sua felicità saranno sufficienti e tutto ciò che io desidero. ‘Con affetto e sinceramente tua AL’” (30 Dicembre 1833).

In tutto ciò, Anne non mancò di aggiornare sull’evento anche Mariana, che le scrisse “Miss Walker è tornata a Lidgate!!! Fred, che sia questo il tuo destino? Sono contenta di non averla mai vista, mi hai detto che si è pentita. Che cosa strana il suo ritorno adesso. Mi fa venire in mente la profezia che mi fece la zingara, e il pensiero mi convince quasi del fatto che non siamo del tutto agenti indipendenti” (4 gennaio 1834).

Il 4 gennaio 1834 Anne Lister raggiunse finalmente Ann Walker a Lidgate, dopo quasi dieci mesi di separazione:

"Miss W- [Walker] era felicissima di vedermi, sembrava indubbiamente stare meglio dell’ultima volta che l’avevo vista, ma probabilmente questo miglioramento era semplicemente dovuto al piacere e all’eccitazione del vedermi."

Dal diario di Anne Lister, 4 gennaio 1834, traduzione.

"Miss W- [Walker] delighted to see me – looking certainly better in spirits than when I saw her last; but probably this improvement is merely the result of the present pleasure and excitement on seeing me." Dal diario di Anne Lister, 4 gennaio 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0155]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

"Abbiamo parlato tanto la scorsa notte, fino alle 4 di stamattina e poi non abbiamo dormito per un bel po’. Si era pentita di avermi lasciata. Aveva pensato di raggiungermi a Copenhagen. […] Miss W. parla come se avesse intenzione di accettarmi, ma quando faccio un qualunque accenno decisivo lei esita. Le dico che è il suo denaro che si mette in mezzo. Il punto è che lei è come prima, ma era decisa ad andarsene dai Sutherland, e sente di desiderarmi, però [io dovrei] scegliere qualcuno con più senno e meno denaro. Steph ha ragione, lei sarebbe un grosso pensiero."

Dal diario di Anne Lister, 5 gennaio 1834, traduzione.

"Much talk last night till 4 this morning and then not sleep for a long while she repented having left me longed to go after me to Copenhagen [...] Miss W- [Walker] talks as if she would be glad to take me then if I say anything decisive she hesitates I tell her it is all her money which is in the way the fact is she is as she was before but was determined to get away from the Sutherlands and feels the want of me but take someone with more mind and less money Steph is right she would be a great pother." Dal diario di Anne Lister, 5 gennaio 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0156]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Nonostante la contentezza dell’essersi ritrovate, però, le insicurezze di Anne sul loro futuro continuavano a serpeggiare in sottofondo.

"Alle dodici la scorsa notte l’ho sentita in vena amorosa. Lei pensava che fossi addormentata ed ho finto di esserlo, finché la mia passione è parsa risvegliarsi. L’ho toccata e diteggiata un po’ e l’ho tenuta stretta a me, ma tenendo addosso le mie mutande. Difatto, ho fatto l’amore come più potevo senza un contatto completo. Ho detto che non mi sentivo di starle più accostata, non sapendo con certezza quale sarebbe stata la sua decisione al riguardo e avendo timore di affezionarmi troppo a lei. Stamattina l’ho toccata e accarezzata. Lei si lascia guardare da me senza problemi, e in effetti credo che potrei fare quel che voglio e non farei abbastanza. Sono più vecchia in queste cose oggi di quel che ero vent’anni fa. Lei pare incline a scegliermi, ma è ancora incerta, dal momento che non dice nulla in questo senso. Dovrò stare attenta che non mi faccia morire, sia che dica sì o no, alla fine."

Dal diario di Anne Lister, 6 gennaio 1834, traduzione.

"At twelve last night felt her on the amoroso she thought me asleep and I pretended to be so till my fondness seemed to awake me pressed and partly grubbled her and held her near me but I had on my drawers in fact I had as much a kiss as possible without absolute contact said I dared not be nearer uncertain how she would make up her mind about and afraid of attaching myself to her too much pressing and feeling her this morning she let me look at her without seeming to care in fact I might do all I could and I could not do enough I am older in these matters than I was twenty years ago she seems bent on taking me but yet it is uncertain for she says nothing quite positive ‘tis well my care for her will not kill me whether she says eventually yes or no." Dal diario di Anne Lister, 6 gennaio 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0156]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Il non aver ricevuto un aiuto adeguato in Scozia stava già riemergendo nello spirito di Ann Walker “Mi è parsa un po’ giù, in effetti la giornata è trascorsa senza particolari emozioni e a letto stava tornando un po’ come una volta, disperando in un miglioramento. Aveva quello strano timore di tornare apatica. Non sopporta i Sutherland e ha ancora la sensazione di non riuscire a farcela da sola” (8 gennaio 1834).

Fedele alla promessa di aiutarla, e dietro consulto del Dr. Belcombe, Anne curò la discreta sistemazione di Ann in una struttura nei pressi di York, affinché potesse riprendersi “A Heworth Grange alle 4 e 50, per entrare in possesso dell’alloggio. Cena con Miss W- [Walker] alle 5 (una costoletta di montone) e sono venuta via alle 7.20, promettendole di visitarla in mattinata” (23 gennaio 1834).

Il posto era a una distanza ragionevole da Shibden per cui le visite non mancarono, così come gli scambi di messaggi e lettere. In effetti, le condizioni di Ann parvero migliorare nettamente e cominciarono anche a fare progetti di viaggio: “poi siamo rimaste a parlare, come se il nostro stare insieme fosse scontato, che invece di restare con lei a York saremmo andate in viaggio. A Parigi per dieci giorni alla fine del mese prossimo o in aprile” (9 febbraio 1834).

La scelta di far restare Ann ancora un po’ lontana da Halifax si confermò saggia:

"Ho trovato lì Miss Rawson di Gledholt. Piacevole serata. Lei pensa che Miss W- [Walker] stia molto meglio. Circolano strani pettegolezzi ad Halifax sul fatto che lei sia pazza, anche foraggiate dalle Miss Atkinson etc. Caffè e tè alle 8 e ¾. Salite di sopra alle 11 e ½. Le ho riferito in parte ciò che mi aveva detto Miss R- e purtroppo ora Miss W- ha realizzato ciò con cui deve fare i conti. È meglio che si decida presto, o cosa potrei fare? Lei è stata d’accordo, ed era inteso che non avrebbe cercato di compiacere altri o di assecondare le decisioni di altri diversi da me. Che redigerà il suo testamento personalmente e al ritorno dalla Francia, e alla morte di mia zia poi aggiungerà una clausola in cui mi lascia una rendita vitalizia per quanto è in sua facoltà, e che io farò altrettanto per lei. Bene, dunque, non è forse tutto davvero deciso? Mi sento tranquilla su questo e dovrò esser pronta in qualunque evenienza. Bella giornata."

Dal diario di Anne Lister, 10 febbraio 1834, traduzione.

"Miss Rawson of Gledholt there – agreeable evening – she thinks Miss W- [Walker] much better – strange reports about her being crazy in Halifax and encouraged by the Misses Atkinsons etc. coffee and tea at 8 ¾ - came upstairs at 11 ½ - stood talking - I said in part what Miss R- had told me too bad Miss W- now saw what she had to deal better make up her mind at once or what could I do she agreed it was understood that she was to consider herself as having nobody to please and being under no authority but mine to make her will right directly and on returning from France and on my aunt’s death then to add a codicil leaving me a life estate in all she could and I would do the same to her well then is it really settled or not? I am easy about it and shall prepare for either way - fine day." Dal diario di Anne Lister, 10 febbraio 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0168]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Anne Lister ed Ann Walker, negli anni a seguire, considerarono questa la vera data della loro unione, e continuarono a onorare il loro anniversario il 10 di febbraio.

Due giorni dopo, il 12 febbraio 1834, decisero che si sarebbero scambiate gli anelli in promessa:

"L’ho diteggiata in modo fantastico e così a lungo che ci è rimasto poco tempo per dormire. Lei mi darà un anello, ed io uno a lei in segno della nostra unione, come deciso lunedì. […] Sono stata affettuosa con Miss W- [Walker] e le ho detto che non avrei resistito a lungo senza vederla. Lei mi ha pregata di non scrivere nulla di particolare, intendendo di amoroso, e gliel’ho promesso. Mi sono senza dubbio affezionata a lei ora, e una volta che mi sarò davvero accostata a lei (senza mutande) e dovesse esserne soddisfatta, mi sentirò a posto. Lei ha detto spesso che desiderava starmi accostata."

Dal diario di Anne Lister, 12 febbraio 1834, traduzione.

"Long capital grubbling so that little time for sleep she is to give me a ring and I her one in token of our union as confirmed on Monday [...] affectionate to Miss W- [Walker] and told her I should not be long without seeing her she desired me not to write anything particular she meant of affection which I promised I certainly feel fond of her now and if I was once really near her (no drawers on) and she was pretty well satisfied I should be at ease she has often said she wished to be near myself." Dal diario di Anne Lister, 12 febbraio 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0168]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Nel frattempo continuavano a scriversi, ed Ann si mostrava sempre più impaziente di incontrarla: “Stasera una lettera di 3 pagine, la prima incrociata, da Miss Walker, Heworth Grange - York. È ansiosa di vedermi, le due settimane (il prossimo mercoledì) sembrano un’eternità. Mi prega di non rinviare il mio arrivo oltre mercoledì. Pare che abbia gradito la mia lettera affettuosa. ‘Fai presto a venire, perché mi sto annoiando e ti desidero in mille modi’. Credo che si affezionerà a me, un po’ alla volta. Se si legherà a me al punto che io riesca a fidarmene, spero e credo che potremo essere felici insieme” (21 febbraio 1834).

I sacramenti

Mentre ad Halifax si sta per celebrare il matrimonio del giovane Sowden con Suzannah Washington, in una carrozza nelle strade di York si sta svolgendo un rito molto più intimo: Anne ed Ann si scambiano gli anelli, rubandosi un bacio prima che qualcuno possa vederle. Poi entrano nella chiesa di Holy Trinity a Goodramgate, proprio all’ombra del Minster, per assistere alla funzione. Insieme si avviano all’altare a ricevere l’eucaristia, i sacramenti che Anne aveva proposto tante volte. Tornando alla loro panca l’unico gesto che possono permettersi è uno sfuggente sfiorarsi delle mani, ma poco dopo si guardano, quasi incredule per quanto hanno appena fatto. Ora sono sposate. E naturalmente Anne, uscendo, comincia a fare programmi per entrambe sul trasloco a Shibden e su come far sapere ai parenti che vivranno assieme, ma è proprio sul finale che Ann Walker rivela la sua verve, affatto remissiva e tantomeno poco determinata.

Dall'episodio "Are You Still Talking?", Gentleman Jack S01E08, © BBC/HBO/Lookout Point.

Ann Walker restò a Heworth Grange ancora qualche mese, con Anne che continuava a fare la spola, anche fermandosi da lei e coinvolgendola in alcune sue visite di cortesia.

"Per la prima volta niente mutande la scorsa notte, e primo tentativo di accostarmi davvero a lei. Non è riuscito troppo bene, ma lei è sembrata abbastanza contenta. […] Verso Langton alle 12.50. Giornata piovosa, umida e sgradevole. Lei non era in forma ed era stanca, sebbene si fosse svegliata così bene la mattina. Ho notato che era molto nervosa per la visita a Langton, ma non ci ho fatto caso. Le ho chiesto di comprare la fede nuziale che avevo al dito e le ho dato sei pence per potermela pagare. Lei non me l’ha resa subito, ma l’ha indossata sino a quando siamo giunte al villaggio di Langton, dopodiché l’ha messa al mio anulare in segno della nostra unione che ora, siamo concordi, è siglata per sempre, sebbene ci siamo dette poco o niente."

Dal diario di Anne Lister, 27 febbraio 1834, traduzione.

"No drawers on last night first time and first attempt to get really near her did not succeed very well but she seemed tolerably satisfied [...] Off to Langton at 12 50/.. - damp rainy disagreeable day - she was poorly and tired tho’ she had got up so well in the morning I saw there was much nervousness about going to Langton but took no notice I asked her to but [buy] the gold wedding ring I wore and lent her six pence to pay me for it she would not give it me immediately but wore it till we entered the village of Langton and then put it on my left third finger in token of our union which is now understood to be confirmed forever tho’ little or nothing was said." Dal diario di Anne Lister, 27 febbraio 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/16/0174]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Anne teneva particolarmente a Mrs. Norcliffe, madre di Isabella, e quel giorno portò Ann proprio da lei; dopo aver annotato i dettagli, continuava così sul diario: “La nostra visita è andata bene. Tutti sono parsi alquanto contenti. Siamo venute via alle 7 e 20 e a casa alle 9 e ¾. Caffè e siamo rimaste a chiacchierare fino alle 11 e ¾. Contente di essere andate. I Norcliffe molto gentili con lei, la sua timidezza è parsa svanire ed è sembrata molto contenta della visita. Pioggia durante il giorno e la sera. L’anello a Miss W- [Walker]” Ora si erano scambiate gli anelli.

Passò ancora quasi un altro mese, però, prima che Anne ed Ann prendessero i sacramenti insieme, siglando così l’ultimo atto che avrebbe sancito la loro unione. Così Anne Lister descrisse gli eventi di quella Pasqua, domenica 30 marzo 1834:

"Tre orgasmi, meglio per lei che non per me. Splendida mattinata, 49°F alle 8 e ½. Colazione alle 8 e ½. Alla chiesa di Goodramgate alle 10.35. Miss W- [Walker], io e Thomas siamo rimasti a prendere l’eucaristia. Quasi tutti i fedeli si sono fermati, benché la chiesa fosse troppo piccola per contenerne tanti. La funzione è durata 40 minuti. Per la prima volta mi sono unita a Miss W- nella mia preghiera. Ho pregato affinché la nostra possa essere un’unione felice, lei non ha pensato di fare altrettanto per me."

Dal diario di Anne Lister, 30 marzo 1834, traduzione.

"Three kisses better to her than to me – very fine morning F49° at 8 ½ am - breakfast at 8 ½ - at Goodramgate Church at 10 35/.. - Miss W- [Walker] and I and Thomas staid the sacrament - almost all the congregation staid and tho’ the church too small to hold many the service took 40 minutes - the first time I ever joined Miss W- in my prayers I had praye[d] that our union might be happy she had not thought of doing as much for me." Dal diario di Anne Lister, 30 marzo 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/17/0014]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

La chiesa in cui è stato ambientato il matrimonio sullo schermo è esattamente quella in cui Anne Lister ed Ann Walker presero insieme i sacramenti quel giorno: la Holy Trinity Church di Goodramgate, a York.

Ci volle ancora qualche mese, infine, prima che Ann Walker si sentisse nuovamente in forma ed andasse a vivere a Shibden, cosa che avvenne nell’autunno dello stesso anno, al ritorno dal loro primo viaggio insieme. Ma già il 15 aprile 1834 Anne così descrisse la loro prima visita insieme alla Hall dopo il matrimonio:

"A Shibden alle 7.55. Miss W- [Walker] un po’ agitata durante il tragitto, ma le era passata una volta arrivate. 10 minuti con mio padre e Marian. Caffè in salotto, accogliente e gradevole. Mi sono congratulata con lei per il suo arrivo a Shibden, che pian piano speravo sarebbe diventata la sola casa per entrambe."

Dal diario di Anne Lister, 15 aprile 1834, traduzione.

"At Shibden at 7 55/.. Miss W- [Walker] a little nervous in coming along but soon got over it on arriving 10 minutes with my father and Marian – coffee in the drawing room – cozy and comfortable congratulated her on our arrival at Shibden the only home I hoped we should both have by and by." Dal diario di Anne Lister, 15 aprile 1834, trascrizione, [SH:7/ML/E/17/0020]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

Ann Walker stessa cominciò ad informare la propria famiglia delle sue intenzioni e lo sappiamo, oggi, anche dal suo diario, in cui il 10 giugno 1834 annotò:

"Mi è stato chiesto se andrò a Lidgate al mio ritorno. No. Andrò a Shibden Hall, ed affitterò Lidgate"

Dal diario di Ann Walker, 10 giugno 1834, traduzione.

"Asked if I should go to Lidgate on my return?– No – going to Shibden Hall – and let Lidgate." Dal diario di Ann Walker, 10 giugno 1834, trascrizione, [WYC:1525/7/1/5/1/3]. Image courtesy of West Yorkshire Archive.

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